Relatore per la maggioranza
Data: 
Venerdì, 21 Novembre, 2014
Nome: 
Cesare Damiano

A.C. 2660- A

Grazie, signora Presidente, potrei anche risparmiarmi una replica perché le mie colleghe e i miei colleghi hanno già detto tutto quello che c'era da dire, l'hanno detto con competenza, con pacatezza, con argomenti e hanno dato la dimostrazione di quanto siamo stati uniti nel condurre questa battaglia. 

Tuttavia, in questa fiera delle citazioni che mi ha incuriosito, qualche intervento ha scomodato i padri dello Statuto dei lavoratori: Brodolini, Donat-Cattin, Gino Giugni. Vede, Presidente, anche per motivi anagrafici alcuni di questi li ho conosciuti. 
Ho conosciuto Gino Giugni e lo considero mio maestro. Ho imparato molto da lui. È stato, come sappiamo, uno dei padri dello Statuto e quand'ero giovane delegato della FIOM nel 1970, grazie al suo Statuto, ho avuto delle protezioni da delegato sindacale. Ho conosciuto anche Donat-Cattin che, come tutti sanno, era un sindacalista della CISL. Questa anomalia dei sindacalisti che diventano Ministri o diventano onorevoli che ha fatto tanto scalpore. Sa, signora Presidente, si sono occupate pagine e pagine di giornali per rispondere a questo interrogativo: come mai nella Commissione lavoro ci sono i sindacalisti. Secondo lei, dove dovrebbe andare una persona che ha passato magari trent'anni della sua vita nel sindacato ? Come mai, mi domando, alla Commissione giustizia ci sono gli avvocati e perché non ci si occupa degli avvocati e ci si occupa dei sindacalisti ? Donat-Cattin era un sindacalista. 
Io l'ho visto all'opera per il rinnovo del contratto di lavoro dei metalmeccanici e l'ho conosciuto, come ho ricordato. E quando sono diventato Ministro una delle mozioni era di fare quello che aveva fatto Donat-Cattin. Io che arrivavo dal Partito Comunista e lui dalla Democrazia Cristiana. Eppure se dovessi dire qual è un mio Ministro di riferimento tra i padri fondatori io penso a Carlo Donat-Cattin. Lui è stato il Ministro che si definiva dei lavoratori. Chi l'ha citato forse dovrebbe ricordare che altri Ministri dopo Donat-Cattin sono stati forse più Ministri degli imprenditori. Lui è stato un Ministro che da sindacalista è stato fautore dell'unità e quand'era Ministro ha tenuto insieme il sindacato. 
Altri Ministri dopo di lui hanno cercato nella divisione del sindacato la traccia del successo di un Governo. Su questo invito tutti a riflettere e ad abbandonare le polemiche astiose: ho vinto, non ho vinto. Ha vinto il Parlamento, ha vinto la dialettica, ha vinto il buonsenso, hanno vinto i contenuti. Non abbiamo cancellato lo Statuto dei lavoratori né per le mansioni né per il controllo a distanza né per l'articolo 18. Concludo dicendo questo ancora volta: ci aspettiamo risposte sugli ammortizzatori sociali. Sui decreti dico questo al Ministro Poletti: si gioca il nostro futuro anche sugli articoli: «il», «lo», «la». «Le tipizzazioni» non «la tipizzazione»; «le fattispecie» non «la fattispecie»: è plurale; «il licenziamento individuale» non sono «i licenziamenti». Su queste distinzioni bisogna tracciare un confine. Concludo dicendo: nessun imbarazzo, anzi, come ha ricordato Cinzia Maria Fontana, un grande orgoglio per aver fatto tutti insieme il nostro dovere.