Data: 
Mercoledì, 5 Agosto, 2015
Nome: 
Anna Rossomando

Grazie Presidente. Colleghi siamo un po’ affaticati, ma svolgo alcune brevissime considerazioni per chiarire in modo più semplice possibile. Noi oggi non dobbiamo deliberare se siamo favorevoli o no all'autodichia, cioè a quella caratteristica di autogoverno prevista per le Camere del Parlamento e per la Corte costituzionale medesima, in un quadro costituzionale che per noi, per il Parlamento, ha radici nell'articolo 64. E neanche dobbiamo deliberare quale posizione processuale assumere, perché tra l'altro, se dovessimo seguire quello che ci ha appena illustrato la collega, dovremmo votare come io dico di votare, cioè dovremmo innanzitutto costituirci in giudizio. 
A noi oggi è stato notificato questo giudizio, nel quale siamo chiamati a costituirci, a tutela di cosa ? A tutela delle decisioni che la Camera prende. Quindi, noi oggi dobbiamo solo decidere se essere presenti in questo giudizio davanti alla Corte costituzionale, che in questo caso non giudica come giudice delle leggi. 
Su questo argomento specifico, cioè autodichia, la Corte si è pronunciata nel 2014, con una sentenza che è il presupposto dell'elevazione del conflitto di attribuzione della Corte di cassazione di cui oggi discutiamo, dichiarando infondata la questione di illegittimità costituzionale con riferimento all'autodichia. E dicendo che cosa ? Dicendo che, casomai, c’è un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, cosa che riguarda sempre una specifica questione, cosa che infatti la Cassazione ha raccolto. 
Quindi, la Corte, nel prendere questa decisione sulla non illegittimità costituzionale, ha detto che del conflitto di attribuzione, con riferimento a questa materia, ovvero la questione che riguarda i dipendenti, si discuterà dei limiti di attribuzione tra questi due poteri dello Stato, che sono le Assemblee legislative e il potere, appunto, giurisdizionale. 
Quindi, noi oggi deliberiamo solo questo. E noi ci orientiamo generalmente, quando la Camera è chiamata in un giudizio, comunque, nel senso di avere una tutela per difendere e tutelare le decisione e la posizione della Camera. Quindi, io ritengo che noi dobbiamo in questo senso ovviamente costituirci ed essere presenti. 
Però, spendo ancora un minuto e mezzo per concludere, perché ho sentito parlare di privilegi e spesso si usa questo termine negativo con riferimento, invece, a tutto quello che riguarda le prerogative o gli spazi di autonomia del Parlamento. In questo caso l'autodichia, come le prerogative, stanno in un quadro costituzionale che ha voluto porre al riparo l'Assemblea legislativa, in quanto espressione massima della democrazia, dei cittadini e luogo della democrazia, da ingerenze degli altri poteri dello Stato, che in un qualche modo ne limitassero l'autonomia. 
Oggi questo concetto come lo applichiamo nel 2015, in una dialettica che è anche cambiata tra il legislativo, l'Esecutivo, il potere giudiziario e altri organi che influenzano molto, vedi i mass media o quant'altro, che hanno una dimensione diversa ? Oggi noi effettivamente ci interroghiamo, senza mettere in discussione assolutamente questo principio, come possa essere meglio attuato. Infatti, è recente una discussione sui giornali, per esempio, con riferimento alle attribuzioni della Giunta per le autorizzazioni a procedere. Non mettiamo in discussione già il principio, ma come meglio possa essere tutelata proprio la libertà del Parlamento. 
Mi rendo conto che su questi concetti, salva – e condividiamo – la necessità di discutere, siamo – e ho concluso – un po’ distanti dal MoVimento 5 Stelle, perché io per esempio sono convinta che l'articolo 67 della Costituzione sul non vincolo di mandato sia da difendere. 
Quindi, capisco che stiamo su un'altra impostazione. Però noi oggi discutiamo di questo e basta, cioè se costituirci in giudizio, non se essere d'accordo o no con l'autodichia, fermo restando che è un argomento aperto, che sicuramente discuteremo e che abbiamo intenzione di affrontare in questo quadro generale relativo a come si tutela l'autonomia del Parlamento nel terzo millennio.