Data: 
Giovedì, 23 Aprile, 2015
Nome: 
Ezio Primo Casati

 Doc. LVII, n. 3

 

Signora Presidente, colleghi e colleghe, membri del Governo, io soffermerò il mio intervento per quel pezzo di competenza del DEF che richiama alla sanità e alle politiche sociali. 
Il Documento di economia e finanza pubblica per il 2015 si sviluppa, per quanto riguarda la previsione di spesa della sanità e delle politiche sociali, sulla base del Patto per la salute e delle disposizioni recate dalla legge di stabilità del 2015. Il Documento ribadisce i contenuti e gli impegni di spesa che qui si riassumono. Per quanto riguarda la sanità, nella sezione III, parte I, il DEF attribuisce un rilievo centrale al tema della sostenibilità finanziaria del Servizio sanitario nazionale nel medio-lungo periodo, e ciò attraverso il rafforzamento delle politiche legate alla prevenzione, anche alla luce dell'intesa sul piano nazionale di prevenzione 2014-2018, approvata in sede di Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome. 
Il Documento conferma i dati contenuti nell'intesa approvata in sede di Conferenza Stato-Regioni e province autonome del 26 febbraio scorso, che ridimensiona la posta di bilancio prevista in 2.352 milioni di euro, portando così la previsione programmatica a 109,7 miliardi per il 2015 e a 113,1 miliardi per il 2016. Alla collega Grillo, che prima interveniva, basando il suo proprio intervento quasi esclusivamente non tanto sulla qualità e sulla quantità dei servizi, ma su quanto viene stanziato per (...), voglio ricordare che gli organismi internazionali riconoscono alla sanità pubblica italiana il terzo posto nella classifica mondiale. Quindi, qualche valore aggiunto c’è, oltre a quello che riguarda le poste di bilancio. 
È chiaro che auspico la possibilità che, in futuro, con la concretizzazione della crescita del PIL stimato, possano anche trovare risposta quelle nuove esigenze di aumento delle poste economiche a sostegno del Servizio sanitario nazionale. Tra le misure più propriamente organizzative non inserite nella legge di stabilità 2015, il Patto per la salute prevede il riordino della rete ospedaliera e il consolidamento in tutte le regioni delle forme di aggregazione di medicina territoriale. Anche questa è un'innovazione importante come medicina territoriale e di base. 
Il Governo segnala, altresì, che è in corso di approvazione il regolamento per la definizione degli standard qualitativi strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera. Il Piano nazionale di riforme, PNR, evidenzia la necessità di costruire strumenti di monitoraggio sistematico dei livelli essenziali di assistenza. Nella sezione I, parte IV, oltre alla revisione dei LEA, è stata programmata la revisione del prontuario farmaceutico, nonché del sistema di compartecipazione del cittadino al finanziamento delle prestazioni sanitarie. 
I costi standard sono considerati dal DEF come strumenti positivi per il contenimento della spesa sanitaria, non certo a discapito della quantità e della qualità. Per quanto riguarda il capitolo delle politiche sociali, la sezione III, parte I, del DEF sottolinea come la legge di stabilità del 2015 abbia segnato una forte inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, nel senso di rendere la spesa sociale un investimento a supporto di una crescita inclusiva. 
In tale direzione si confermano gli stanziamenti previsti. Vengono ribaditi gli stanziamenti per il Fondo nazionale per le politiche sociali, per la non autosufficienza, per i servizi socioeducativi, per la prima infanzia, il rifinanziamento della carta acquisti, l'introduzione di contributi a sostegno della natalità ed altre misure a favore della famiglia. Il Governo e il Parlamento hanno considerato importanti le misure contenute nella legge delega di riforma del terzo settore, appena approvata dalla Camera dei deputati ed inviata ora al Senato, e sostenuta anche da uno stanziamento nella legge di stabilità 2015. Ricordo, infatti, che con tale provvedimento è stata autorizzata per la riforma del terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale la spesa di 50 milioni di euro per l'anno corrente, di 140 milioni per l'anno 2016 e di 190 milioni a decorrere dall'anno 2017. 
Quello che mi preme raccomandare al Governo e al Parlamento sono alcuni punti. Chiedo al Governo di chiarire se fra i provvedimenti previsti nella razionalizzazione della tax expenditure siano inclusi i riordini della spesa riguardanti il settore delle politiche sociali, per esempio la riduzione delle detrazioni fiscali per la non autosufficienza e il piano di rafforzamento della rete degli asili nido. Se così fosse, chiedo di guardare con particolare attenzione alla valenza sociale di tali provvedimenti e di provvedimenti di questo tenore. 
Altra raccomandazione al Governo riguarda l'emendamento al regolamento per la definizione degli standard relativi all'assistenza ospedaliera. Non si privilegi il versante della revisione della spesa a scapito di quello della salvaguardia della qualità dei servizi erogati ai cittadini. Ritengo opportuno porre altre due segnalazioni. La prima affinché il Governo, nel PNR, inserisca anche il riferimento alle proposte di legge, in corso di esame alla Camera dei deputati, in materia di assistenza alle persone disabili prive di sostegno familiare, il cosiddetto «dopo di noi», e i provvedimenti riguardanti l'autismo ora in via di definizione. Vado a concludere. Evidenziamo dal DEF che, a fronte di un minore deficit, si sono materializzate risorse pari a circa 1,6 miliardi. Mi permetto di suggerire che tali risorse vengano impegnate in misura unitaria, unica, in contrasto alla povertà e in particolare alla povertà estrema. 
Il giudizio generale sul DEF mi soddisfa e – sottolineo – va nella direzione auspicata dalla strategia Europa 2020, ribadisce gli impegni della legge di stabilità e di quanto contenuto dagli accordi con gli enti territoriali, incrocia innovazione e impegno alla standardizzazione della spesa ed al mantenimento e all'efficientamento dei servizi. Siamo sulla giusta strada: continuiamo a percorrerla.