Grazie, signora Presidente. L'esame del Documento di economia e finanza, il principale documento di programmazione economica, costituisce una fase dell'anno, in particolare del semestre europeo, assai cruciale. Nel DEF il Governo conferma o rivede gli impegni presi l'anno precedente e definisce obiettivi, priorità e programmi per l'orizzonte successivo, impegni su cui saranno chiamate ad esprimersi le istituzioni europee e che si tradurranno in misure concrete con la legge di stabilità nel prossimo autunno.
Il primo dato essenziale che se ne ricava è che il Governo ha ribadito, anche quest'anno, la scelta di rallentare il processo di riduzione del disavanzo che aveva riprogrammato lo scorso settembre e aggiornato a dicembre. La ragione principale del rallentamento nel percorso di avvicinamento agli obiettivi di bilancio fissati dall'ordinamento europeo è costituita dalla chiara quanto mai giusta volontà di questo Governo di non contrastare, ma piuttosto sostenere fortemente, la ripresa in atto. Quest'ultima è avviata ma ancora non abbastanza decisa, perché esposta a rischi sistemici che non è semplice contrastare. Infatti, nel 2015, dopo tre anni consecutivi di contrazione, l'economia italiana è tornata finalmente a crescere. Dunque, in un contesto in cui le politiche dell'area euro sono insufficienti nel contrastare la carenza di domanda, la programmazione economica proposta in questo DEF non è solo condivisibile ma è la più desiderabile.Si tengono inoltre in considerazione i problemi tecnici per la valutazione delle politiche nazionali di bilancio. Il metodo di sistema del prodotto potenziale e dell’output gap, adottato dalla Commissione europea per calcolare il disavanzo strutturale, è irrealistico e penalizzante per il nostro Paese. Non scendo in complicati tecnicismi, ma anch'essa è, come sappiamo, una questione oggetto di confronto a Bruxelles, in cui l'Italia si pone come capofila. Per questa ragione e per molte altre il rispetto puntuale del vincolo di bilancio sarebbe inopportuno e controproducente, poiché in quest'ultima analisi implicherebbe una restrizione fiscale, con ripercussioni negative sul quadro macroeconomico e sugli stessi saldi. Dal Documento si evince che il Governo metterà in atto nuove azioni di stimolo, tra cui l'aumento progressivo degli investimenti pubblici e l'ulteriore riduzione della pressione fiscale. A legislazione vigente la pressione fiscale è previste in discesa di 0,6 punti percentuali dal 2016 al 2019. Tale diminuzione sarà rafforzata dall'annunciata sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, che diventeranno operative nel 2017 e che rappresentano circa lo 0,9 per cento del PIL. Il programma nazionale di riforma, la sezione III del DEF, evidenzia come la strategia di riforme strutturali debba essere accompagnata e sostenuta proprio da una politica di responsabilità fiscale che, attraverso la riduzione del carico delle imposte, permetta di sostenere la spesa di imprese e famiglie, rafforzare la crescita in una fase di notevole incertezza economica e continuare sullo sforzo di consolidamento della finanza pubblica e di riduzione del debito.
In questi ultimi due anni abbiamo compiuto importanti passi in avanti verso un fisco più semplice, equo e a favore del contribuente. In attuazione della delega fiscale sono stati adottati 11 decreti legislativi, con l'intento di migliorare il quadro delle norme tributarie e il rapporto tra fisco e contribuenti, semplificando l'assolvimento degli obblighi e favorendo l'emersione spontanea delle basi imponibili. In particolare, è stata introdotta la dichiarazione precompilata per i lavoratori dipendenti e per i pensionati (un passo storico per il nostro Paese) ed è stato rafforzato il ruolo del fisco a sostegno delle imprese con attività internazionali, riducendo i vincoli alle operazioni transfrontaliere e migliorando il sistema degli interpelli preventivi.
Con riferimento alle semplificazioni fiscali, segnalo che da quest'anno la dichiarazione precompilata conterrà una consistente quota di spese sanitarie e un numero maggiore di oneri deducibili e detraibili. Tale evoluzione farà crescere il numero delle dichiarazioni accettate, con effetti positivi sull'attività di controllo dell'Agenzia delle entrate. Ricordo, inoltre, che l'emersione spontanea di base imponibile è favorita dagli interventi in materia di fatturazione elettronica, divenuta obbligatoria per i fornitori delle pubbliche amministrazioni dal 31 marzo 2015. Un contributo rilevante all'emersione di base imponibile sottratta al Fisco è derivato dalla voluntary disclosure; le richieste di adesione sono state 129 mila, per circa 60 miliardi di imponibile emerso e un gettito stimato di circa 3,8 miliardi, al netto degli interessi. Tali istanze, in corso di verifica, porteranno all'emissione di circa 500 mila accertamenti entro la fine del 2016.
Tornando alla programmazione economica, il DEF reca indicazioni di notevole rilevanza sulla strategia di politica tributaria che il Governo intende perseguire nella seconda parte della legislatura, al fine di proseguire nel miglioramento del quadro delle norme tributarie e che riguardano principalmente i contenuti della delega per la riforma del sistema fiscale non ancora attuate. Il monitoraggio delle spese fiscali, anche per rispondere alla raccomandazione n. 2 formulata dalla Commissione europea, sarà propedeutico ad un loro riordino, volto ad eliminare o a rivedere le spese fiscali non più giustificate sulla base delle mutate esigenze sociali ed economiche o quelle che duplicano programmi di spesa pubblica.
Per quanto riguarda il sistema bancario, anche in risposta alle sollecitazioni UE, il Governo sta portando avanti un ampio e unitario disegno di ristrutturazione e innovazione, con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'attività bancaria e rafforzare il sistema, rendendolo più resistente aglishock e mettere gli istituti nelle condizioni di erogare maggior credito. Sono numerose le misure approvate in questi mesi. Ricordiamo, in sintesi, solo alcune: la trasformazione delle maggiori banche popolari in società per azioni, l'autoriforma delle fondazioni di origine bancaria, la semplificazione delle procedure di recupero crediti e delle procedure di insolvenza, l'importante pacchetto di misure contenute nel decreto-legge n. 18 del 2016 sulla riforma delle BCC e altre disposizioni urgenti per il settore del credito, fra cui le modalità di concessione della garanzia sulla cartolarizzazione dei crediti in sofferenza.
In conclusione, il ritorno alla crescita e l'incremento dell'occupazione nel 2015 testimoniano l'efficacia dell'ampia azione di interventi del Governo. In questo DEF il Governo si impegna per i prossimi anni a favorire la crescita, proponendo una prospettiva credibile di consolidamento dei conti pubblici. Gli obiettivi programmati saranno conseguiti senza sorprese, non ci saranno manovrine o interventi correttivi in corso d'anno e non aumenterà il prelievo sul lavoro, sulle imprese e sui consumi. Queste sono le certezze necessarie per sostenere il migliorato livello di fiducia di famiglie e imprese, fattore così cruciale per il buon andamento dell'economia reale di un Paese in cui, con impegno, stabilita e concretezza, stiamo ricostruendo il giusto clima economico a sostegno della crescita. Questo DEF è criticato da chi non vuole cambiare il Paese, da chi vuole vedere solo gli elementi negativi del Paese e da chi ha convenienza, per microcalcoli elettorali, di non voler far ripartire il Paese.
Questo Governo ha dimostrato che le chiacchiere e i piagnistei stanno a zero e che la voglia di fare ci hanno resi protagonisti in Europa. Lo so che dà fastidio, ma l'aereo è saldamente guidato e lo sarà ancora per molto tempo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Discussione sulle linee generali
Data:
Mercoledì, 27 Aprile, 2016
Nome:
Silvia Fregolent