Signor Presidente, proprio perché non vogliamo assolutamente che esista uno scontro generazionale, tra giovani e meno giovani, per quanto riguarda le pensioni, noi riteniamo che sia assolutamente importante individuare misure permanenti di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, promuovendo in particolare l'applicazione in via strutturale delle misure di sgravio contributivo attualmente previste, con riferimento ai nuovi contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato stipulati nel 2016. Questo ovviamente è per garantire la possibilità di creazione di posti di lavoro stabili e di qualità, posti di lavoro stabili e di qualità ovviamente garantiscono anche pensioni adeguate ad una vita dignitosa. Da questo punto di vista ovviamente pensiamo anche ai lavori autonomi, al fatto che si deve assolutamente prestare attenzione al lavoro autonomo perché sempre di più sono i lavori autonomi diversi. Poi abbiamo una particolare attenzione anche per quanto riguarda il pubblico impiego, perché il pubblico impiego gestisce anche i servizi, i servizi alle persone che sono assolutamente indispensabili. Quindi noi, nel quadro delle misure volte a favorire l'incremento del tasso d'occupazione e in particolare il tasso di occupazione giovanile, notiamo l'esigenza di adottare specifiche iniziative volte a rafforzare le misure incentivanti previste a legislazione vigente per promuovere l'occupazione giovanile e femminile. Segnaliamo anche l'esigenza di assicurare un attento monitoraggio degli effetti delle riforme in materia di mercato del lavoro e di ammortizzatori sociali perché siamo assolutamente convinti che vadano fino vadano aumentati i finanziamenti destinati alle politiche attive del lavoro e ai servizi per l'impiego, servizi che sono indispensabili per favorire l'incontro domanda-offerta e pensiamo che per questo si possano anche utilizzare fondi strutturali europei. Prestiamo anche una particolare attenzione e siamo molto contenti che il Ministro Poletti stia portando avanti un monitoraggio e la possibilità di trasparenza per quanto riguarda i voucher, proprio perché bisogna assolutamente riuscire a garantire un controllo rispetto a questo utilizzo, perché può sicuramente favorire l'emersione del lavoro nero ma non deve essere un alibi per garantire elusione contributiva e maggiore rischio per i giovani in termini di mancanza di contributi. Quindi sicuramente un lavoro sicuro garantisce anche maggiori entrate fiscali e maggiori entrate contributive. In considerazione comunque della sostanziale stabilità del sistema pensionistico e dei rilevanti risparmi conseguiti nell'ultimo decennio sul versante della spesa previdenziale, rappresentiamo l'esigenza di promuovere nel corso del presente anno interventi volti a introdurre, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica indicati nel documento, elementi di flessibilità della disciplina dell'età di pensionamento, tenendo conto delle scelte dei lavoratori e delle lavoratrici, anche con la previsione di ragionevoli penalizzazioni in caso di accesso anticipato ai trattamenti previdenziali. È necessaria anche una revisione mirata delle disposizioni in materia di accesso anticipato per quanto riguarda le lavorazioni particolarmente faticose e usuranti, come è già stato accennato da un intervento precedente, ma soprattutto sottolineiamo che vogliamo che non si perda neanche 1 euro del fondo già esistente a questo scopo. Vogliamo rafforzare anche le misure previste a legislazione vigente finalizzate a valorizzare ai fini pensionistici i lavori di cura famigliare e quindi prevedere la contribuzione figurativa, in linea con quanto indicato anche nella prima stesura del pilastro dei diritti sociali allegato alla comunicazione della Commissione europea relativa all'avvio di una consultazione su un pilastro europeo dei diritti sociali, che indica il riconoscimento ai fini previdenziali dei periodi dedicati alle attività di assistenza tra le misure da adottare per contrastare il divario di genere nei trattamenti pensionistici, ancora veramente troppo forte. In Commissione lavoro è anche stata svolta un'indagine conoscitiva per quanto riguarda l'impatto di genere delle riforme previdenziali e della manovra Fornero, ovviamente ci auguriamo che i risultati di questa indagine possano diventare una materia per intervenire anche a favore delle donne. Rappresentiamo ovviamente l'opportunità di definire un percorso che porti a un progressivo incremento delle risorse destinate al finanziamento di una misura nazionale contro la povertà.
Quindi siamo molto contenti che sia arrivato in discussione alla Camera il disegno di legge delega contro la povertà e che la Commissione XII e la Commissione XI stiano affrontando quella delega nel modo migliore possibile, proprio perché la povertà è un'emergenza del Paese. Quindi ovviamente speriamo che questo disegno di legge delega possa garantire la portata universalistica in favore dei soggetti e dei nuclei familiari che versino in condizioni di povertà assoluta, ma registriamo la necessità di un'ampia riflessione rispetto alla distinzione tra la spesa di carattere previdenziale e quella destinata a finalità assistenziali. C’è bisogno di una riforma assistenziale, c’è bisogno dal nostro punto di vista di una riforma previdenziale che vada a chiarire molte delle contraddizioni. Una delle contraddizioni più evidenti, che è stata citata anche da alcuni interventi prima di noi, è quella del comma 7 dell'articolo 24 della manovra Salva Italia, che prevede che, se non si ha almeno una volta e mezzo l'assegno sociale, si vada in pensione non all'età prevista per la pensione di vecchiaia, ma a un'età pari a settant'anni. A questo concetto dell'età pari a 70 anni, dalle proiezioni fatte dall'attuale presidente dell'INPS, presidente pro tempore dell'INPS, venne aggiunta anche l'aspettativa di vita fino ai 70 anni: è ovvio che questo crea maggiore allarmismo soprattutto nei giovani e noi non siamo in un periodo in cui bisogna creare ulteriori allarmismi a quelli che già vengono creati dalla mancanza di lavoro stabile. Quindi, pensiamo e ci auguriamo che anche la discussione del DEF e la risoluzione del DEF, che oggi approveremo, possa servire per dare un po'di tranquillità e di prospettiva positiva ai giovani e ai meno giovani, perché ovviamente abbiamo bisogno di cittadini e cittadine che abbiano fiducia nel futuro.
Discussione sulle linee generali
Data:
Mercoledì, 27 Aprile, 2016
Nome:
Maria Luisa Gnecchi