Discussione sulle linee generali
Data: 
Mercoledì, 27 Aprile, 2016
Nome: 
Tino Iannuzzi

Doc. LVII, n.4

Grazie, Presidente. Il DEF presentato dal Governo segue, in materia di infrastrutture, un'impostazione fortemente innovativa e positiva. Segna finalmente il superamento della legge obiettivo, come del resto avevano già fissato, con apposite norme, la legge n. 11 del 2016, per la riforma degli appalti, o il nuovo codice degli appalti, di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016 (appunto di qualche giorno fa). È il superamento che da tutti era stato sollecitato e auspicato ed è assolutamente indispensabile perché la legge obiettivo era nata per delineare una griglia ristretta di grandi priorità infrastrutturali verso cui concentrare le risorse disponibili, con tempi di realizzazione certi e veloci. Nei fatti ha generato un elenco sterminato di opere della più svariata tipologia e dimensione, per un importo complessivo di ben 232 miliardi di euro, dei quali a consuntivo appena l'8,4 per cento realizzato e con oltre 485 opere che sono rimaste allo stato di mera progettazione, per un importo di ben 165 miliardi di euro. Sono dati che si commentano da sé e che necessitano una svolta completa. 
Tale svolta interviene con il DEF, innanzitutto con le strategie per le infrastrutture di trasporto e logistiche, che delineano le nuove strategie infrastrutturali che il Governo intende seguire e che noi, come efficacemente è stato espresso nel parere dell'VIII Commissione, abbiamo condiviso. Sono i grandi campi d'intervento prioritario nella direzione del potenziamento della mobilità urbana, della riqualificazione delle aree degradate delle nostre città, del rafforzamento del trasporto su merci, del trasporto su ferro, della logistica integrata, della intermodalità, del miglioramento delle infrastrutture di accesso nelle diverse zone ai fini dell'attrazione turistica. 
Naturalmente, questo è il primo passo del percorso disegnato dal DEF che deve sfociare nel Documento pluriennale di pianificazione con un orizzonte temporale triennale nel quale, con una procedura omogenea e valevole per l'intero territorio nazionale, trasparente, alla luce del sole e con il modello del débat public, bisognerà anche identificare le opere pubbliche verso cui concentrare gli interventi e le risorse. Opere pubbliche sono quelle che davvero servono al Paese, perché migliorano la mobilità e i collegamenti e creano condizioni di maggiore attrazione degli investimenti e di crescita economica e produttiva di territori vasti. 
Noi abbiamo sottolineato nel parere la necessità di stabilizzare e rafforzare gli incentivi fiscali e gli interventi per il risparmio energetico e per la riqualificazione energetica e abbiamo anche posto una condizione che nel DEF viene indicata. Infatti, nel DEF si evidenzia come l'attuale deficit infrastrutturale, che è pesante nel Mezzogiorno, è condizione che ostacola irrimediabilmente lo sviluppo e la crescita dell'intero Paese. Lo sviluppo del sud è strettamente legato allo sviluppo dell'intera Italia. Da questo punto di vista è necessario potenziare gli investimenti per le infrastrutture materiali e immateriali e per promuovere un indispensabili riequilibrio socio-economico tra le diverse zone del Paese. Naturalmente di infrastrutture c’è bisogno in tutta Italia: nel nord, nel centro e nel sud. È oggettiva la carenza particolare nel Mezzogiorno, in particolare per quello che concerne le reti ferroviarie che vanno assolutamente potenziate nel sud del Paese. Su questo punto è necessario incrementare gli investimenti che, con la fotografia attuale del DEF, vedono l'88 per cento di risorse nel centro-nord e appena il 12 per cento per le ferrovie meridionali. Invece occorre investire: occorre investire per la realizzazione dell'alta capacità Napoli-Bari, ma anche per la modernizzazione e l'introduzione del cosiddetto treno veloce lungo l'asse ferroviario Salerno-Vallo della Lucania-Sapri verso Reggio Calabria e con i collegamenti verso la Puglia, verso la Basilicata e verso la Sicilia. 
Noi siamo convinti di un rilancio a 360 gradi di una rinnovata e moderna efficienza politica in ordine alle città e alle infrastrutture e sappiamo che il Governo si muoverà in questa direzione. Attendiamo quindi da subito decisioni e interventi concreti.