Dichiarazione di voto
Data: 
Giovedì, 2 Luglio, 2015
Nome: 
Marco Bergonzi

 Doc. LXXXVII, nn. 2 e Doc. LXXXVII, n. 3

 

Grazie, Presidente. Noi qui oggi siamo a pronunciarci sulle Relazioni consuntive degli anni 2013 e 2014 riguardanti la partecipazione dell'Italia all'Unione europea. Pertanto è su queste che ci dobbiamo concentrare. La Relazione consuntiva annuale – è bene sottolinearlo – a norma della legge n. 234 del 2012 dovrebbe fornire alle Camere gli elementi utili a valutare i principali sviluppi del processo di integrazione europea e delle politiche e delle normative dell'Unione europea nell'anno di riferimento nonché l'efficacia dell'azione del Governo nelle sedi decisionali europee e la sua coerenza con gli indirizzi definiti dal Parlamento. Le Relazioni 2013 e 2014 risultano complessivamente coerenti con il disposto del medesimo articolo 13 della legge n. 234 e costituiscono un forte progresso rispetto alle Relazioni consuntive precedenti in quanto non si limitano ad una mera ricostruzione delle attività svolte dall'Unione europea nell'anno di riferimento ma indicano l'impostazione complessiva della politica europea dell'Italia e illustrano in modo accurato la linea negoziale seguita dal Governo sui principali dossier esaminati, evidenziandone in diversi casi anche l'evoluzione a fronte di profili di criticità del negoziato. La Relazione 2013 è certamente ormai datata, è datata anche istituzionalmente rispetto al quadro attuale europeo e italiano. Questo ha ovviamente reso priva di utilità una verifica puntuale dei contenuti del documento che, peraltro, sono dettagliati e ben articolati. 
La relazione consuntiva per il 2014 consente di operare una verifica puntuale dei risultati conseguiti nel corso del semestre italiano di presidenza che sono largamente positivi, malgrado le obiettive difficoltà determinate dalle scadenze istituzionali succedutesi a livello europeo nel corso del 2014. L'Italia ha, infatti, promosso un cambio di marcia da parte dell'Unione avviandone un nuovo ciclo politico, oltre che istituzionale, orientato su alcune grandi priorità, in precedenza trascurate, a partire dalla crescita e dall'occupazione. Di questo approccio sono traduzione concreta la presentazione del piano Juncker con la connessa proposta di regolamento istitutivo del Fondo europeo per gli investimenti strategici e la comunicazione della Commissione europea sulla flessibilità nell'applicazione del Patto di stabilità e crescita, nonché l'impegno sistematico del Governo in tutte le formazioni del Consiglio per reindirizzare l'azione europea verso la crescita dell'economia reale. 
Meritano particolare apprezzamento a questo riguardo il contributo predisposto dalla presidenza italiana per la revisione della strategia Europa 2020, che ne prevede un più forte coordinamento con la procedura del semestre europeo e un maggior bilanciamento tra economia reale e finanziaria, il rilancio della riflessione sull'elaborazione di un approccio integrato di politica industriale che privilegi la piccola e media impresa, l'adozione, sempre nel nostro semestre, della nuova direttiva in materia di OGM in base alla quale gli Stati membri saranno liberi di decidere se coltivare o meno organismi geneticamente modificati sul proprio territorio, tutelando così chi sceglie di dare priorità a modi di produzione tradizionali. Ricordo, ancora, la riforma del sistema di registrazione dei marchi al fine di rafforzare la lotta alla contraffazione e, poi, i progressi ottenuti verso l'introduzione di un certificazione dell'origine dei prodotti, il cosiddetto made in, che consentirebbe di tutelare le produzioni di qualità, con forti ricadute positive sull'industria europea e, in particolare, italiana. 
È, poi, degno di nota sottolineare l'attenzione rivolta alle politiche del turismo, l'impegno a porre la ricerca, l'istruzione e la formazione al centro delle politiche per la crescita e la creazione di posti di lavoro e il rafforzamento del quadro giuridico dell'Unione in materia di trasparenza e lotta contro la frode e l'evasione fiscale. Forte rilievo, poi, assume il rafforzamento degli strumenti per il rispetto e la protezione dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto all'interno dell'Unione europea, concordato nello scorso dicembre dal Consiglio, con la decisione di avviare un dialogo annuale tra gli Stati membri in seno al Consiglio per promuovere e salvaguardare il rispetto di tali principi e valori dell'Unione europea. 
Si tratta di un passo importante verso l'affermazione della dimensione non meramente economica del processo di integrazione europea, al quale hanno concorso ulteriori progressi conseguiti nel corso della nostra presidenza nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia. La nostra presidenza ha ottenuto, poi, significativi progressi anche nella costruzione di una politica comune per la gestione dei flussi migratori, mediante l'adozione di alcune misure che hanno preparato il campo alle più recenti e incisive decisioni. Ricordiamo il lancio dell'operazione Triton, le conferenze coi partner del processo di Rabat e di Khartoum, volte a coinvolgere responsabilmente sui temi migratori gli Stati dell'Africa occidentale, centrale, mediterranea e del Corno d'Africa. 
Molto positivo è il giudizio sull'azione condotta dalla nostra presidenza per il rafforzamento della dimensione esterna dell'Unione di cui sono dimostrazione il miglioramento della capacità di risposta e intervento dell'Unione europea su tutti i principali teatri di crisi di vicinato europeo. Sottolineo il rafforzamento, poi, della sinergia tra i diversi gruppi di lavoro del Consiglio che si occupano della dimensione esterna e interna delle politiche dell'Unione europea per il contrasto al terrorismo e, infine, l'avanzamento del negoziato per il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, tra l'Unione europea e gli Stati Uniti, promuovendo al tempo stesso un'iniziativa per incrementarne la trasparenza. 
In sostanza, il rilancio di crescita e occupazione ha costituito la vera cornice per gran parte delle politiche settoriali, garantendo organicità e coerenza, oltre che effettività, all'azione del nostro Paese. Per tutta questa nutrita e ampia serie di ragioni, annuncio il voto favorevole del Partito Democratico.