Discussione
Data: 
Lunedì, 15 Febbraio, 2016
Nome: 
Alessandro Bratti

Doc. XXIII, n. 11

 

Grazie, signor Presidente. 
In realtà, da un punto di vista cronologico, forse la discussione del Quadrilatero della chimica poteva essere propedeutica a ciò che abbiamo invece approfonditamente discusso fino ad ora riguardo al tema di Porto Marghera, perché in realtà Porto Marghera costituisce un elemento centrale in questa relazione. 
Consentitemi, comunque, anche a me di ringraziare intanto tutte le forze politiche per la fattiva collaborazione e per il clima assolutamente positivo che abbiamo avuto fino ad oggi, e spero anche nel futuro, all'interno della Commissione, ovviamente gli uffici e i nostri consulenti. Poi mi riserverò, anche domani prima della votazione finale, di fare un ringraziamento più completo ai due magistrati che hanno lavorato sia su Mestre, il dottor Castellano, che sul Quadrilatero della chimica il dottor Battarino. 
Richiamavo il Quadrilatero della chimica perché ? Perché in realtà un pezzo importante della chimica di questo Paese è stato realizzato proprio in questo Quadrilatero, cioè il Quadrilatero che comprende Porto Marghera, il sito di Mantova, il sito di Ravenna e il sito di Ferrara, che tra l'altro hanno un collegamento tutt'oggi anche fisico rispetto tutta una serie di utilities fra di loro, in cui Marghera, storicamente, per l'importanza che ha avuto e che continua ad avere, gioca un ruolo fondamentale. Stiamo parlando, in realtà, della chimica del Novecento, di quella chimica che, come è stato ricordato prima, ha dato dei risultati straordinari al nostro Paese (ricordo che, per esempio, il sito di Ferrara che ha fatto sì, con un'invenzione particolare dei catalizzatori, che si sia vinto addirittura un premio Nobel da parte dell'ingegner Natta); quindi stiamo parlando dei livelli eccezionali che la chimica aveva raggiunto in questo Paese. Dunque, lì, in questo Quadrilatero, c’è tutta la storia della chimica con i suoi aspetti positivi che ci hanno dato benessere e si tratta di quell'eredità pesante che abbiamo discusso in parte per Marghera. Abbiamo cercato di verificare, di cercare, in qualche modo, di fotografare lo stato esistente della situazione di tutti questi siti, mettendo in evidenza quelle che sono le metodologie di approccio diverse che sono state fatte e provando anche a delineare quelle che sono le positività e le negatività di questi diversi approcci. 
Abbiamo approfittato per fare anche, in via preliminare, un punto su quello che è anche lo stato dell'arte della normativa che riguarda le bonifiche. È una normativa assolutamente complessa, molto ricca; forse la normativa italiana è una delle più ricche a livello europeo. Voglio anche ricordare che mentre esistono direttive comunitarie importanti su tanti settori che riguardano l'ambiente, non ultimo stiamo discutendo in questi giorni di economia circolare (quindi del ciclo dei rifiuti), i Paesi membri non sono mai riusciti ad addivenire a una direttiva sull'utilizzo del suolo e quindi sul tema delle bonifiche, perché è un tema complicato e assolutamente complesso che forse, noi nel nostro Paese, abbiamo reso ulteriormente più difficile, distribuendo in diversi provvedimenti normativi questioni che riguardano le bonifiche, fino a costruire un puzzle su cui a volte anche l'operatore privato, se non il pubblico che deve fare rispettare i controlli e i limiti, si trovano in grande difficoltà. Questa è una delle situazioni che poi generalmente abbiamo riscontrato sui vari siti di interesse nazionali, cioè di tanti procedimenti amministrativi. A volte le imprese adducono questa complessità come un'impossibilità per poter procedere a bonificare o a mettere in sicurezza, a volte il pubblico scarica un po'di responsabilità, dicendo che non ne ha i mezzi per poter fare dei controlli adeguati. Quindi, insomma, si tratta di una normativa che sicuramente abbisogna ancora di essere perfezionata, per quanto io ritengo che nel collegato ambientale, avendo approvato questo nuovo schema sulle transazioni, si vada un po'nella logica delle semplificazioni, così come ritengo sia stata molto importante, l'introduzione nei reati ambientali del codice penale del reato di omessa bonifica che sicuramente sarà una leva importante in mano alla magistratura per fare rispettare i procedimenti in atto di messa in sicurezza e di bonifica.
Non ultimo, noi insistiamo molto sull'approvazione definitiva da parte del Senato, e viene riportato anche nella vostra relazione, della legge sul riordino delle Agenzie ambientali. Riteniamo che queste normative sicuramente vanno nella direzione giusta, poi probabilmente ci sarà bisogno di intervenire. 
Dicevo: abbiamo fatto un po’ una fotografia dello stato dell'arte del processo di bonifica, ci siamo anche, in un qualche modo, obbligati a ritornare su alcuni aspetti specifici, perché in alcuni casi non abbiamo avuto delle risposte soddisfacenti. Abbiamo richiesto, ed è scritto molto bene, ad esempio, rispetto alla bonifica di Mantova, dei dati agli organi di controllo che non ci sono stati fatti avere, pur essendo questi dati a disposizione, per cui sicuramente ritorneremo su questo. Insomma, abbiamo di fatto confrontato due siti di interesse nazionale Mantova e Marghera. Chiaramente Marghera ha delle sue peculiarità che fanno sì che non sia comparabile agli altri tre siti, ma gli altri tre (Mantova, Ravenna e Ferrara) probabilmente lo sono. Quindi, non sto ad andare in maniera specifica su ogni sito, se non ricordando che partendo, come dicevo prima, da Mantova, che è un sito di interesse nazionale, non c’è dubbio che qualcosa si è mosso rispetto alla relazione della Commissione che avevamo fatto nella scorsa legislatura. È stato approvato per quanto riguarda la raffineria un nuovo processo di bonifica e ci è stato detto che ci sono alcune procedure tecnologiche più semplici che hanno dato dei risultati migliori. Noi vorremmo avere dei dati definitivi per poter verificare questo. Abbiamo visto che ci sono delle opere importanti che sta realizzando Syndial attorno alla cosiddetta «area ex collina» che era una discarica di rifiuti pericolosi. Voglio ricordare che c’è un problema enorme con la falda soprattutto dove c’è questa grande raffineria IES, con la presenza di questo surnatante che spesso rischia di andare nel Mincio e quindi è opportuno davvero capire se quelle procedure di messa in sicurezza idraulica, che ci dicono che funzionano, funzionino poi davvero. 
Non c’è dubbio che la estrema litigiosità delle imprese nei vari siti non ha aiutato un percorso lineare come invece nei due siti, che vedremo, di Ferrara e Ravenna. Questi contenziosi oggi sono ancora aperti, ci sono anche indagini della magistratura, una per tutte quella sul colorificio Freddi. Noi li abbiamo anche auditi, hanno portato le loro ragioni che noi abbiamo correttamente riportato nella relazione, ma che mostrano che dove non ci sia un raccordo tra le imprese e dove il rapporto tra le imprese il pubblico sia molto conflittuale, poi in realtà non succede nulla, se non contenziosi giuridici amministrativi importanti che sicuramente fanno lavorare molti avvocati, ma che non risolvono il problema delle bonifiche e dell'industrializzazione del sito. 
Su Ferrara non mi ci soffermerò troppo e non solo perché è la mia città, e quindi sarebbe anche poco elegante da parte mia. Su Ferrara e Ravenna ci sono una serie di problemi che rimangono e abbiamo anche chiesto alle procure di darci ovviamente delle indicazioni se fossero in atto procedimenti penali. In alcuni casi, come a Ravenna, c’è un procedimento aperto sulla questione collegata all'amianto e a Ferrara c'erano dei procedimenti che riguardavano non tanto le bonifiche, ma le torce di emergenza che funzionano spesso non in emergenza; si tratta, quindi, di questioni che abbiamo segnalato. Ma abbiamo anche verificato come in questi siti, che non sono siti di interesse nazionale, in realtà, con gli accordi di programma tra enti locali e imprese, le bonifiche siano procedute a dei livelli che abbiamo ritenuto assolutamente soddisfacenti. Questo perché in questi due casi si ha un unico interlocutore da parte delle imprese, che hanno costituito un organismo unico, e perché c’è stato un coinvolgimento riteniamo molto forte e importante di tutto il sistema degli enti locali e della regione. Poi, lo ripeto, le peculiarità ci sono e vanno assolutamente considerate. In tutta questa situazione non c’è dubbio che le bonifiche – è un po’ il ragionamento che facevamo prima – sono fondamentali, se in questi siti, che oggi sono tutti siti attivi, si prevede o si pensa che la chimica nel nostro Paese possa avere un futuro e mi riferisco non solo alla chimica tradizionale. 
Versalis ha un centro di ricerca importante a Ravenna; a Ferrara vi è il centro studi più importante di poliolefine in Europa; a Mantova vi è un pezzo importante della ricerca di Versalis e vi sono anche siti che stanno guardando con un certo interesse a possibili investimenti sulla cosiddetta chimica verde. Noi abbiamo insistito molto, come Commissione, per portare all'attenzione queste relazioni perché auspichiamo che anche domani ci possano essere, in sede di dichiarazione di voto, dei ragionamenti più generali sul futuro della chimica in questo Paese; sono state presentate diverse interrogazioni ma forse una discussione ampia e completa sulla chimica di Stato, dico così anche impropriamente, ma diciamo sul ruolo dell'ENI in questo Paese credo sia importante. Sappiamo già che le strategie di ENI non sono rivolte verso la chimica (c'era già stato detto da tanto tempo), però ci è sempre stato raccontato che Versalis, pezzo importante della chimica italiana, fosse, come posso dire, il fiore all'occhiello del futuro e noi, penso tutti quanti, speriamo che questo sia vero, nonostante questi processi di cessione in atto. Ripeto, io non mi esprimo perché ciò non riguarda il lavoro della nostra Commissione, ma non c’è dubbio che una preoccupazione la manifestiamo per quanto riguarda l'impegno di ENI nella chimica; ossia noi auspichiamo che rimangano in campo tutti questi processi di bonifica, processi di bonifica e messa in sicurezza, processi che, per quanto riguarda i terreni, magari hanno una temporalità breve, per cui, in 4 o 5 anni, i terreni potranno essere decontaminati ma, per esempio, il trattamento delle falde può durare 15, 20, 25 anni con una messa a disposizione di importi non secondari. Allora, dobbiamo avere la sicurezza che tutti questi processi in atto, di trattamento delle falde, che ogni anno costano diversi milioni di euro – lo auspichiamo, al di là di ciò che succederà diciamo nella compagine societaria di ENI –, rimangano in campo, perché abbiamo visto, con riferimento ad altri siti per i quali queste situazioni non sono state mantenute, che le problematicità sono poi esplose in maniera esponenziale; perché, se si impostano processi di bonifica e poi non vi sono né i soldi né le titolarità per portarli avanti, i contenziosi iniziano e le problematiche ambientali paradossalmente rischiano addirittura di aumentare rispetto al pregresso. Quindi ho scritto nella relazione che la discussione sulla vendita di una parte di Versalis la vediamo con preoccupazione; poi ovviamente c’è un management, ci sono dei proprietari che faranno le loro scelte ma noi questo lo vogliamo assolutamente sottolineare. Quindi concludendo, noi auspichiamo che, nel recepire questa relazione, vi sia davvero un impegno forte di tutto il Parlamento e della chimica, così come abbiamo fatto per altre attività importanti, e penso alla siderurgia, per ognuna con un'ottica e con delle idee diverse, ma, se non altro, il tema l'abbiamo trattato, portato all'attenzione dell'opinione pubblica e dei decisori politici che sono all'interno di quest'Aula. Penso che anche la chimica, per quello che è la sua storia, per quello che è la sua tradizione e per le potenzialità che ha...ricordiamo che tantissimi brevetti innovativi legati al cosiddetto bio-based cioè alla cosiddetta chimica verde sono in realtà frutto della ricerca italiana. Io spero che questo nostro piccolo contributo che abbiamo dato come Commissione non solo serva per denunciare una serie di manchevolezze importanti ma che serva anche da stimolo per affrontare una discussione e per far sì che il Governo scelga, nella maniera giusta e opportuna, come posso dire, la via per rilanciare questa importantissima branca dell'economia nazionale.