Esame di una questione pregiudiziale
Data: 
Giovedì, 7 Luglio, 2016
Nome: 
Vincenzo D'Arienzo

A.C. 45-C ed abbinate

Presidente, colleghi, Governo, relativamente a questa pregiudiziale di costituzionalità, che riguarda un provvedimento che è frutto di diversi provvedimenti abbinati, voglio innanzitutto osservare che nella questione di pregiudizialità proposta non viene fatto un riferimento a quello che poi è il fulcro della discussione, cioè la Costituzione. Vengono dette altre cose, ma è una pregiudiziale che, non entrando nel merito dei principi costituzionali, è nel merito: quindi la discussione proseguirà successivamente nella discussione generale. 
Questo provvedimento – che peraltro, come è noto, il Parlamento rincorre da anni, la legge quadro sulle missioni – è di squisita iniziativa parlamentare, e finalmente colma un vuoto: tante volte ci siamo detti che con i decreti-legge si esautorava il Parlamento nell'autorizzazione delle missioni internazionali. Quei decreti-legge erano prendere o lasciare: è vero, andavano nelle Commissioni, si discuteva, ma il grado di incidenza era minimo, e tante volte in quest'Aula abbiamo ripetuto che era meglio approvare una legge quadro che non singoli provvedimenti più volte nel corso di un anno. Finalmente con la legge quadro diamo maggiori garanzie non solo al Paese, ma a coloro che agiscono negli scenari internazionali: diamo certezza del diritto alle migliaia di uomini e di donne che sotto la bandiera italiana agiscono in tante parti difficili del mondo. 
Vengo al punto di merito. Il collega Pini faceva riferimento all'indebolimento del ruolo delle Commissioni; in realtà questo provvedimento dimostra esattamente il contrario, ovvero parlamentarizza una materia rilevante come la politica estera, espressa attraverso le missioni internazionali. Con questo provvedimento noi riportiamo la normale fisiologia dei rapporti Governo-Parlamento in un ambito decisivo della nostra vita democratica, appunto quella della politica estera e della difesa. Una volta entrata in vigore questa legge, il Parlamento non sarà più messo di fronte al fatto compiuto, come dicevo prima, ma sarà in grado di costruire la linea di intervento orientandone le scelte strategiche, attraverso l'espressione dei pareri: la stessa cosa che oggi fanno le Commissioni parlamentari, e quindi il Parlamento, sui vari decreti delle missioni internazionali. Faccio notare da questo punto di vista l'innovazione nel fatto che, come è noto, possiamo attraverso le Commissioni controllare maggiormente l'operato dell'Esecutivo, che sarà obbligato – finalmente, oserei dire – a presentare una relazione annuale sull'andamento delle missioni internazionali. 
Non finisce qui, perché come tutti sappiamo al Senato è stato introdotta un'importante novità, ovvero che il Governo dovrà con scadenza annuale chiedere l'autorizzazione al Parlamento per proseguire nella missione internazionale. A mio modo di vedere, a nome del Partito Democratico, questi due cardini sono molto di più di quanto non avevamo con i decreti, che erano appunto «prendere o lasciare». 
Siamo di fronte quindi ad un provvedimento che di fatto parlamentarizza come mai prima d'ora la politica estera e di difesa del nostro Paese, esattamente il contrario di quello che è stato detto poc'anzi. Stupisce anzi che dalle stesse forze che fino a ieri ci hanno chiesto di evitare decreti e di andare avanti con la legge quadro, si pone una questione di pregiudizialità proprio sulla legge quadro per le missioni internazionali. Io ritengo che, alla luce delle cose che sono state dette – i cardini fondamentali, il ruolo del Parlamento nei rapporti con il Governo sulle politiche estera e di difesa, così importante per il nostro Paese –, si è fatto un passo avanti, e si è concesso di fatto al Parlamento di entrare molto di più nel merito e nei dettagli delle questioni: quindi ci restituisce autorevolezza. Per queste ragioni, a nome del Partito Democratico, esprimo il voto contrario alla questione di pregiudizialità.