Relatore di minoranza per la IX Commissione
Data: 
Lunedì, 23 Giugno, 2025
Nome: 
Andrea Casu

A.C. 2316-A

 

Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, non è semplice intervenire in un momento di così grande preoccupazione per quello che sta avvenendo nel mondo, ma onoriamo fino in fondo il nostro compito di relatori per la maggioranza e di minoranza.

Io, intervenendo come relatore di minoranza per la IX Commissione, nei pochi minuti a disposizione, mi concentrerò solo su alcuni aspetti di questo testo, dividendo l'analisi con gli altri relatori di minoranza espressi dall'altra Commissione che l'ha esaminato.

Sicuramente voglio sottolineare l'importanza dell'emendamento soppressivo 6.2, che va a cancellare un aspetto di questa norma che avrebbe dato vita a preoccupanti interpretazioni, eliminando il comma 2 dell'articolo 6, e lo fa nella direzione che era stata invocata già al Senato da numerosi interventi dell'opposizione, in particolare del Partito Democratico. Se fossero stati ascoltati gli interventi delle opposizioni, già in occasione dell'esame al Senato, non sarebbe stato necessario questo soppressivo. Purtroppo, sono stati ascoltati solo in parte. Sono necessari, infatti, correttivi ulteriori sull'articolo 6 - ai quali la scelta del Governo di presentare un soppressivo del comma 2 ha sbarrato la strada - per quanto riguarda la qualificazione dei dati strategici e la garanzia di sicurezza di questi dati, non solo riguardo alla collocazione dei server, ma anche a tutti i passaggi che li interessano. Quindi, nonostante l'intervento in qualche modo corregga un errore, non lo fa in maniera sufficiente da mutare le preoccupazioni, che, comunque, permangono nei confronti di quest'aspetto.

Inoltre, voglio sottolineare l'importanza dell'emendamento 28.2, a prima firma Ascani, che sancisce un principio a nostro avviso fondamentale: la priorità dell'Italia e dell'Europa, dei soggetti italiani ed europei, per quanto riguarda le necessarie azioni che l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) deve portare avanti anche in relazione allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Da questo punto di vista, viene sancito il principio che questa priorità debba essere destinata a soggetti italiani ed europei. La formulazione iniziale parlava di soggetti italiani e stranieri. Adesso, finalmente, viene sancito un principio di priorità per i soggetti europei. Questo non significa che attraverso il testo, frutto del confronto con il Governo e con la maggioranza, non ci sia comunque la possibilità di un'apertura ad altri Paesi, ma questa apertura deve tenere conto dell'interesse nazionale e dev'essere esplicitamente motivata dalla Presidenza del Consiglio. E questo criterio, che vale per ACN, a nostro avviso, deve valere per tutto, dalla cybersicurezza alla politica industriale dell'innovazione. L'Italia, se vuole garantire un'effettiva sovranità digitale nell'ambito delle rivoluzioni che stiamo vivendo, dev'essere in grado di guardare prioritariamente alla crescita e allo sviluppo di un ecosistema dell'intelligenza artificiale non solo comunitario ed essere protagonista di questo cambiamento.

Inoltre, voglio segnalare l'importanza l'emendamento 5.5, a mia prima firma, per quanto riguarda il supporto al tessuto nazionale produttivo e al ruolo che può avere lo Stato nel sostenere le micro, piccole e medie imprese all'interno di questa rivoluzione: non possono essere lasciate sole, devono essere sostenute e devono essere sostenute dallo Stato.

L'emendamento 16.3, a prima firma Peluffo, stabilisce il principio che non debbano essere previsti obblighi ulteriori rispetto a quanto già stabilito a livello europeo, pensiamo all'AI Act e al GDPR. Le norme che noi scriviamo non devono appesantire la corsa e la rincorsa dei soggetti nazionali ed europei, ma devono sostenerla e devono essere parte integrante e armonica con l'azione che si sta portando avanti in Europa.

Nonostante questi interventi, restano nodi cruciali irrisolti all'articolo 6, per quanto riguarda la sicurezza dei dati strategici, come abbiamo visto, e all'articolo 20, dove manca l'autorità unica per l'intelligenza artificiale che abbiamo invocato con forza.

Questa è una scelta di fondo profondamente sbagliata, che non è stata corretta e che auspichiamo possa essere corretta in Aula.

Serve un'autorità indipendente perché l'intelligenza artificiale non deve essere gestita da un'agenzia governativa. A prescindere da chi oggi governa, è un errore. E lo spezzatino di poteri tra AgID, ACN, Privacy, che ignora peraltro il ruolo di Agcom, rischia di complicare, non di semplificare, un quadro già estremamente complesso.

All'articolo 25 - che poi è un aspetto fondamentale - se vogliamo tutelare i diritti fondamentali non possiamo dimenticare il diritto d'autore. L'Italia è seduta su una pentola d'oro di dati. Dati che vengono costantemente depredati. Molti emendamenti, che purtroppo sono stati bocciati, insistevano sull'importanza dell'obbligo di trasparenza dei dati, sulla necessità di eliminare quelle clausole vessatorie per attori, doppiatori, illustratori, limitare quell'eccezione per scopo di ricerca che, spesso, rendono depredabile un patrimonio che non è solo fatto di dati ma che rappresenta opere d'arte, attività professionali, il presente e il futuro di tantissimi lavoratori.

Veniamo al punto cruciale. Lo vediamo per i lavoratori del settore creativo ma riguarda tutti i lavoratori: deve essere tutelata, rafforzata, la tutela verso il futuro del lavoro. È questa la principale carenza di questo testo: il lavoro, i sindacati, la sicurezza sul lavoro.

L'intelligenza artificiale non può e non deve servire a sostituire il lavoro ma realizzare pienamente la nostra Costituzione, senza dimenticare l'articolo 1 e senza dimenticare l'articolo 35 e, quindi, l'importanza della formazione e la formazione nel lavoro, per il lavoro, e della formazione nella scuola. A partire dalla scuola è fondamentale mettere le nuove generazioni, le donne e gli uomini che sono chiamati a formarle, nelle migliori condizioni di vita da protagonisti e non da spettatori di questo cambiamento.

Permangono pesanti preoccupazioni anche sull'impatto di queste norme per quanto riguarda la pubblica amministrazione e la giustizia. Abbiamo una grande occasione che è il fatto che questo testo tornerà al Senato. Può essere ulteriormente corretto in Aula e ci auspichiamo che ciò avvenga nella direzione di questi interventi.