Signora Presidente, devo ammettere che vivo con grandissima sofferenza umana e personale questo passaggio, senza alcuna retorica. Mai avrei voluto arrivare ad un momento del genere.
Voglio ancora rivolgere un appello perché penso che ci sia ancora una possibilità di provare ad evitare lo scenario che in qualche modo si è profilato nella seduta di oggi. Abbiamo svolto una discussione lunga a partire dal mese di settembre con un confronto in Commissione, poi qui in Aula abbiamo iniziato a votare dall'8 gennaio da posizioni politiche diverse. Negli ultimi giorni avevamo raggiunto l'intesa con la stragrande maggioranza, direi con tutti i gruppi di opposizione, tranne uno, e io penso che noi dobbiamo provare a lavorare ancora nelle prossime ore per capire se, sul punto decisivo che ha provocato una rottura e che per un vulnus che c’è nel nostro Regolamento, Presidente, ci ha portato alla richiesta della seduta fiume...Io voglio dire in modo particolare ai deputati del MoVimento 5 Stelle, che, nella riunione dei presidenti di gruppo di oggi così come nella riunione che abbiamo tenuto nel Comitato dei nove, che l'atteggiamento del Partito Democratico non è stato di chiusura. Abbiamo detto che siamo disponibili ad accantonare l'articolo 15 sui referendum; abbiamo spiegato che la nostra idea è diversa rispetto alla loro, abbiamo spiegato come, nel passaggio al Senato, si siano fatti importanti passi avanti e abbiamo anche detto che siamo disponibili ancora a confrontarci. Voglio dir loro perché no, perché non ancora un tavolo, perché non sederci ancora e provare a trovare una soluzione possibile. Il prezzo che si paga è enorme e riguarda, dal mio punto di vista, l'incrocio tra due diritti essenziali: un diritto legittimo della minoranza di esprimere il proprio punto di vista, un diritto di potersi confrontare, di avere tutti i tempi necessari, temi su cui noi non abbiamo mai tentennato e abbiamo dato la massima disponibilità, da una parte c’è quel diritto, ma, dall'altra, c’è il diritto della maggioranza di poter, alla fine di questo percorso di confronto, veder completato il percorso che vede appunto l'attuazione delle riforme costituzionali. Allora, non voglio rassegnarmi e penso che noi tutti, a partire dai gruppi di minoranza, ma voglio dire a partire anche dai gruppi di maggioranza, e voglio chiederlo anche al Governo, dobbiamo provare ancora a discutere e a riflettere. Oggi il Ministro Boschi nella Conferenza dei presidenti di gruppo ha detto parole che mi sembra aprano delle possibilità. Noi non siamo soddisfatti, non siamo soddisfatti, l'Aula con i banchi vuoti sarà anche un'Aula più calma ma non è un'Aula più democratica, non è l'Aula che noi vogliamo. Esprimo un giudizio assolutamente negativo su come il MoVimento 5 Stelle ha svolto la propria funzione di opposizione: opposizione non è alzare cartelli o muovere banchi o far rumore e immaginare che così si possa fermare la nostra democrazia. Noi abbiamo i numeri per andare avanti anche da soli ma io penso che questo sia un errore, per noi, per la democrazia italiana, per le opposizioni. E per questo voglio fare un ultimo vero sentito e profondo appello: risediamoci immediatamente, non ci lasciamo andare all'impossibilità, non ci lasciamo andare all'inequivocabilità delle questioni che si sono sviluppate nelle ultime ore. Qui ci sono segretari d'Aula del MoVimento 5 Stelle, di Forza Italia, della Lega. Io vi chiedo di riaprire un confronto possibile, siamo arrivati a 1 millimetro dal risultato; noi siamo disponibili e per quanto riguarda il Partito Democratico con questa consapevolezza faremo ogni sforzo, anche dentro una nostra discussione. Il nostro gruppo non si è concluso, c’è ancora una discussione aperta, faremo ogni sforzo possibile per aprire a nuove possibili intese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Data:
Venerdì, 13 Febbraio, 2015
Nome:
Roberto Speranza