Grazie, Presidente. Io, innanzitutto, vorrei fare una considerazione che riguarda il tema dei rapporti parlamentari. Questo è un provvedimento significativo che non nasce dalla maggioranza, non nasce dal Governo, ma, come si dice in gergo, è in quota opposizione. Noi ci siamo approcciati, nell'esaminare e nel valutare la proposta, con grande disponibilità, perché così si fa, anche quando i provvedimenti che riguardano temi sensibilissimi come questo non appartengono al programma diciamo di chi governa o di chi ha la maggioranza in Parlamento. E l'abbiamo fatto non solo per correttezza parlamentare, ma perché crediamo che anche dalle forze di opposizione possano venire suggerimenti e proposte che meritano di essere presi in considerazione.
Sarebbe importante che lo stesso approccio e lo stesso atteggiamento si tenesse anche quando su questi temi di lotta alla corruzione e a favore della legalità le proposte, e non solo le proposte, gli atti concreti, vengano anche da Governo e maggioranza. Così, purtroppo – e lo dico anche con una punta di amarezza, anche se noi siamo andati e andiamo avanti lo stesso –, non avviene sempre, perché quando, per esempio, noi abbiamo approvato provvedimenti che inaspriscono le pene per i reati di corruzione e contro la pubblica amministrazione, quando abbiamo approvato provvedimenti che allungano i tempi di prescrizione per questo tipo di reati, quando abbiamo ripenalizzato il reato di falso in bilancio o introdotto finalmente quello dell'autoriciclaggio, da parte delle forze di opposizione non c’è stata analoga disponibilità, come se tutto quello che viene da Governo e maggioranza sia una cosa da rigettare, dietro cui c’è sicuramente qualche finalità nascosta indicibile. Non è così. E noi, che siamo forza non solo di Governo e di maggioranza, ma forza che guarda agli interessi del Paese e che ha a cuore davvero la legalità e la lotta alla corruzione, ci muoviamo con ben altra disponibilità e ben altro spirito.
Questo provvedimento, dicevo, è significativo. È un provvedimento che, però, si inquadra, naturalmente, in un complesso di iniziative legislative che hanno già visto la luce, che diventano operative anche in queste ore e in questi giorni, che si pongono un problema: non basta contrastare con la repressione, non basta contrastare con pene più alte, c’è bisogno anche di prevenire il tema e la piaga della corruzione.
Allora, io mi riferisco semplicemente a due atti di grande rilievo in questa direzione: la riforma della pubblica amministrazione, i cui decreti attuativi sono stati, proprio ieri sera, approvati dal Consiglio dei ministri. Una riforma della pubblica amministrazione che semplificherà, renderà più semplice lo svolgimento delle attività nella macchina pubblica e, rendendola più semplice e più trasparente, si eliminano passaggi, si eliminano discrezionalità, si eliminano opacità e si previene, quindi, anche il fenomeno della corruzione. E penso anche a un altro provvedimento cardine, come quello del nuovo Codice degli appalti, che ridurrà le stazioni appaltanti, che mette definitivamente al bando la pratica dell'offerta al massimo ribasso dietro cui si celano, con le revisioni prezzi, anche pratiche e comportamenti illeciti.
Insomma, stiamo facendo sul serio e anche questa parte di cambiamento del Paese – affermazione della legalità, trasparenza, semplificazione, lotta alla corruzione – cerchiamo di farla sul serio e non soltanto con la propaganda.
Questo provvedimento è un provvedimento inedito per la cultura giuridica europea e, soprattutto, italiana; è una pratica, come è noto, che trae origine dalla cultura anglosassone, che è molto diffusa e praticata negli Stati Uniti d'America. Quando abbiamo esaminato questo provvedimento, quando abbiamo fatto le audizioni, abbiamo visto la finalità utile, certamente, di poter far sì che dentro la pubblica amministrazione, dentro un quadro di riforma complessiva ci sia anche la tutela per coloro che hanno la forza, il coraggio di fare segnalazioni di reati e di illeciti di cui vengono a conoscenza, ma abbiamo visto anche delle serie e gravi criticità, che sono state evidenziate anche dalle audizioni.
Abbiamo fatto audizioni con le forze sindacali, con le rappresentanze imprenditoriali, con l'Autorità nazionale anticorruzione: sono venuti dei suggerimenti che il Partito Democratico ha raccolto e ha trasformato in proposte, anche alternative, rispetto al testo originario. E il fatto che l'approdo di oggi veda un consenso molto ampio io credo che vada ascritto anche alla tenacia con cui il Partito Democratico ha evitato che nel testo ci fossero almeno due questioni del tutto inaccettabili. Una: noi siamo per sostenere, siamo per incentivare la disponibilità, la volontà di segnalare reati di cui nel settore pubblico e anche nel settore privato si viene a conoscenza. Quello che per noi è inaccettabile è incentivare la pratica della delazione anonima, la pratica dell'anonimato, la pratica che non ha niente a che vedere con il coraggio, non ha niente a che vedere con la voglia di dare un contributo per una pubblica amministrazione pulita e trasparente. Ed è per questo...Ed è per questo che abbiamo voluto togliere ogni riferimento alla possibilità di fare denunce anonime. Altra cosa è la tutela della riservatezza, altra cosa è la tutela del segnalante dal punto di vista anche di non far conoscere per evitare possibili conseguenze.
Abbiamo, poi, tolto un'altra criticità, che è una cosa anche moralmente per noi poco accettabile: l'idea che, magari dietro la segnalazione, ci possa essere una premialità, una monetizzazione.
È stato lo stesso Raffaele Cantone, nell'audizione presso le Commissioni congiunte Giustizia e Lavoro, a parlare di profilo morale molto discutibile: ma come si fa a dire che se tu fai una segnalazione, io ti incentivo ? Negli Stati Uniti so che questa pratica riguarda anche la segnalazione di evasioni fiscali e, nel caso delle riscossioni da parte dello Stato, al segnalante si dà anche una percentuale, ma francamente io non voglio vivere in un Paese e credo che sia sbagliato vivere in un Paese dove si incentiva la delazione a pagamento. Questo è veramente estraneo non solo alla nostra cultura giuridica, ma anche a un modo corretto di vivere i rapporti all'interno della pubblica amministrazione. E queste due grandi criticità che c'erano all'inizio – anonimato e assoluta monetizzazione o premialità – discutendo le abbiamo tolte e oggi il provvedimento è certamente migliorato e certamente accettabile.
C'erano anche altre criticità: non si parlava del settore privato, un settore privato molto diversificato, perché un conto è l'organizzazione di una società, di un'azienda di certe dimensioni e un conto è la piccolissima azienda, ma l'equilibrio trovato dà garanzie che anche il settore privato possa essere interessato all'attuazione di questo provvedimento senza conseguenze particolari.
Abbiamo poi, naturalmente, pensato molto alla tutela sia del segnalante, sia di eventuali calunniati, e la tutela è molto garantita perché è giusto che chi ha il coraggio di segnalare dati veri, e non di farlo sulla base di antipatie personali solo per diffamare e screditare, debba essere tutelato da possibili ritorsioni, da possibili discriminazioni, da possibili mobbizzazioni.
Ecco allora perché siamo arrivati a questo punto e io credo che la Camera, oggi, possa licenziare un testo – che poi valuterà certamente anche il Senato – che è un contributo, insieme a tutti gli altri che ho voluto dire, per combattere la corruzione, che non è solo una piaga etica e morale, ma è anche una causa di alcune difficoltà della nostra situazione economica.
Un ultimo concetto, Presidente. Abbiamo superato i limiti della prima stesura, è un provvedimento certamente positivo, ma noi crediamo che non basti approvare i provvedimenti, c’è un tema: diffusione della cultura della legalità. La pubblica amministrazione non è di chi ci lavora, la stragrande maggioranza sono persone che fanno bene il proprio dovere, ma la pubblica amministrazione è dei cittadini. Occorre capovolgere la cultura... Noi siamo una Repubblica che deve essere fondata sui diritti dei cittadini e non sui favori, e quindi anche la diffusione di una cultura della legalità, di una cultura del servizio dei cittadini... ... è quella che ci guida ed è per questo che votiamo a favore (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Dichiarazioni di voto finale
Data:
Giovedì, 21 Gennaio, 2016
Nome:
Walter Verini