A.C. 3821
Signor Presidente, membri del Governo, non è facile, oggi, intervenire sulla legge europea dopo la vittoria del «leave» nel referendum su Brexit. Proprio questa legge fa emergere una riflessione sul legiferare in Europa, sulla sua capacità di incidere nella vita concreta dei cittadini e, soprattutto, di arrivare ai cittadini. Oggi è un giorno importante perché la Camera dedicherà i suoi lavori ai temi europei, tra poco con le comunicazioni del Presidente Matteo Renzi. Dispiace però vedere poco partecipata, Presidente, questa discussione sulle linee generali sulla legge europea perché è venuto il momento, come parlamentari nazionali, proprio di dare più spazio a questi temi, per raggiungere quell'integrazione che è condizione imprescindibile per cambiare l'Europa dall'interno, come si sente spesso ripetere. Ecco perché noi Democratici pensiamo che sia fondamentale portare a compimento anche questa legge, anch'essa un tassello per costruire solide condizioni del cambiamento. Alexis Tsipras, dopo avere dato la sveglia innanzitutto alla sinistra europea sulla necessità di adeguare le risposte di fronte alla sempre più profonda diseguaglianza che mette a rischio un processo così faticosamente costruito, con grande coraggio, ha scelto e sceglie, ancora, di governare e di negoziare, così rendendo più forti le ragioni della Grecia. Come ha detto Matteo Renzi, l'Europa è casa nostra e per questo ci battiamo perché si vada oltre l'ordinaria amministrazione, come titola anche l'ultimo programma di appartenenza, perché ci sia un'evoluzione dell'Unione nel senso dell'innovazione, non solo economica, ma anche sociale, mettendo al centro i diritti delle persone e recuperando i valori fondanti della pace e della solidarietà. E quando abbiamo affrontato la relazione programmatica abbiamo detto che in tal senso un tema che può apparire appannaggio della sola tecnica legislativa come labetter regulation è centrale perché significa non frammentarietà degli interventi e intellegibilità delle scelte da parte dei cittadini europei. Anche per questo è necessario ed importante continuare sulla strada dell'abbattimento del numero di infrazioni ed è la soluzione del precontenzioso per essere più forti nella spinta verso un nuovo modo di legiferare, meno settoriale e più sistematico e, quindi, rafforzare la posizione italiana sulla flessibilità di bilancio e sulla necessità di più investimento pubblico. Il Governo italiano – e di questo ringrazio il sottosegretario Sandro Gozi – ha già raggiunto dei risultati importanti, innescando un processo virtuoso, non solo nell'adeguamento del diritto interno al diritto europeo, ma anche nella deflazione del contenzioso con la Commissione europea. Infatti, le procedure di infrazione si sono ridotte da 119 a 86, di cui 16 sull'ambiente, 9 sulla libera circolazione delle merci, 8 in materie di fiscalità, dogane e affari interni, 7 in materia di affari economici e finanziari e altre in numero minore. Un risultato molto importante. E con l'approvazione di questa legge si chiuderebbero, come ha sottolineato il relatore per la maggioranza, altre 4 procedure di infrazione facendo quindi scendere il numero complessivo a 81 e si risolverebbero oltre 10 procedure di preinfrazione.
Per questo siamo convinti che occorra approvare la legge in via definitiva e rapida per evitare condanne dell'Italia anche con riferimento a tali procedure di infrazione e proseguire sulla via dell'integrazione. Anche questa legge europea contiene norme di svolta e altre invece su cui occorre un salto di qualità della normativa europea. Quello che deve cambiare è la logica della risposta standardizzata. Bisogna lavorare su risposte differenziate rispetto a territori con problemi differenti. Penso, per esempio, al tema dei giochi, su cui di fronte all'aggravarsi di un problema sociale particolarmente grave che riguarda soprattutto il nostro Paese si deve dare una risposta comune e, quindi, non tanto la risposta sulla fiscalità. E penso al tema dei prodotti agricoli. Per questo, per la necessità di risposte differenziate rispetto a problemi diversi, sono forti le ragioni del federalismo europeo. E su questa strada dobbiamo metterci.
Il disegno di legge modifica e integra alcune disposizioni vigenti nell'ordinamento nazionale per adeguarne i contenuti al diritto europeo e interviene sulla libera circolazione delle merci, libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi, giustizia e sicurezza, trasporti, fiscalità, dogane e aiuti di Stato, occupazione, ambiente, energia. Gli articoli 8 e seguenti contengono novità di rilievo in materia di giustizia e diritti delle persone, dal titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati alle norme di adeguamento per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato nelle cause transfrontaliere in materia di obbligazioni alimentari e sottrazioni internazionali dei minori, al permesso di soggiorno individuale per minori stranieri, al diritto per le vittime di reati intenzionali violenti, fino all'estensione del Fondo di rotazione per la solidarietà delle vittime dei reati di stampo mafioso e delle richieste estorsive. Il permesso di soggiorno individuale per i minori stranieri è davvero da segnalare come un avanzamento, sia per le politiche dell'infanzia, che per le politiche di integrazione europea.
È importante che nel nostro Paese si affermi sempre di più il diritto del minore come singolo; un diritto autonomo rispetto a quello della famiglia. E serve, aggiungo, un'efficace risposta comune, che già c’è in nuce nel programma alimentare e, quindi, nel programma contro la povertà materiale dei minori, rispetto al tema della povertà infantile, materiale e immateriale. È necessario che al contempo si costruiscano legami di fiducia con i cittadini di domani. Per questo, tale norma è importante. Noi crediamo in una società aperta, plurale, ricca di culture e di diversità. Favorirla significa creare le condizioni per la rinascita e il progresso dell'Europa.
Così come politicamente è molto significativo il diritto all'indennizzo, testé citato, riferito anche alle persone vittime dell'odioso caporalato che affligge il nostro Paese. Nell'Europa del 2016 non ci possono essere padroni e schiavi, ma imprenditori e lavoratori; nell'Europa del 2016 non si può tollerare che si viva tra le lamiere e che si muoia in un campo stremati di lavoro e su questo dobbiamo agire con determinazione se crediamo davvero nella nuova Unione e nell'Europa come spazio di scambio e di libera circolazione. Bene, quindi, le agevolazioni sulla tassazione auto per gli studenti europei. I giovani devono avere sempre più opportunità di vivere lo spazio comune. Così come è importante, sotto un altro profilo, l'accelerazione sulla sicurezza dei trasporti con le sanzioni previste dall'articolo 18. Aggiungo che molto dovrà fare ancora l'Unione europea sul tema dei lavori usuranti che insistono proprio su quei settori e che riguardano macchinisti e autotrasportatori. E parlando di lavoro, come ha sottolineato la Commissione lavoro della Camera nel suo parere in merito all'articolo 30 contenente disposizioni in materia di diritti dei lavoratori a seguito di subentro di nuovo appaltatore, occorrerà vigilare perché nel cambio appalti non ci siano peggioramenti delle condizioni e delle tutele. In materia di appalti positiva a mio avviso la nuova norma sulla SOA, di cui all'articolo 5. Faciliterà non solo la concorrenza, ma anche la trasparenza e l'integrazione economica e lavorativa.
Sul fronte delle disposizioni per le imprese non posso non rilevare, Presidente, la persistenza della tendenza all'ipersettorialità di cui accennavo prima che rischia di disperdere energie rispetto a grandi programmi europei di sviluppo sempre più urgenti sul piano economico ed ambientale. E questa normativa non tiene sempre conto delle vocazioni produttive dei Paesi: green economy, industria 4.0, agricoltura di qualità, sfide che devono essere affrontate in modo multidisciplinare e intersettoriale. Come Paese, con iniziative trasversali anche in Parlamento, stiamo insistendo per una tracciabilità e trasparenza generalizzate e diffuse dei prodotti e delle filiere. Per questo è molto significativo lo stralcio dell'articolo 3, contenente disposizioni relative all'indicazione del Paese di origine sull'etichettatura dei prodotti, confluendo in un autonomo disegno di legge perché il made in Italy è una risorsa per l'Europa intera, non un ostacolo alla libera concorrenza. E questo lo stiamo dicendo forte in Europa.
Con questa legge l'Italia dà il suo contributo per una corretta attuazione del pacchetto energia, per una gestione virtuosa degli aiuti di Stato, con procedure più snelle e più razionali, per governare le nuove sfide dell'innovazione tecnologica tutelando il diritto alla riservatezza dei cittadini. E in tal senso l'articolo 36 investe sull'Autorità garante per la protezione dei dati personali. Quindi, anche in relazione al delicatissimo momento storico che l'Europa sta attraversando, ritengo sia importante che si approvi rapidamente anche questa legge europea per rappresentare che l'Italia è determinata nel proseguire nell'integrazione e che la politica non si arrende ad un euroscetticismo spesso di maniera, ma che esercita il proprio compito di rappresentare i cittadini e le cittadine. Nel contempo, lavoriamo per investire e creare condizioni di uguaglianza e di innovazione condivisa, perché le trasformazioni non devono riguardare un’élite, ma essere patrimonio di tutti e di tutte, dal centro alla periferia dell'Europa.