A.C. 3821
Grazie Presidente. Oggi siamo chiamati ad esprimerci in merito alla legge europea 2015-2016 contestualmente alle disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea. Un provvedimento complesso, che ha visto un ampio e approfondito dibattito al Senato e che ha condotto all'approvazione di rilevanti modifiche, accogliendo istanze provenienti da tutti i gruppi parlamentari, sia del Senato, che della Camera. E a tal proposito vorrei mettere in evidenza la sensibilità del Governo e l'attenzione dimostrata verso il dibattito parlamentare; un Parlamento questo, una maggioranza questa che nel corso dell'attuale legislatura hanno approvato tre leggi europee, tre leggi di delegazione europea nell'attività importantissima di recepimento nell'ordinamento italiano delle normative europee anche al fine della riduzione del contenzioso. Nell'attuale legislatura il percorso di recepimento della normativa dell'Unione europea è stato oggetto di una proficua accelerazione. Basti pensare che i disegni di legge comunitaria 2011 e 2012 non furono mai portati a termine. Il Governo italiano ha già raggiunto risultati importanti nell'adeguamento del diritto interno a quello europeo, anche con la riduzione del contenzioso con la Commissione europea. Le procedure di infrazione si sono ridotte da 119 a 86, di cui 16 sull'ambiente, 9 sulla libera circolazione delle merci, 8 in materia di fiscalità, dogane e affari interni, 7 in materia di affari economici e finanziari e così via. E con l'approvazione di questa legge si chiudono altre 4 procedure di infrazione, facendo quindi scendere il numero complessivo a 82 e si risolvono altre 10 procedure di preinfrazione. Durante il dibattito in Parlamento il disegno di legge europea 2015-2016 è stato modificato significativamente. Gli articoli sono passati da 22 a 37. In materia di giustizia è stata introdotta un'apposita sezione recante disposizioni sull'indennizzo in favore delle vittime di reati intenzionali violenti e l'estensione del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di stampo mafioso delle richieste estorsive. Si è intervenuto anche in tema di diritti delle persone, come ad esempio il permesso di soggiorno individuale per minori stranieri, che rappresenta un segnale di avanzamento per le politiche dell'infanzia e per le politiche dell'integrazione europea, provando a costruire un vero legame di fiducia con i cittadini di domani. Si è proceduto allo stralcio dell'articolo 3 sulle disposizioni relative all'indicazione del Paese d'origine sull'etichettatura dei prodotti alimentari, confluendo in un autonomo disegno di legge affinché il made in Italy venga percepito chiaramente come una risorsa per tutta l'Europa e non un ostacolo alla libera concorrenza. Come Paese stiamo insistendo per una tracciabilità e trasparenza generalizzate e diffuse dei prodotti e della filiera. Il made in Italy è una ricchezza per tutto il continente. Il Governo e il Parlamento hanno già stanziato, con la legge di stabilità 2016, 351 milioni di euro per promuovere il made in Italy e l'internazionalizzazione delle nostre imprese. E sul versante imprese, giudico positiva la nuova norma SOA, Società organismi di attestazione, dove all'articolo 5 si elimina l'obbligo per le SOA che accertano i requisiti degli appaltatori di lavori pubblici di avere sede legale in Italia mantenendo per esse solo l'obbligo di avere una sede nel territorio della Repubblica. La norma supera una procedura di infrazione, ma facilita anche, oltre alla concorrenza, la trasparenza e l'integrazione economica e lavorativa. Magari sarebbe auspicabile che la normativa europea tenesse sempre in maggior considerazione le vocazioni produttive dei Paesi, come green economy, industria 4.0, agricoltura di qualità, affrontando sfide in modo multidisciplinare e aperto, così come avviene per l'attuazione del pacchetto Energia, dove la legge europea consente all'Italia di poter dare il proprio contributo per una gestione virtuosa degli aiuti di Stato potendo utilizzare procedure più snelle e razionali, utili a governare le nuove sfide dell'innovazione tecnologica. Segnali significativi contenuti nella legge affinché l'Europa si appresti ad essere uno spazio di scambio e di libera circolazione si evidenziano con le agevolazioni sulla tassazione auto per gli studenti europei che sono un'ulteriore opportunità per vivere lo spazio comune. Infatti, ha ragione il Presidente Renzi quando afferma che noi pensiamo che l'Europa sia il luogo da lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti e deve essere un luogo accogliente, dove si guarda ad una crescita solidale, dove l'accoglienza è un valore di tutti. Proprio in relazione al momento storico e politico che attraversa l'Europa, approvare questa legge europea vuol dire riaffermare con forza la politica che intende portare avanti l'Italia: una politica di integrazione, di rappresentanza di milioni di cittadine e cittadini, una politica che lavori per investire e creare condizioni di innovazione e di uguaglianza in tutta Europa. Relativamente al Consiglio europeo di questi giorni, aver ottenuto la possibilità di utilizzare 1,4 miliardi di euro di fondi per la coesione, per le PMI, per i giovani e per il lavoro è il frutto di un impegno costante del Governo.
All'Europa serve una riflessione politica certamente in termini nuovi, in termini nuovi sul fiscal compact, sul bail-in, perché l'austerità ha aggravato la crisi, rischiando di compromettere la ripresa. L'azione dell'Italia sta portando avanti risultati in Europa, se è vero, come è vero, che il nuovo vocabolario europeo mette al centro le parole «crescita» e «giovani». Fuori dall'Unione europea c’è solo un futuro di incertezza e instabilità. Ma l'Europa non può inseguire solo le procedure o gli euroburocrati. Approvare la legge europea significa fare un altro passo verso un'Europa solidale, che guarda al futuro e che investe nelle nuove generazioni. Una celebre considerazione di un politico tedesco ricorda come i dieci comandamenti contano 279 parole, la Dichiarazione d'indipendenza americana 300, le disposizioni della Comunità europea sull'importazione di caramelle 25.911. Proviamo a semplificare la vita ai cittadini, a semplificare il linguaggio, a far comprendere come l'Europa siamo tutti noi, siamo noi e tutti noi: un'Europa più democratica e meno tecnocratica.
Al Consiglio europeo post Brexit, il nostro Presidente del Consiglio ha esordito ricordando Jo Cox, con un pensiero alla sua famiglia e ai sui bambini. Jo Cox, parlamentare laburista, era una donna, una politica convintamente europeista: una vita spesa per i diritti umani. Ecco, l'Europa deve riscoprire la sua umanità. Mi vengono in mente l'immagine del relitto in fondo al mare, con i corpi di tanti nostri fratelli e sorelle, e penso agli uomini della Marina Militare, impegnati nel recupero del relitto e dei corpi per dare loro degna sepoltura. Questa è la civiltà italiana e questa è l'Europa che vorremmo. L'Europa deve ritrovare la sua anima e tornare ad occuparsi dei temi cari ai cittadini. L'Italia spinge in questa direzione e, con questa legge, il Parlamento aggiunge un'altra tappa al suo percorso. Per questi motivi dichiaro il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico.