Dichiarazione di voto
Data: 
Mercoledì, 6 Agosto, 2025
Nome: 
Federico Fornaro

A.C2500

Grazie, signor Presidente. Il gruppo del Partito Democratico, così come ha fatto al Senato, esprimerà un voto di astensione per riserve nel merito e nel metodo, che brevemente vado a enunciare.

Sul merito, mentre c'è un parere favorevole sulla norma contenuta all'articolo 1, relativamente al numero di consiglieri regionali e all'introduzione di una percentuale di elasticità del 5 per cento rispetto a possibili conseguenze derivanti dal censimento - è una norma di buon senso che riteniamo possa trovare accoglimento nel nostro ordinamento -, ci chiediamo, e mi rivolgo anche ai colleghi di maggioranza, se non si possa pensare ad un'analoga norma anche per i comuni. Infatti, spesso, per passaggi di poche decine di abitanti, si passa da un regime e da un sistema elettorale a doppio turno, a un sistema elettorale a turno unico. Così come ci sono norme che riguardano l'essere considerato piccolo o medio comune e, a seconda degli abitanti, si può entrare o uscire da una fascia.

Nel merito, siamo assolutamente contrari all'articolo 1, comma 1, lettera b), relativo alla possibilità di ampliamento delle giunte nelle piccole regioni. Bisogna dire le cose come stanno (siamo in Parlamento): questa è una norma non generale, ma ad personam, è una norma specifica che deriva da una richiesta della Liguria che, in fase di chiusura degli accordi per la costituzione della giunta, si è ritrovata a non poter accontentare tutte le richieste dei partiti che sostengono quella giunta e, quindi, ha chiesto al Governo centrale e alla maggioranza di aumentare di due.

Ecco, questa è la questione su cui non siamo d'accordo, e si inserisce sulle riserve e sul metodo. Non si può continuare - e mi rivolgo, per il suo tramite, al Ministro Calderoli - ad intervenire spot sulle norme riguardanti le regioni e il TUEL. Rischiamo di fare bricolage amministrativo, rischiamo di fare norme à la carte: c'è bisogno di aumentare, perché in Liguria non si fa l'accordo? Pronti! State provando a fare la stessa cosa sul tema del ballottaggio nei comuni sopra i 15.000 abitanti, abbassando il quorum dal 50 al 40 per cento.

Noi vi chiediamo di fermarvi, signor Ministro. Stiamo parlando delle regole del gioco. Stiamo parlando di norme che dovrebbero trovare una larga condivisione e non interventi con queste caratteristiche. Per quel che riguarda l'articolo 2 sull'inconferibilità, il tema andrebbe affrontato complessivamente, cercando di evitare, da un lato, il rischio che incarichi dirigenziali e del cosiddetto sottogoverno diventino il contentino o un addendum agli accordi di potere delle giunte, e, dall'altro - lo diciamo con chiarezza -, che chi ha svolto con dignità e onore la sua attività amministrativa sia penalizzato per averlo fatto.

Dobbiamo trovare un equilibrio, che, a nostro giudizio, è raggiungibile, se si riesce a fare un tavolo e una riflessione comuni nelle Commissioni e affrontando complessivamente queste questioni. Così non va, è un modo sbagliato, lo diciamo adesso e lo ribadiremo ancora con più forza, quando ci occuperemo dei temi relativi al basamento del ballottaggio, così come quando - credo e spero - ci sarà la possibilità di fare, non sui giornali, ma nelle Aule parlamentari, le riflessioni necessarie, quando sarà il tempo, sulla legge elettorale.

Per queste ragioni, che credo di aver argomentato rapidamente e che necessiterebbero ovviamente di un tempo più lungo, annuncio il voto di astensione del nostro gruppo-