Grazie, Presidente. Colleghi e colleghe, intervengo con sofferenza per motivare il mio voto in dissenso dal gruppo del Partito Democratico. Voterò «no» sulla legge elettorale. Ritengo, come il Presidente del Consiglio, che l'Italia abbia bisogno di cambiamenti o, per usare i termini dell'onorevole Guerini, abbia bisogno di decisioni, ma i cambiamenti non sono neutri, come non sono neutre le decisioni. I cambiamenti possono essere progressivi o possono essere regressivi e l'alternativa di fronte a noi non è, come pure ripete il Presidente del Consiglio, tra cambiamento e conservazione. L'alternativa di fronte a noi è tra cambiamento progressivo e cambiamento regressivo. Con l'Italicum e la revisione del Senato, un pacchetto decisivo per la qualità della nostra democrazia, il cambiamento è regressivo, così come è stato cambiamento regressivo l'intervento sul lavoro e come rischia di essere cambiamento regressivo l'intervento sulla scuola.
Noi oggi introduciamo un premierato non parlamentare, aggravato dal fatto che, con un unico voto, si elegge il Premier e la Camera, quindi si sottomette il potere legislativo al potere esecutivo, in un quadro in cui si indeboliscono le garanzie necessarie al buon funzionamento del sistema politico. Insomma, cambia la forma di Governo; non è il punto sulle preferenze, cambia la forma di governo. E oggi la Camera vara una legge elettorale segnata da un deficit di legittimità politica, un deficit di legittimità politica che segnerà i prossimi Parlamenti eletti con questa legge elettorale. Allora – e concludo – il mio «no» non è un «no» al cambiamento; il mio «no» è un «no» al cambiamento regressivo. Noi siamo stati eletti nel PD per il cambiamento progressivo(Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).
Dichiarazione di voto a titolo personale
Data:
Lunedì, 4 Maggio, 2015
Nome:
Stefano Fassina