Dichiarazione di voto a titolo personale
Data: 
Lunedì, 4 Maggio, 2015
Nome: 
Enzo Lattuca

 

A.C. 3-bis-B ed abbinate

Signora Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ha scelto di far coincidere, attraverso la posizione della questione di fiducia, il proprio destino con quello di questa legge elettorale. Si tratta, a mio avviso, di un errore, attraverso il quale si è di fatto sottratta alla discussione parlamentare la legge elettorale, una delle regole fondamentali del gioco democratico. All'interno del gruppo del Partito Democratico, il dissenso di fronte a una simile forzatura si è manifestato in maniera diversa. Molti colleghi hanno deciso di non rispondere a quella chiama, pur ribadendo la fiducia al Governo in quanto tale. Altri, come il sottoscritto, hanno invece risposto. Nessuno ha messo in discussione la prosecuzione dell'azione di Governo, tutti ritengono necessaria l'approvazione di una nuova legge elettorale, ma al tempo stesso rifiutano la logica del prendere o lasciare. Con la decisione di rimanere in Aula e di votare in modo contrario a questa legge, intendiamo non confondere le nostre ragioni, che attengono al merito di questa legge elettorale, con le posizioni delle forze parlamentari che si oppongono all'azione di questo Governo, del nostro Governo. Non intendiamo confondere il nostro dissenso su questa legge con chi ha avuto la responsabilità di approvare in quest'Aula, ormai dieci anni fa, la legge Calderoli, con la forza dei numeri della sola maggioranza di governo di centrodestra e con chi ha votato al Senato questo stesso identico testo con l'intenzione di condizionare una scelta istituzionale fondamentale, come l'elezione del Presidente della Repubblica, senza peraltro riuscirvi. 
Intendiamo, al contrario, esprimere un dissenso netto per un sistema elettorale che rischia di riprodurre gli stessi vizi del sistema precedente, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale. Questa legge, attraverso la combinazione di capilista bloccati, pluricandidature e riparto unico nazionale, è destinata a riproporre frustrazione tra i cittadini per non avere potuto scegliere gli eletti. Questa legge, allo scopo di garantire l'autosufficienza del primo partito, rischia di riprodurre un premio di maggioranza che travolge una ripartizione ragionevole dei seggi sulla base dei voti ottenuti. 
Lo faremo alla luce del sole, Presidente, con la forza di un convincimento leale, che in questi mesi abbiamo cercato di portare all'interno dei lavori della Commissione, in quest'Aula, con franchezza, sincerità, avendo scolpite davanti agli occhi le parole di un maestro autorevole, Norberto Bobbio, che, in occasione dei suoi 90 anni, ebbe a dire: «ho imparato a rispettare le idee altrui, ad arrestarmi davanti al segreto di ogni coscienza, a capire prima di discutere, a discutere prima di condannare». 
Lo faremo senza nasconderci dietro il voto segreto. Il voto segreto si addice alle imboscate verso Governi non graditi. Una scelta politica che ha come unico fine la qualità della nostra democrazia, al contrario, non si nasconde (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico).