A.C. 3-bis-B ed abbinate
Signor Presidente, intervengo in dissenso dal mio gruppo e in una condizione che mai avrei immaginato e, come me, credo tanti colleghi, anche quelli che voteranno la fiducia. Votare la fiducia al Governo sulla legge elettorale è una scelta – credo – inconcepibile e inimmaginabile, che dovrebbe essere tale per tutte le forze politiche presenti in questo Parlamento e che ho ritenuto fino a ieri inconcepibile a maggior ragione per il mio partito, per il Partito Democratico, una scelta tanto più anomala in quanto avviene dopo un iter della legge elettorale in cui, per ben tre volte, in Commissione si è impedito un esame e un confronto sulla legge, prima alla Camera, poi al Senato, poi di nuovo alla Camera, dopo un atto, come la sostituzione forzata e in blocco di dieci membri della Commissione del PD che esprimevano un altro punto di vista e la volontà di intervenire e di migliorare questa legge elettorale. Oggi noi non votiamo un atto di fiducia ordinario, noi oggi siamo chiamati ad esprimerci su un atto che crea un precedente pericoloso, su un atto che segna un'invasione di campo sbagliata del Governo su una materia, quella delle regole del gioco fondamentali della vita democratica, che è e deve rimanere di stretta pertinenza parlamentare.
È una scelta che rischia di alimentare il discredito delle istituzioni rappresentative e il distacco tra cittadini e politica, una scelta che lascerà una macchia, una macchia non facile da cancellare su questa legislatura e su questo Governo. Per queste ragioni, chiarendo che qui non è in discussione un voto di fiducia ordinario sul Governo, ma un pronunciamento su un atto grave e senza precedenti recenti, io non parteciperò al voto di fiducia, per segnare una netta contrarietà e presa di distanza rispetto a questa scelta.