Dichiarazione di voto finale
Data: 
Mercoledì, 13 Luglio, 2016
Nome: 
Federico Massa

A.C. 3886-A

Signor Presidente, onorevoli colleghi, signora Viceministro, nessuno ha mai negato la straordinaria gravità della situazione ambientale, ma anche economico-finanziaria di Ilva. Non si è mai inteso negare il ruolo straordinario che nel disvelare quella situazione ha con grande merito svolto la magistratura tarantina. La questione è un'altra: la responsabilità del Governo avrebbe dovuto limitarsi a contemplare il disastro o, come è stato fatto, ad assumersi l'onere di individuare una soluzione che non è e non poteva essere semplice ? Ma questa è la risposta che spetta alla politica e che una politica responsabile non può e non deve delegare. Si è affrontato un problema inedito e responsabilmente lo si è affrontato accompagnando e orientando per successive approssimazioni un percorso assai difficile e complicato. È vero, dieci decreti, ma tutti insieme legati da un'impostazione di fondo assolutamente coerente: praticare, non invocare soluzioni che in una realtà rappresentativa al massimo livello della contraddizione fra ambiente e tutela del lavoro dessero una risposta positiva alla prospettiva possibile della compatibilità delle tutele, quella dell'ambiente e quella del lavoro, facendo valere la capacità di questo Paese di non rinunciare ad una qualificata presenza nelle attività industriali.
Il decreto che ci apprestiamo a convertire raccoglie e sintetizza il meglio di un confronto nel Parlamento, ma anche nel Paese e con le istituzioni deputate alla tutela ambientale e sanitaria. È significativo, collega Duranti, il potenziamento dell'ARPA e la risposta alla domanda di un tempestivo inserimento di nuovo personale. È significativo perché significa qualificare e valorizzare quella istituzione. È significativo il coinvolgimento, in tutte le fasi del procedimento di valutazione ambientale e sanitaria, del sistema delle agenzie ambientali. Non è vero, starei per dire è falso, che questo decreto e quelli che lo hanno preceduto prevedano deroghe alla normativa di tutela ambientale e sanitaria. Sono reiterati i richiami al rispetto assoluto dei vincoli e dei limiti posti agli impatti ambientali dalla normativa comunitaria e da quella, spesso più restrittiva, nazionale. Si è intervenuti esclusivamente sulle procedure e sui tempi del loro espletamento, per la ragione ovvia e da tutti invocata, anche in questa circostanza, della necessità di risposte tempestive, coerenti con l'urgenza dei problemi. Nessuna anarchia e nessuna zona franca. Fino all'eventuale approvazione dei nuovi atti autorizzativi, valgono e sono pienamente operative le prescrizioni, tutte le prescrizioni degli atti attualmente vigenti. Nessuna delega ai privati che saranno chiamati a subentrare ai commissari. Certo, i privati avanzeranno le loro proposte, ma le istituzioni come è ovvio che sia eserciteranno il potere di valutare, di assentire o non assentire, con la diretta assunzione di responsabilità infine del Governo nella sua collegialità. Nessuna impunità, né per i commissari, né per coloro che ai commissari subentreranno per fatti che incidano o anche solo possano incidere sulla sicurezza ambientale, sanitaria e del lavoro. La norma oggetto di una così radicale contestazione in realtà si limita ad esplicitare e definire l'idoneità del piano e dell'AIA, approvati con decreto del Presidente del Consiglio, a garantire il risanamento ambientale e la sicurezza dell'attività produttiva. La norma, se solo si facesse la fatica di leggerla e, lasciatemelo dire, onorevoli colleghi, dall'intervento dell'onorevole Sisto io ricavo la certezza che lui non l'ha letta, ma se solo si avesse la pazienza di leggerla, esonera dalla responsabilità penale solo per gli atti di adempimento delle prescrizioni del piano e dell'AIA, nel tempo della loro vigenza e questa previsione, ovviamente, implica la dovuta perseguibilità di ogni comportamento da chiunque posto in essere che con quelle prescrizioni dovesse anche solo parzialmente confliggere.
Sorprende che in questo contesto si continui a parlare, onorevoli colleghi dei 5 Stelle, di soldi regalati ai Riva ovvero di soldi regalati ai privati. Sono stati anticipati dallo Stato all'amministrazione straordinaria dell'Ilva 300 mila euro per far fronte alle indilazionabili esigenze della gestione aziendale. Abbiamo fatto male ? Abbiamo garantito il pagamento dello stipendio dei lavoratori e il pagamento dei fornitori. Io credo che abbiamo fatto benissimo: un prestito all'amministrazione straordinaria, un obbligo di restituzione da parte dell'amministrazione straordinaria. Sono stati definiti i finanziamenti per 800 mila euro vincolati alle bonifiche e alle opere di ambientalizzazione. Abbiamo fatto male ? Le bonifiche e le opere di ambientalizzazione sono atto dovuto, vanno fatte e vanno fatte fino a quando non venga accertata la responsabilità dell'inquinamento, con oneri a carico della pubblica amministrazione.
Siamo sicuri che si giungerà presto all'accertamento delle responsabilità. L'accertamento è in corso con le garanzie proprie di uno Stato di diritto. All'accertamento delle responsabilità seguirà la rivalsa nei confronti dei responsabili, con le modalità e le tempistiche che, all'unanimità, abbiamo stabilito in quest'Aula nel precedente intervento normativo.
Regali ai Riva ? Andate a chiedere ai Riva se noi abbiamo fatto un regalo. Andate a chiedere ai Riva quanto sia stata loro gradita un'azione che, per la prima volta e con procedure di assoluta garanzia – cosa a cui nessun altro ha mai pensato e che nessun altro è stato in grado di fare -ha portato alla estromissione del privato da una gestione oggettivamente inadeguata ed alla diretta assunzione di responsabilità da parte dello Stato. Non siamo noi quelli delle leggi ad personam. Noi, onorevole Sisto, facciamo le leggi per garantire che questo Paese possa continuare a sedere, con dignità e meritandosi la responsabilità dell'Europa e del mondo, ai tavoli che decidono dei destini dell'Europa e dei destini delle attività produttive e industriali.
I deputati del Partito Democratico voteranno con convinzione la conversione di questo decreto, rivendicando con orgoglio alla politica e a questo Parlamento la capacità, dinanzi a situazioni così difficili e drammatiche, di non voltarsi dall'altra parte, di assumersi fino in fondo, come stiamo facendo con questo decreto e con questa legge, la responsabilità del Governo per restituire a quel territorio martoriato concreta prospettiva di un futuro migliore, fatto di tutela ambientale, di lavoro e di serenità per quelle famiglie. Per questo il Partito Democratico, con convinzione, voterà a favore della conversione in legge di questo decreto.