A.C. 2910
Grazie, Presidente. Allora, prima di pronunciarvi il nostro voto contrario a questo decreto, vorrei intanto complimentarmi con il Governo per due record, in attesa di quello che avverrà fra un anno per il Governo più longevo d'Italia nelle legislature italiane. Due record: 124 decreti-legge, primo record; secondo record: 117 fiducie. Voi pensate di andare avanti così a governare l'Italia? Voi pensate di dare ancora una risposta concreta a questo Parlamento, invece di ragionare, di parlare all'interno di questa Camera che, per tanti anni, ha fatto in modo che le leggi fossero concertate, ragionate e affrontate in maniera collegiale? Soprattutto anche nell'ambito di Governi che comunque si sono succeduti. Centodiciassette fiducie. In questo momento, noi stiamo discutendo un provvedimento che è stato alla Camera dei deputati, è stato discusso alla Camera dei deputati, un'ora e mezza in Commissione e un paio di giorni alla Camera. Voi pensate che questo sia il modo di governare, io penso proprio di no. E guardate, in questo decreto, scendendo proprio nel merito di questo decreto, ci sono aspetti veramente inquietanti, che riguardano soprattutto il termine del titolo: i commissari. Voi in questo caso avete preso veramente in parola la parola commissari, perché credo che, se voi guardate anche le prossime leggi o comunque i prossimi decreti, il Piano casa per esempio, ci sarà un altro commissario. Anche ieri avete votato un ordine del giorno - questa è bellissima - per il Faro Voltiano del Lago di Como. Io penso che sia veramente assurdo, cioè siamo arrivati al paradosso, c'è un commissario per tutto. E guardate, l'idea di poter portare i subcommissari di ANAS e di RFI denota chiaramente un aspetto: che tutto quello che è successo prima, di fatto, non ha funzionato. E questo è un dato oggettivo di cui dovete, sostanzialmente, prenderne atto. E fare il commissario dei commissari porterà una ancora più importante centralizzazione delle decisioni totalmente legate al Ministero delle Infrastrutture, che in questo caso è del Governo e del Ministro Salvini, senza tener conto che, forse, il rapporto con gli enti locali e il rapporto con le regioni fosse prioritario: è qui che voi sbagliate.
E guardate, c'è un aspetto ulteriore che ritengo sia assolutamente da evidenziare, ed è che su questa questione i commissari… io credo che sia arrivato il momento di dirlo chiaramente, siamo a un anno dalle elezioni: noi sicuramente, del Partito Democratico, proporremo di tornare a una sana ordinarietà. Noi dobbiamo tornare, come Paese, a una sana ordinarietà dove le regioni e le società hanno una funzione totale nell'azione gestionale. Non è più possibile pensare che questo Paese sia sempre in emergenza. Capisco una situazione emergenziale, capisco un evento catastrofale, ma non è più possibile pensare che su ogni opera pubblica, che su ogni atto… addirittura si arriva a commissariare per un faro sul lago di Como, e credo che sia assolutamente assurdo.
E guardate, partiamo dall'articolo 1: il ponte. Credo che sia chiaro, ormai, cioè 2 miliardi e 700 milioni tolti dal Capitolo per darli al patrimonio, in questo caso, di Cassa depositi e prestiti e con cui, secondo me, non sappiamo esattamente cosa andrete a fare. Guardate, ci potete fare tante cose. Spero che non si finanziano armi, su questo spero che ci sia un atto concreto e noi staremo attenti su questo punto, staremo molto attenti, perché non possiamo spostare tante risorse in questa maniera dandole a una società importante dello Stato senza sapere quale sia la destinazione; si manda un patrimonio indefinito di cui, effettivamente, non si sa esattamente quale sia la destinazione. E guardate, sul ponte ci sono aspetti veramente importanti e inquietanti non solo perché si tolgono le risorse, ma perché, di fatto, il ponte è morto, non esiste più, perché non c'è nessun atto oggi che conferma che quel ponte possa continuare il suo iter. Allora sbloccate quei 13 miliardi, dateli al Sud, dateli alle infrastrutture idriche, dateli alle case, dateli al dissesto idrogeologico. Non teneteli più bloccati, è importante questo, è importante!
E guardate, c'è un altro aspetto di questo decreto che va evidenziato, che deve essere assolutamente messo in discussione non solo ora, ma anche nel futuro: l'approccio con riferimento agli atti che voi fate. Avete inserito Milano-Cortina dopo che si è conclusa ormai da un anno questa roba, per adeguare lo statuto: a me sembra paradossale. Così come per gli Europei del 2032, cioè voi arrivate, ad oggi, a fare un ulteriore commissario per il 2032: credo che sia un'altra cosa assurda.
E poi, il rigassificatore di Piombino. Qui c'è un elemento ancora peggiore: non solo voi non avete una lungimiranza di portare avanti un'idea in cui l'Europa ci indirizza verso la transizione ecologica dicendo “basta” e non finanziando più, in questo caso, un gas che sinceramente, magari, oggi potrà dare delle risposte, ma nel futuro no, ma non date nessuna compensazione al comune di Piombino, un'area degradata che oggi ha bisogno di risposte, un'area che ha bisogno di dare lavoro e, soprattutto, di risolvere le questioni ambientali, visto che c'è stata una città molto sfruttata.
E altro aspetto, la questione di questo decreto: l'articolo che riguarda i balneari. Io potrei utilizzare alcune frasi o alcune parole, però trovatele voi. Disfatta? Caporetto? Pasticcio? Avete fatto addirittura un emendamento al Senato che prorogava le concessioni del Sud, nelle aree dove ci sono stati gli eventi catastrofali, fino al 2030 quando, approvato, il Ministro Giorgetti, dopo due ore, ha detto: vi state sbagliando, toglietelo. Questo è il modo di governare? Credo che, ad oggi, le imprese balneari siano state prese troppo in giro da voi.
Avete promesso di andare in Europa e cambiare la Bolkestein e non ci siete riusciti. Perché? Perché era giusto così: le gare vanno fatte, le gare vanno fatte e vanno fatte bene perché l'Europa ci ha sempre detto di farle le gare, ma non come farle. Ed è qui che noi dovevamo entrare, è qui che dovevamo salvaguardare il valore reale dell'impresa, è qui che dovevamo pensare e ragionare il fatto di poter garantire, anche nel prosieguo delle attività, la possibilità di mettere a bando le aree, ma comunque di salvaguardare l'impresa. E non ci siete riusciti, anzi voi in questo provvedimento mettete in campo tre punti che secondo noi sono assurdi.
Primo: il rilancio del canone della concessione. Sapete cosa vuol dire rilanciare sul canone della concessione? Vuol dire che vengono le grandi aziende e possono rilanciare tranquillamente fino a quando vogliono; quando, invece, noi dovremmo pensare che è giusto alzare, ma alzare per tutti, con una cifra fissa, non mettendo ancora di più in difficoltà le imprese. Altro aspetto assolutamente importante: non si valorizzano le reti di imprese e i consorzi, che sono stati il valore delle coste e di tutti gli imprenditori che hanno messo in campo azioni per il rifacimento a seguito dell'erosione costiera e che hanno messo in campo azioni per il salvamento per quanto riguarda la stagione estiva.
Terzo, cosa importante: l'indennizzo. Dobbiamo fare in modo che l'indennizzo per le imprese sia ciclico, sia anche per i futuri imprenditori che potranno trovare il modo di poter prendere la gara. Ultima cosa, c'è un noto esponente del Governo che dice chiaramente che saranno fatti interventi mirati per la crescita del Paese. Miratissimi, guardate, ve lo dico io: miratissimi. C'è un ordine del giorno di ieri, l'ordine del giorno n. 9/2910/4, che dice si va a finanziare per qualche milione di euro questi interventi: allora la realizzazione di un sistema integrato di sicurezza urbana mediante videosorveglianza, la parrocchia di Caserta, l'investimento ad Avellino. Ma pensate di governare così? Pensate di governare così l'Italia? Questa Camera deve fare atti che possano essere alti, che possano attivare leve economiche importanti, che possano dare posti di lavoro, non azioni che devono essere fatte dagli enti locali, non dalla regione, non dal Parlamento. Il Parlamento fa le leggi, non le mance. Noi voteremo contro, Presidente.