Esame di una questione pregiudiziale
Data: 
Martedì, 2 Maggio, 2023
Nome: 
Matteo Mauri

A.C. 1112

Grazie, Presidente. Quello che ci troviamo oggi a discutere non è il primo decreto sui fenomeni migratori di questo Governo. Il primo decreto dell'anno, lo ricordo, del 2 gennaio, infatti, era stato quello contro le ONG. In quell'occasione, il 2 di gennaio, questo Governo ha pensato bene di mettere in campo un decreto che si poneva l'obiettivo di bloccare, impedire alle ONG di stare in mezzo al mare a salvare le persone. Questi due decreti-legge, come tutti i decreti, d'altronde, dovrebbero avere due caratteristiche: la prima, quella della necessità, e la seconda, quella dell'urgenza.

Attraverso di lei, Presidente, vorrei dire con grande chiarezza al Governo e a tutta la maggioranza che, in entrambi i casi, in entrambi i decreti, compreso quello di oggi, non c'è minimamente alcuna urgenza e non c'è minimamente nemmeno alcuna necessità. A meno che la necessità e l'urgenza non siano quelle di questo Governo e, soprattutto, di alcuni partiti di maggioranza di provare a toccare la pancia del Paese, tornando sui propri tradizionali cavalli di battaglia, per provare ad usare la demagogia, per provare a strumentalizzare un fenomeno, per provare a portarsi qualche consenso in più e, soprattutto, per provare a distrarre l'opinione pubblica dai disastri che questo Governo e questa maggioranza stanno facendo.

Si tratta - questo è l'ennesimo caso - dell'individuazione di un capro espiatorio, con riferimento al quale la destra in questo Paese è maestra ormai da molti anni. E cosa c'è di meglio rispetto al diverso, rispetto all'immigrato, rispetto a chi scappa e cerca salvezza, di qualsiasi genere, da noi. Cosa c'è di meglio per provare a parlare d'altro, di andare a toccare quelle corde profonde nel Paese che voi avete usato in maniera strumentale in tutti questi anni e, devo dire, non senza qualche guadagno. I vostri decreti sull'immigrazione, a cui voi ci vorreste abituare, hanno invece, al contrario, alcune caratteristiche di fondo in comune.

La prima è la logica immancabilmente emergenziale: è sempre un'emergenza, è sempre una cosa da risolvere un secondo dopo, quando su questo fenomeno in particolare si può dire tutto, meno che sia un'emergenza, perché, come altri colleghi hanno detto, l'immigrazione, l'emigrazione, le migrazioni ci sono da sempre, le affrontiamo da tantissimi anni, ormai da decenni, e solo se si vuole provare a usarle strumentalmente le si definisce come emergenziali. La seconda caratteristica in comune è la propaganda e la demagogia di cui sono intrisi i vostri provvedimenti. Faccio solamente un esempio: ci avete raccontato per anni che le ONG in mezzo al mare sarebbero state un fenomeno di pull factor, cioè di attrattività.

Avete fatto il vostro bel decreto, avete mandato le ONG lontane dai teatri, in questo momento c'è la nave di una ONG, la Geo Barents, che ha fatto un recupero di diverse centinaia di persone in mezzo al Mediterraneo centrale, e voi la state mandando a La Spezia. La Ocean Viking in questo momento è appena arrivata a Civitavecchia. Nonostante tutti questi vostri grandiosi e illuminati interventi, nulla è cambiato; anzi, dall'inizio dell'anno c'è un aumento molto considerevole degli arrivi.

Allora adesso quello non è più un pull factor. Adesso qual è il pull factor, al di là dell'Europa, che è sempre colpevole, per voi, quando vi fa comodo? Adesso è la normativa nazionale. Peccato che questo decreto sia in vigore già da un paio di mesi, che nulla sia cambiato, ma soprattutto che non bisogna pensare che ci siano pull factor, cioè elementi attrattivi, ma bisognerebbe riflettere fino in fondo su quali sono i cosiddetti push factor, cioè su cosa spinge centinaia di migliaia di persone a scappare dal proprio Paese, abbandonare la propria famiglia, rischiare la vita nel deserto, nei centri libici, magari, e in mezzo al mare.

Questo voi non vi chiedete, perché voi non avete mai in testa le persone, gli individui, le loro storie, le loro aspettative, i loro dolori, le loro disgrazie. Per voi, sono solo ed esclusivamente numeri, ed è qui che viene meno l'umanità, proprio l'umanità di quella società occidentale di cui spesso voi vi riempite la bocca. E poi fate provvedimenti, come questo, che hanno altre due caratteristiche. La prima è una grandissima dose di ipocrisia e la seconda è una grandissima distanza dalla realtà. Perché una grande dose di ipocrisia? Per una ragione molto chiara: come avete chiamato il decreto che impedisce o rende molto difficile il salvataggio in mare alle ONG? Lo avete chiamato: “Misure urgenti per la gestione dei flussi migratori”, che nulla c'entra.

E questo come si chiama? Si chiama: “Misure urgenti in materia di flussi di ingresso legale”, e nulla c'entra. E come lo avete ribattezzato? DL Cutro. Trovo veramente inaccettabile che ci si possa nascondere dietro una tragedia, per mettere in campo un decreto schifezza come quello che voi avete fatto. Un decreto in cui, tra le altre cose, togliete la convertibilità dei permessi di soggiorno, la possibilità di trasformarli in permessi di lavoro, riducendo la possibilità di stabilizzazione e di integrazione, in cui riducete le condizioni per i permessi per salute per persone malate, e i permessi di quelli che scappano per condizioni climatiche; come pensare che quelle possano finire domani; magari la carestia in alcune zone dell'Africa, secondo voi, finirà domani. E poi, dulcis in fundo, avete messo le mani sulla protezione speciale, provando a distruggere completamente, ad annullare uno degli strumenti più utili proprio in funzione dell'integrazione, e cioè uno strumento che riconosce, o riconosceva – ma, in moltissimi altri Paesi, continuerà a riconoscere - la possibilità di vedersi dato un permesso di soggiorno per chi corre gravi rischi se dovesse tornare nel proprio Paese e può dimostrare di avere rapporti o legami familiari di integrazione nel nostro Paese. Cosa fate? Perché diciamo lontani dalla realtà? Voi, da un lato, dite che volete promuovere gli arrivi legali e, dall'altro, producete illegalità tra quelli che già ci sono e sono nelle condizioni di poter vivere in tranquillità e costruendo una prospettiva di vita, per se stessi e per le loro famiglie, nel nostro Paese. Questa è un'incoerenza straordinaria, che è spiegabile solo nel modo che dicevamo in precedenza, e cioè: propaganda, rendere la vita difficile alle persone, cercando di criminalizzare il tema dell'immigrazione e buttando nell'irregolarità chi, invece, oggi potrebbe essere cittadino a pieno titolo del nostro Paese. Questo è un atteggiamento irresponsabile, sbagliato, che va contro gli interessi delle persone coinvolte e gli interessi complessivi della nostra società, compresi quelli delle comunità che li ospitano.

Lasciamo stare, poi, quello che state facendo sul sistema dell'accoglienza, perché, invece di integrarlo, di ampliarlo, di rafforzare il sistema SAI, impedite che alcune persone ci possano andare e cercate di mettere mano al sistema dell'accoglienza, trasformando tutto in un grande hotspot, ossia anche in questo caso in una logica dell'emergenza.

E allora, per finire, Presidente, non voglio dilungarmi, vorrei solo citare quello che alcuni costituzionalisti hanno detto a chiare lettere, proprio sulla protezione speciale, quando affermano che la soppressione e la forte compressione della protezione speciale è una lesione diretta dell'articolo 10 della Costituzione, che dice che lo straniero al quale sia impedito nel suo Paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche ha diritto di asilo in Italia. Noi stiamo andando contro la Costituzione e in Senato c'è stato il tentativo, addirittura, di togliere il riferimento agli obblighi internazionali e costituzionali dell'Italia, ossia si è provato a fare un colpo di mano contro l'Italia, contro la sua credibilità internazionale e contro la Costituzione.

Noi ci siamo trovati di fronte - ho concluso, Presidente - a tre decreti: il decreto che entrava in Consiglio dei ministri, il decreto che è uscito dal Consiglio dei ministri, in cui ha messo mano qualche partito più di qualche altro, di fatto provando - e, in gran parte, riuscendoci, purtroppo - a riportare in auge i decreti Salvini, e il decreto uscito dal Senato e ulteriormente peggiorato. Pensavamo, già dal primo decreto, che fossimo al fondo, che avessimo toccato il fondo, però ogni volta che voi mettete mano a qualcosa fate disastri.

All'inizio dicevo che voi ci volete abituare ai vostri decreti. Però, vi possiamo dire una cosa: noi non ci abitueremo mai e faremo sempre di tutto per impedire questi scempi.