Data: 
Lunedì, 17 Novembre, 2014
Nome: 
Michele Anzaldi

Signor Presidente, con riferimento alla mozione presentata dai colleghi della Lega, il Partito Democratico non ritiene che ci siano le condizioni per sostenerla. Prima, però, di entrare nel merito vorrei ribadire che il PD, sulla questione del canone RAI, condivide la necessità di rivedere in profondità l'attuale normativa. In realtà, crediamo che sia necessario, innanzitutto, riformare il servizio pubblico nel modello di governance e, di conseguenza, nei criteri di nomina degli organi amministrativi. È necessario e urgente liberare la RAI dai partiti e bisogna innanzitutto allontanare i partiti dalle fonti di nomina, per fare in modo che i vertici non siano vittime dei bilancini parlamentari. 
Per quanto riguarda il canone, il PD in Commissione di vigilanza ha sostenuto più volte la necessità di rivedere l'attuale modello. Il Governo stesso ha confermato che è allo studio una revisione della normativa. Fermo restando che non può essere accettata nessuna forma di evasione del canone, è indubbio che vada rivisto il metodo di pagamento, così come tutta la procedura di riscossione. Fa decisamente riflettere che, secondo quanto riferiscono gli organi di stampa, ci sia una struttura alla RAI che impegna ben 700 persone solo per occuparsi della riscossione di questo tributo, spesso con il rischio di eccessi di zelo proprio con le persone che il canone lo pagano. La battaglia all'evasione è giusta, ma bisognerebbe capire con certezza quanti utenti riguarda realmente, invece di adagiarsi su cifre milionarie che spesso girano senza conferme. Alla fine, il rischio è che, invece di stanare gli evasori, si perseguitano quelli che il canone lo pagano. 
Nel merito della mozione dei colleghi della Lega, credo che il PD non possa accoglierla per due ragioni: riguardo alla richiesta di una circolare applicativa per l'esenzione degli over 75, va segnalato che una circolare del genere è già stata diffusa dall'Agenzia delle entrate nel 2010; con riferimento alla retroattività dell'esenzione, va segnalato che l'attuale normativa non la prevede e, quindi, va innanzitutto cambiata la legge, che risale ancora al regio decreto n. 246 del 1938. Un motivo in più per sostenere la necessità di riformare il canone, come intende fare il Governo con l'appoggio del Partito Democratico.