Discussione sulle linee generali
Data: 
Venerdì, 25 Novembre, 2016
Nome: 
Manuela Ghizzoni

A.C. 4127-bis

Grazie signor Presidente, intervengo con piacere su un pacchetto di norme che ritengo molto positivo. Si tratta di una misura inedita per l'Italia, e cioè la no tax area per gli studenti universitari meno abbienti e tre provvedimenti complementari che sono in grado di graduare gli interventi per affrontare le diverse sfaccettature dello stesso diritto sociale culturale, cioè il diritto allo studio universitario. In gioco ci sono bisogni diversi a cui vanno date risposte diverse perché, come disse don Milani, non c’è nulla di più ingiusto che fare parti uguali tra disuguali. Nei pochi minuti che ho a disposizione mi soffermerò su queste misure perché ritengo che qualifichino questa legge di bilancio in quanto organicamente attuative dell'articolo 34 della Costituzione laddove recita che i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzo, hanno diritto a raggiungere i più alti gradi degli studi e che la Repubblica interviene e rende effettivo questo diritto con provvidenze che devono essere assegnate o attribuite per concorso. Si tratta di quattro misure già inserite nella legge di bilancio presentata dal Governo e che il dibattito parlamentare ha contribuito a migliorare, molto sensibilmente in un caso, quello della contribuzione universitaria, argomento su cui la Camera lavora ormai da tre anni: su questo tema, finalmente, grazie ad un lavoro che io ritengo essere corale, oggi incominciamo a raccogliere i frutti. 
La prima misura, come dicevo, riguarda l'istituzione nelle università statali di una no tax area per gli iscritti ai corsi di laurea ed ai corsi di laurea magistrali che hanno un reddito familiare Isee inferiore ai 13.000 euro per incoraggiarli nella formazione universitaria e aiutarli a superare gli ostacoli che derivano dalle condizioni economiche familiari; per gli studenti che hanno un reddito di poco superiore, cioè dei 13.000 e i 30.000 euro ISEE, sono poi previste delle tasse calmierate. Queste agevolazioni sono disposte per gli studenti fino al primo anno fuori corso; inoltre per i dottorandi di ricerca che non beneficiano della borsa di studio è prevista l'esonero dalle tasse. Per compensare il minor gettito derivato da queste misure sono garantiti complessivamente 100 milioni anni agli atenei affinché possano comunque continuare a garantire i livelli di servizio e di didattica. 

La seconda misura serve ad affrontare il secondo bisogno: si finanzia stabilmente per la prima volta nel nostro Paese l'attività di orientamento e di tutorato, perché ostacolo al conseguimento del titolo non è soltanto l'ambiente economicamente svantaggiato ma è anche il contesto culturale meno favorevole. Quindi ai giovani che possono incontrare eventuali difficoltà nel loro percorso di studio per debiti formativi o per studi pregressi alle spalle poco orientati alla formazione teorica, si offre un supporto di tutorato che possa in questo modo accompagnare lo studente nei momenti di difficoltà e aiutarlo ad affrontare con profitto gli esami e quindi a conseguire la laurea. 
Il terzo caso di bisogno riguarda i ragazzi che hanno già usufruito e che già usufruiscono delle prestazioni del sistema del diritto allo studio ma non in modo completo: si stabilizza quindi l'incremento di 50 milioni già disposto nel 2016 del fondo statale che integra le, ahimè, poche risorse regionali, così che questo fondo possa superare stabilmente i 210 milioni di euro; si prevede poi che queste risorse siano ripartite con un nuovo criterio tra le regioni, cioè un criterio che tenga conto del fabbisogno al fine di dare una risposta più coerente, rispetto all'attuale, con le necessità territoriali, che sono ovviamente differenti dati i gap economici esistenti tra le regioni, e così contrastare anche più efficacemente il fenomeno degli studenti donne senza borsa per carenze di risorse.  Infine, il quarto bisogno che prende in considerazione i giovani con particolari meriti scolastici o particolari talenti che provengono da classi sociali meno abbienti. Per almeno 400 di loro è prevista una borsa di studio consistente che gli consentirà di poter affrontare la vita universitaria in autonomia anche lontano dalla famiglia. Signor Presidente, voglio solo ricordare che ho raccontato ovviamente in pillole le disposizioni di questi quattro provvedimenti diversi che portano 160 milioni al tema del diritto allo studio e all'accesso all'università; ma non è solo un problema di risorse: ci troviamo davanti davvero ad un pacchetto di norme coerenti, siamo di fronte a un cambiamento reale di prospettiva che mantiene il baricentro nell'articolo 34 della Costituzione e questo cambio di prospettiva ci consente anche di fare un vero passo avanti verso l'equità e la giustizia sociale, grazie (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).