La ringrazio, signor Presidente. Vedete, non è accettabile l'informativa del Ministro che abbiamo appena ascoltato. Noi abbiamo chiesto - lo ripeto - informazioni sulla vicenda MPS-Mediobanca e di quest'ultima abbiamo sentito molto poco, non fosse altro per le differenti finalità delle due banche che ci sono state finora. Quindi, secondo anche questa informativa, anche se non esplicitamente, tutto sarebbe corretto e quello che appare non corrisponderebbe alla realtà dei fatti. Noi riteniamo che quello che avete fatto e state continuando a fare sia un intervento a favore di interessi di parte e cordate che vi interessa sostenere.
Questa è la verità, proprio quella che appare in superficie, non c'è bisogno di dietrologie. Potete, dunque, nascondervi sotto una correttezza formale, ma questa presunta correttezza è sotto inchiesta della magistratura, è sotto una procedura di infrazione da parte della Commissione europea. Al di là di questo, vedremo quali saranno i risultati di queste inchieste. Noi riteniamo che sia chiara la finalità con cui avete agito e il modo con cui avete interferito nel mercato con questa vicenda.
Sulla cessione della partecipazione pubblica, ci è stato detto che la procedura accelerata risponderebbe a esigenze di efficienza e di tutela del valore. Resta, però, un dato politico al quale non avete risposto: una quota rilevante è stata collocata in un arco temporale estremamente ristretto, con la scelta di concentrare l'assegnazione su pochi soggetti già presenti nell'azionariato, che hanno agito senza comunicazione preventiva, come previsto dalla legge vigente. È una scelta che si discosta, secondo noi, in modo evidente da precedenti operazioni analoghe e che incide sugli equilibri complessivi del sistema, non solo sull'esito di una singola transazione.
Dunque, noi continuiamo a pensare che la Consob vi abbia seguito malamente su questo, dichiarando che il cosiddetto concerto - ripeto, non dichiarato preventivamente da quattro azionisti - era giustificabile perché si trattava di una cordata conosciuta che agiva da tempo. Debole difesa, molto debole, che testimonia solo di mancati e dovuti controlli, di incompetenza desiderosa di nuovi incarichi, magari in Mediobanca. Non c'è stato solo un concerto, vedete, ma un Governo che ha assecondato e voluto quello che possiamo chiamare un “concerto delle coincidenze”, se volete, quasi una sinfonia, seppure stonata. Avete cominciato, infatti, con un andante piano, contatti informali, incontri avvenuti per qualcuno, poi negati da altri, oltre a quelli istituzionali. Nella seconda parte siamo andati a un andante con moto, un uso del golden power, lo strumento speciale per difendere gli interessi nazionali, per ostacolare le operazioni di mercato di UniCredit.
Ma quale interesse nazionale motiva un intervento su una banca nazionale attraverso il golden power? Il vostro interesse di parte, per riequilibrare territorialmente a favore di altre banche e azionisti il mercato, cosa che non ha nulla a che fare con l'interesse nazionale, ma con miopi visioni localistiche. Dunque noi siamo, invece, per un uso del golden power come è stato voluto da ultimo dal Governo Draghi, cioè per contrastare interferenze extraeuropee che potrebbero compromettere il mercato europeo e la libera concorrenza. Noi siamo per un mercato bancario dei capitali unico in Europa, per dare maggiori opportunità ai risparmiatori di investire i loro risparmi, come sappiamo oggi fermi in modo ingente sui conti correnti o peggio in contante e siamo per eliminare gli ostacoli alla libera competizione tra gli attori sul mercato.
Invece, voi continuate a seminare ostacoli e, infatti, la terza parte della vostra sinfonia stonata un allegro finale. State proponendo nella riforma del testo unico della finanza testi che - guarda un po' ancora la coincidenza - indeboliscono la disciplina dell'azione di concerto e introducono disparità nuove tra imprese e società presenti sul mercato, creando in prospettiva un sistema di deroghe per società di futura quotazione e piccole e medie imprese.
In conclusione, voglio confermare quanto detto mesi fa dall'onorevole Tabacci e dalla nostra segretaria Schlein di recente. È stato subito chiaro che, invece di fare gli arbitri, avete giocato la partita per interessi di parte a danno dell'autentico interesse nazionale. Per questo abbiamo sostenuto anche la richiesta di un'indagine conoscitiva.