Grazie Presidente, onorevoli colleghi, com’è noto nella notte tra il 6 e 7 maggio scorso un incendio presso il terminal T3 dell'aeroporto di Fiumicino ha causato il danneggiamento di un'area di circa 5.450 metri quadrati, di cui circa 3.200 coinvolti direttamente dalle fiamme, cioè con danni diretti. La restante porzione è stata oggetto di danni di minore entità. I vigili del fuoco intervenuti sul luogo dell'incidente hanno dichiarato l'inagibilità dell'area che, in data 8 maggio, è stata oggetto di sequestro da parte dell'autorità giudiziaria. Nell'immediatezza dell'evento, la società di gestione aeroportuale ADR ha attivato le proprie strutture specialistiche, servizio salute e sicurezza sul lavoro, medico competente, e si è avvalsa di società esterne specializzate nell'attività di disaster recovery.
Riepilogo le principali azioni poste in essere per restituire la piena funzionalità dello scalo. Il 9 maggio il professor Soldati e la società HSI Consulting, alla quale ADR ha commissionato le indagini ambientali dell'area partenze del terminal T3, hanno illustrato, durante la riunione del comitato per la gestione successiva dell'emergenza, a tutti i partecipanti – polizia, dogane, carabinieri, rappresentanti dei vettori degli handler – i risultati preliminari dei rilievi effettuati sulla qualità dell'aria al T3 da parte della predetta società. I dati rilevati per i parametri indagati non risultavano aver superato i limiti previsti dalle normative vigenti, sia nazionali che internazionali, riguardo ai luoghi di lavoro. Il 10 maggio ADR ha presentato anche agli ispettori del Servizio per la prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell'azienda sanitaria ASL Roma i risultati ufficiali delle analisi che hanno confermato i dati preliminari. Il 12 maggio l'ARPA, Agenzia regionale per la protezione ambientale, ha installato le proprie centraline. Inoltre, la ASL Roma D ha dato la propria disponibilità a fornire assistenza e informazione, esercitando anche le funzioni di controllo delle misure adottate sino al ritorno della normalità ambientale e lavorativa, non mancando, in caso di inadempienza, di adottare le sanzioni di legge. Il 17 maggio, a seguito delle operazioni di pulizia e bonifica dell'area di imbarco D, preso atto del parere favorevole espresso dal rappresentante della ASL Roma D e tenuto anche conto delle positive valutazioni espresse dalle aziende incaricate di valutare la qualità dell'aria, è stato ritenuto possibile riutilizzare l'area di imbarco D ad esclusione di tutte le attività commerciali. Il 18 maggio è stata riaperta la zona definita come area imbarchi D e nei giorni seguenti l'operatività è ripresa in forma ridotta. Il 26 maggio l'autorità giudiziaria è intervenuta sequestrando l'area imbarchi D, presumibilmente sulla scorta delle relazioni presentate dalla ASL Roma D. Il 27 maggio ADR, la società di gestione, ha richiesto all'ENAC di poter ridurre l'operatività all'80 per cento. Il 12 giugno, ADR, considerate le notevoli criticità gestionali venutesi a creare con il sequestro, ha chiesto ad ENAC di emettere un provvedimento di riduzione della capacità operativa al 60 per cento, unitamente alla chiusura del livello partenze del terminal T3. ENAC, valutando i dati presentati, ha imposto al gestore una riduzione progressiva della capacità e il 16 giugno l'Istituto superiore di sanità, da noi spinto a intervenire, ha inviato il primo rapporto di analisi sulla qualità dell'aria relativamente ai campionamenti effettuati dall'ARPA Lazio (periodo 16 maggio-1o giugno) e dallo stesso Istituto superiore di sanità (periodo 9-10 giugno), specificando, nelle conclusioni generali, che i dati dell'Istituto superiore di sanità sui contaminanti inorganici, seppure relativi ad un unico campionamento, non evidenziano particolari criticità.
I dati ARPA e Istituto superiore nel loro insieme suggeriscono un generale trend temporale in diminuzione per gli inquinanti organici. Il 19 giugno, infine, l'autorità giudiziaria ha emesso ordinanza di dissequestro delle aree di imbarco D. Il provvedimento di dissequestro prevede una serie di azioni quali accertamenti analitici necessari ad una completa valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori a composti derivanti da combustione, mancata inclusione nel documento di valutazione dei rischi delle planimetrie di classificazione delle aree, la relazione del CNR e la relazione sulla staticità dei locali oggetto di incendio e sugli interventi di bonifica. Tutte azioni poste a carico del gestore e prodromiche al ripristino della piena operatività dell'area in argomento. Il 23 giugno, l'ENAC, prendendo atto del provvedimento di dissequestro dell'autorità giudiziaria, ha richiesto all'ADR di porre in essere le azioni stabilite dalla procura appena elencate e finalizzate al pieno riscontro alla citata ordinanza al fine del tempestivo ripristino anche in modo graduale della piena operatività dell'area di imbarco D. Si può ovviare ai grandi inconvenienti e ai grandi disagi che sono stati provocati nel nostro più grande aeroporto nazionale solamente raggiungendo la piena utilizzazione dell'area e il ripristino della piena operatività aeroportuale senza limitazioni. In questo momento non è possibile fornire alcuna indicazione temporale in considerazione del fatto che il gestore aeroportuale ha proposto alla ASL di Roma, autorità alla quale è stata demandata la verifica degli adempimenti imposti, un piano cadenzato di bonifica delle aree relative ai quattro gate del molo D e ai relativi esercizi commerciali posti nella zona dei gate interessati alla bonifica. Per cui si attende la risposta a questa richiesta del gestore aeroportuale e non si ritiene di escludere che invece di un approccio parziale quale quello proposto possa essere richiesta invece una bonifica totale del molo D prima della sua effettiva riapertura al pubblico. Allo stato attuale non è possibile quantificare l'ammontare dei danni provocati e degli interventi necessari al pieno ripristino del terminal, considerato che le aree sono state dissequestrate solo lo scorso 19 giugno e necessitano di accurate verifiche strutturali. Nella convenzione stipulata esiste l'obbligo assicurativo a carico del gestore aeroportuale anche a copertura di tali danni.
Per quanto concerne il delicato, significativo, primario e importante tema della tutela della salubrità degli ambienti di lavoro e quindi dei lavoratori tutti, la società ADR ha riferito di aver posto in essere le seguenti attività: estensione ad altre aree del T3 delle misure cautelative già adottate; maggiore rotazione del personale impiegato; rafforzamento dell'attività di sorveglianza sanitaria e, per quanto invece concerne i passeggeri, riduzione dei tempi di transito: incremento delle risorse dedicate, cioè del personale ADR che svolge funzioni di facilitatore nell'aereostazione, anche fornendo informazioni e indicazioni circa le zone di accettazione dei voli e il terminal dal quale il volo partirà in maniera da snellire la permanenza; maggiore coordinamento deglihandler fornendo a loro supporto un maggior numero di banchi di accettazione; personale aggiuntivo; riposizionamento deigate di imbarco: tutte queste misure sono state messe in campo ovviamente per cercare di ridurre al minimo un eventuale disagio sia sanitario che organizzativo. Il terminal 3, zona partenze, non è stato oggetto dell'incendio, non è mai stato reso inagibile da parte dei vigili del fuoco, non è stata dichiarata la necessità di procedere ad azioni specifiche di bonifica e non è mai stato oggetto di provvedimenti di sequestro da parte della procura. In via precauzionale il gestore aeroportuale ha giornalmente fatto effettuare l'analisi dell'aria e, dopo una pulizia iniziale, il terminal è stato costantemente oggetto di interventi di pulitura. La ASL, autorità sanitaria competente in materia, in data 22 maggio 2015 infatti ha richiesto l'applicazione in via precauzionale di misure di protezione per i lavoratori che si sono esplicati in riduzione dei turni di lavoro presso il terminal 3 e l'utilizzo di dispositivi di protezione personale. Quanto all'assistenza per i passeggeri a mobilità ridotta è stato potenziato il numero di personale dedicato all'assistenza e non risultano pervenute ad ENAC segnalazioni di particolare difficoltà. Parimenti, per quanto riferito da ENAC, non vi sono segnalazioni da parte dei passeggeri transitati fino ad oggi attraverso lo scalo di malori o di necessità di ricorso alle cure dei presidi sanitari per aver sostato nelle aree del terminal.
Lo stesso ente non dispone di dati relativamente a certificazioni mediche prodotte dai lavoratori, in quanto si tratta di dati sensibili in possesso unicamente del lavoratore interessato e del proprio datore di lavoro. Sono altresì emerse diverse criticità operative, ovviamente, correlate all'indisponibilità delle aree interessate all'incendio.
In risposta a queste criticità, ADR si è attivata per la chiusura del corridoio transiti che consentiva lo spostamento dei passeggeri tra le aree d'imbarco B, C e D e le aree di imbarco H e G e che ha snellito le procedure per assicurare il transito dei passeggeri provenienti da altri scali. Per l'indisponibilità delle postazioni di controllo passaporti interessate da un potenziale inquinamento dell'area ne ha create di nuove e per l'indisponibilità delle postazioni dei controlli per la sicurezza al Terminal 3 ha creato sei nuove postazioni di controllo in altra zona. Questi provvedimenti sono stati anche l'oggetto della visita di verifica che ho effettuato, appunto, in quei giorni, a Fiumicino.
Inoltre, nell'ambito della gestione operativa dell'evento, l'ENAC ha svolto, da un punto di vista tecnico operativo, le seguenti azioni: verifica in relazione ad alcuni aspetti della gestione della crisi correlati con le attività operative di cui al manuale di aeroporto e, quindi, sorveglianza e certificazione aeroportuale; in particolare, è stato valutato con esito favorevole lo spostamento della sala controllo voli dalla sede ubicata presso il molo D a un locale adattato allo scopo, presso la torre uffici, e in una fase iniziale le attività sono state gestite in condizione di contingency, sopperendo alle carenze tecnologiche determinatisi mediante l'utilizzo di sistemi di comunicazione di backup radio. Nelle prime ore successive all'evento il personale della sicurezza operativa ha operato direttamente sul piazzale degli aeromobili per sopperire alla mancanza di supporto informatico e, attualmente, la situazione è ritornata alla normalità.
A seguito della richiesta di riattivazione del molo D da parte di ADR, l'ENAC ha richiesto al gestore di subordinare le attività di riattivazione del molo D e del percorso di connessione con l'aria d'imbarco a una preventiva e documentata verifica della presenza delle condizioni di sicurezza e delle necessarie attestazioni. La perizia fornita dal gestore aeroportuale è stata redatta da un professionista abilitato che ha attestato la sussistenza dei requisiti di staticità dell'area. Inoltre, l'ENAC ha svolto ulteriori azioni, ha approvato un intervento per l'attivazione di nuovi varchi di backup dei controlli di sicurezza presso il Terminal 3 con il posizionamento di postazioni di controllo adeguate e per quanto concerne la certificazione aeroportuale e i relativi profili disafety non sono emersi al momento criticità o rilievi. Tutte le infrastrutture di volo, quali piste, piazzali, vie di rullaggio, apparati di ausilio all'atterraggio, non sono state interessate dall'incendio e il controllo dei voli è operativo.
Questo è quanto abbiamo rilevato, vigilando giorno per giorno sulle condizioni dell'aeroporto, invitando l'ENAC a svolgere appieno la sua attività di vigilanza e di controllo sull'attività del gestore e, ovviamente, collaborando appieno e stimolando anche le autorità sanitarie nazionali e regionali a collaborare appieno all'attività della procura; quindi, auspichiamo che la risposta ultima alla proposta del gestore possa consentire un ripristino veloce della piena operatività del nostro aeroporto principale.
Intervento del ministro delle infrastrutture e dei trasporti
Data:
Giovedì, 25 Giugno, 2015
Nome:
Graziano Delrio