Onorevole Ministro, cari colleghi, nel rappresentarle la condivisione del gruppo del Partito Democratico per l'operato del Governo nella ferma reazione al barbaro attentato terroristico di Dacca che si è distinto per efferatezza e violenza, desidero esprimere ancora una volta il cordoglio del gruppo del PD e la vicinanza commossa alle famiglie delle vittime, alle vittime italiane e alle vittime degli altri Paesi, che si sono trovate coinvolte con noi in questa circostanza. Vorrei anche trovare le parole per esprimere i nostri sentimenti, le motivazioni della nostra azione politica, e le nostre convinzioni, che possano essere le basi per una reazione razionale a quanto abbiamo visto sui nostri schermi e sui nostri giornali.
Non ci sono parole per descrivere l'orrore e il disorientamento di fronte a tali atti e il desiderio di trovare una risposta razionale che si trasformi in un rafforzamento della strategia per combattere questa guerra mondiale contro il terrorismo globale, che dagli Stati Uniti, passando per l'Europa e per il martoriato Medio Oriente, si dimostra ora forte anche in Asia, dandoci quasi una sveglia. Sia pure con connotazioni sociali e politiche, che lei ha messo in evidenza, completamente diverse, il terrorismo di matrice fondamentalista islamica si sta manifestando con un'unica regia di disseminazione del terrore e della guerra in un mondo che rappresenta anche un modo di vivere, la libertà di viaggiare, di spostarsi, di divertirsi in concerti, le opportunità per tutti indipendentemente dal genere, indipendentemente dalle scelte personali, dalla religione e dalle condizioni sociali. Dobbiamo chiedere pertanto la collaborazione e la solidarietà della comunità mussulmana che deve combattere con noi questa battaglia, come giustamente lei ha ricordato. In certi casi, in certe città, come nella mia città, a Pisa, abbiamo manifestato insieme all'indomani dei fatti di Dacca, in piazza, con i rappresentanti della comunità musulmana.
Questo attentato di Dacca colpisce la libertà e la voglia di impiantare e crescere imprese in altri Paesi e in altri luoghi, secondo uno spirito tutto italiano di libera iniziativa, che però deve tenere conto del contesto, della povertà, del disagio, della disuguaglianza sociale che è aumentata a scapito anche delle nostre volontà, nonostante l'innovazione tecnologica e la globalizzazione. Quante volte nei miei diversi ruoli professionali da ricercatrice, da Ministro, da parlamentare, ho potuto vivere le atmosfere delle cene e delle riunioni sociali intorno alle ambasciate italiane all'estero, in Cina, in Asia, in Africa, in cui si riuniscono scienziati, ricercatori, volontari delle ONG e imprenditori, forti in una comunità che si riconosce in uno spirito italiano, ma anche aperti e attenti a radicarsi culturalmente nei Paesi ospitanti. Per questo mi sono sentita colpita nel profondo e non posso dilungarmi su tutti gli aspetti tragici e terribili di questo attentato, come il profilo degli attentatori, la loro identità culturale, il Paese da cui provengono e, anche in questo caso, le loro radici. Però vorrei concludere con una parola fondamentale che è quella dell'unità politica, della volontà di dare una reazione tecnica in termini di cooperazione e di intelligence, di rafforzamento dell’intelligenceinternazionale, ma anche di riconoscimento nei nostri valori. Ed è per questo che invito tutti a rileggersi, questa notte io me lo sono riletto in preparazione di questo intervento, e non ve lo posso citare fino in fondo, la parola finale della preghiera a Dio di Voltaire nel Trattato sulla tolleranza che parla proprio al Dio di tutte le religioni e di tutti gli uomini, che ci possa aiutare in questo momento. Un Dio di tutti, laico, un Dio che ci coinvolga nel combattere e nel reagire, sulla base dei nostri valori e della nostra cultura, con democrazia, a questi fatti
Data:
Giovedì, 7 Luglio, 2016
Nome:
Maria Chiara Carrozza