Grazie, signor Presidente. Lei, Ministro, ha inaugurato una nuova fattispecie di informativa, in cui un Ministro in carica viene a riferire sull'operato dei Governi precedenti. Noi, però, l'avevamo invitata oggi a venire qui a chiarire qualcosa su cui non c'è chiarezza, perché, Ministro, mentre lei ci raccontava, in un pallottoliere di voli e atterraggi, pochi minuti fa Trump dichiarava che questa notte un'intera civiltà morirà e nemmeno oggi lei ha sentito il dovere di dire che quelle parole devono essere fermate, che quello operato, da parte di Trump, si deve fermare. Nemmeno oggi!
Lei dice oggi, in un'intervista che abbiamo letto e che ha preceduto questa informativa - a proposito di rispetto del Parlamento -, che Trump avrebbe bisogno di buoni consiglieri che gli dicano quando sbaglia. Certo, è vero; ma, per questo, avrebbe bisogno anche di buoni amici, perché essere amici degli Stati Uniti oggi significa dire, con chiarezza, che Trump è una sciagura e che si deve fermare. Perché nemmeno oggi ha trovato il modo e la forza di dirlo? Glielo dico: perché la vostra ambiguità nasce da una condizione, da quelle parole che la Presidente Meloni ha detto qui, in quest'Aula: “Non condivido e non condanno”, che ha segnato l'approccio del Governo italiano di fronte a un conflitto grave e dalle conseguenze incalcolabili che stiamo vedendo. Trump ha calpestato ogni protocollo di consultazione internazionale e la sua stessa Costituzione per un'offensiva lanciata nell'ombra e da cui ora non sa come uscire e questa guerra appare, agli occhi di chiunque dotato di buon senso, senza alcuna giustificazione.
L'attacco all'Iran, però, non è un attacco circoscritto. Guardi, fa sorridere oggi la sua preoccupazione, che abbiamo letto, per le sorti dell'ONU e del multilateralismo quando siete stati voi per primi, in Europa, a minarne la credibilità e la forza quando avete creduto che Trump avrebbe chiuso la guerra in Ucraina in 24 ore, quando avete taciuto davanti al tappeto rosso steso a Putin, quando avete accettato quello che è accaduto in Venezuela e poi le minacce a Cuba e alla Groenlandia, quando avete detto di sì a quella dottrina di Trump che vuole sostituire il diritto internazionale con l'uso della forza, il multilateralismo con il suo club privato, quel Board of Peace a cui avete partecipato come osservatori. Si guardi attorno, signor Ministro: si accorgerà che siete rimasti osservatori, se non complici anche qui, di chi ha lasciato morire l'ONU e, come state vedendo anche in queste ore con la crisi che si sta delineando sui mercati dell'energia, il prezzo lo stanno pagando, ancora una volta, i cittadini e le nostre imprese, senza che finora voi siate stati in grado di mettere in campo iniziative adeguate e contromisure di protezione. Guardi, non serve una cavalcata tra i Paesi del Golfo per riacquistare credibilità: è uno spreco di energia - verrebbe da dire - inutile per chi continua ininterrottamente a perseguire una strategia di dipendenza dalle fonti fossili e a dichiarare guerra alle rinnovabili, come avete fatto in questi tre anni di Governo.
Avete dichiarato che l'Italia non è parte di questo conflitto. Bene, ma allora questa posizione deve essere chiara, coerente e verificabile. Invece, l'eventuale utilizzo delle basi militari sul territorio italiano, di cui lei oggi ci ha parlato, non è una questione tecnica, è una questione politica, di sovranità nazionale, di rispetto della nostra Costituzione. Sappiamo bene che è in gioco anche la sicurezza dei nostri militari, a cui va il nostro apprezzamento, la nostra solidarietà, il nostro sostegno.
Guardi, Ministro, noi conosciamo i trattati, li abbiamo rispettati e nessuno di noi chiede di metterli in discussione. Non chiediamo di interrompere gli accordi internazionali e le vorrei dire anche che nessuno le ha mai chiesto di rendere pubblici accordi che sono soggetti a secretazione. Però, lei oggi ci ha fornito una serie di numeri e di cifre. Allora, mi chiedo: ma come fa a non rendersi conto che oggi noi siamo in un contesto totalmente diverso, in una crisi di area, in una guerra fuori controllo? Come fa a non capire che quello che è accaduto anche a Sigonella, in queste settimane, conferma le nostre preoccupazioni? Preoccupazioni su cui noi continueremo a chiedere trasparenza e informazione, sostenendo anche la mobilitazione, non solo del Partito Democratico e delle altre forze politiche, ma della società civile.
Serve, poi, una risposta politica netta e lei sarebbe il primo a doverla dare, perché oggi, con grande nonchalance, ha dichiarato, in un'intervista e pochi minuti fa, nelle sue parole, che c'è un rischio nucleare. Ma cosa sa lei, Ministro? Quali azioni sta portando avanti il Governo per scongiurare un pericolo di questo genere? Ma a lei sembra normale parlare con questa leggerezza di una questione di questa rilevanza? E non basta dire che tornerete in Parlamento. Ogni forma di coinvolgimento, anche indiretto, in operazioni militari deve passare dal Parlamento e il Governo dovrebbe riuscire a dire una cosa chiara che anche oggi non è riuscito a dire, cioè che non concederemo l'uso delle basi per azioni di una guerra che dichiariamo di non condividere. Non daremo le basi per operazioni militari che violano la Costituzione e il diritto internazionale. Perché non lo dite? Perché non avete il coraggio di far votare l'Aula su questa posizione?
Nello stesso giorno in cui lei giocava con i comunicati stampa con Palazzo Chigi, Parigi negava il proprio spazio aereo ai voli carichi di armi americane per Israele, la Spagna lo aveva già fatto e persino l'Austria aveva negato agli Stati Uniti l'autorizzazione all'utilizzo dello spazio aereo nazionale per operazioni militari contro l'Iran. L'Italia non sarà un trampolino di lancio per operazioni militari unilaterali. Le alleanze non si mettono in discussione. Il tema non è rompere un'alleanza storica. Il nodo è chiarire qual è il vostro giudizio e le scelte conseguenti alla politica dell'attuale amministrazione americana, perché dire di no agli Stati Uniti, dire di fermarsi, è una scelta di responsabilità e di dignità.
Mi lasci concludere, Ministro. Lei oggi, dalle pagine di un quotidiano, ha dato patenti di inadeguatezza alle opposizioni e poi, però, le ha richiamate alla maturità. È un appello davvero singolare parlare di maturità per chi si trovava in uno scenario di guerra mentre un alleato scatenava un attacco a sua insaputa, contraddetto persino dal Ministro degli Affari esteri e dai servizi, e questo a proposito di maturità.
Oggi noi crediamo che sia in gioco il ruolo e la credibilità dell'Italia nel mondo e si tratta di scegliere da che parte stare, tanto più dopo le parole, preoccupanti e gravissime, che abbiamo sentito pronunciare qualche minuto fa.