Grazie, Presidente. Signor Presidente del Consiglio, alle sue parole voglio subito unire, a nome del gruppo del Partito Democratico, l'apprezzamento per la gestione della prima fase dell'emergenza dimostrata dalla Protezione civile, dai vigili del fuoco, dalle forze di polizia, dagli amministratori locali, dai tanti volontari, dalle associazioni che rendono concreta e viva la pratica di quel dovere di solidarietà economica, politica e sociale scritto nell'articolo 2 della nostra Costituzione. Voglio esprimere la nostra ammirazione per la capacità di essere e di rimanere comunità delle popolazioni colpite dal sisma. In molti casi piccoli borghi intrisi di storia, cultura, capitale umano e sociale che rappresentano la nervatura del nostro Paese e che vogliono reagire insieme al durissimo colpo subìto. Ora però siamo di fronte alla sfida altrettanto impegnativa di occuparci del post-emergenza e della ricostruzione di questi luoghi. Lo stiamo facendo con i primi provvedimenti già assunti dalla Protezione civile e dal Commissario per la ricostruzione, con i decreti-legge che il Governo ha adottato e che come Parlamento siamo impegnati ad approvare con tempestività e cura. L'esperienza nella gestione delle molte, troppe calamità che hanno colpito il nostro Paese ci ha permesso di costruire in questa occasione per la prima volta un quadro organico di risposte che tiene insieme interventi per la ricostruzione delle abitazioni distrutte, delle infrastrutture, per mantenere e incentivare le attività economiche, per assicurare che il patrimonio culturale e artistico che ne ha fatto la storia possa continuare a rappresentare il futuro di quelle comunità. Ora noi abbiamo il dovere di dimostrare che tutte queste cose si possono fare bene, in modo rapido e trasparente. Per questo apprezziamo le modifiche nella direzione della semplificazione che ha introdotto il Governo in questo nuovo decreto dettate sia dall'allargamento, purtroppo, dei territori colpiti e dal più alto numero delle persone coinvolte. Sappiamo di poter contare sulla certezza delle risorse, sulla chiarezza dei tempi delle procedure e sulla capacità che il Governo e il commissario Errani fin dall'inizio stanno mettendo in campo nel coinvolgere le istituzioni di quei territori, le regioni e i comuni, a cui spetta la responsabilità enorme di guidare e sostenere le proprie comunità in questo difficile ed eccezionale frangente. La sua presenza in aula oggi, la discussione che facciamo, le misure legislative già in campo, quelle che seguiranno dimostrano che l'attenzione del Parlamento e del Governo non vengono meno con il passare dei giorni. È un dovere che sentiamo di avere nei confronti delle popolazioni offese dal terremoto, ma è anche una sfida per tutti noi. Vogliamo dimostrare la stessa capacità che abbiamo avuto nel gestire la prima fase dell'emergenza nel ricostruire quella parte d'Italia che ci rende orgogliosi nel mondo. Abbiamo sentito da lei, signor Presidente, che anche queste drammatiche circostanze mettono in luce la necessità di un'idea di Europa che non sia confinata soltanto in numeri e parametri rassicuranti forse solo per chi rischia di dimenticarne gli ideali. Come le spese per l'emergenza della ricostruzione debbono stare fuori dei vincoli europei, crediamo sia necessario costituire a livello europeo un impegno per accompagnare il lavoro che l'Italia sta facendo sulla prevenzione, sulla messa in sicurezza del territorio e del suo patrimonio pubblico e privato proprio a partire dalle scuole. Il suo Governo ha già messo in campo, e non da oggi, un impegno chiaro su questo fronte: la prevenzione del dissesto idro-geologico, gli interventi sulle periferie e sulle scuole, le misure per la riqualificazione edilizia, gli strumenti dell'ecobonus, del sisma-bonus che questo disegno di legge di bilancio rafforza e stabilizza. Aver chiamato questo ambizioso programma «Casa Italia» ha un senso profondo e un respiro che non investe i prossimi anni ma le prossime generazioni. Non si tratta soltanto di ricostruire edifici, ma di ricostruire le ragioni stesse della nostra idea di Paese, del nostro essere parte essenziale di una vera comunità europea. In queste ore la terra trema ancora in centro Italia facendo crescere il senso di precarietà e di smarrimento di quelle popolazioni. Vorrei che lo tenessimo presente anche nella discussione tra di noi. Resistere e reagire con le prime misure dell'emergenza, mettere in campo tutte le misure e le risorse necessarie per garantire la ricostruzione e il ritorno alla vita in quei luoghi: signor Presidente, tutto questo noi sappiamo che è stato e che sarà fatto con il massimo rispetto di quelle comunità. Siamo custodi insieme a loro di una bellezza che non appartiene soltanto a noi ma al mondo. Il gruppo del Partito democratico sarà al fianco del Governo e delle comunità colpite dal sisma per costruire insieme il loro futuro e per restituire a quei luoghi la sicurezza e la bellezza che meritano grazie.
Data:
Mercoledì, 9 Novembre, 2016
Nome:
Chiara Braga