Data: 
Venerdì, 25 Febbraio, 2022
Nome: 
Enrico Letta

Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo qui per ribadire con forza il sostegno al Governo che ci rappresenta in questa delicatissima e difficile situazione. Le sue parole, signor Presidente, ci hanno confermato che questo sostegno è messo in buone mani. In questo momento il nostro pensiero va innanzitutto alle vittime, alle vittime innocenti di una innovazione completa nella politica internazionale. Quello che è successo in questi ultimi giorni non si era mai visto. Il Presidente Putin ha preso in giro tutto il mondo occidentale, le cancellerie: ha fatto ciò che nessuno avrebbe immaginato avvenisse; invece, è avvenuto.

Noi vogliamo esprimere solidarietà al popolo ucraino, vogliamo esprimere solidarietà alla comunità ucraina in Italia. Lo abbiamo fatto ieri e lo rifaremo anche oggi; incontrerò l'ambasciatore ucraino subito dopo questa nostra seduta della Camera dei deputati. Voglio esprimere solidarietà a tutti i militari e i diplomatici italiani, che sono impegnati in questo momento e che fanno grande il nome del nostro Paese.

Ci sono dei momenti in cui contano i Governi. Questi sono i momenti, in particolare, in cui le decisioni sono concentrate nelle mani dei Governi, delle istituzioni, europee e internazionali, delle strutture tecniche, di quelle militari; ma ci sono dei momenti nei quali il Parlamento, come lei ha detto, signor Presidente del Consiglio, è la casa della democrazia, è la casa di tutti gli italiani. Il Parlamento ha un ruolo unico insostituibile, il luogo collettivo dove si decide dove si va tutti insieme, qual è la direzione di marcia, dove si cambia anche la direzione di marcia, perché questo luogo rappresenta 60 milioni di italiani, rappresenta l'Italia. Abbiamo una responsabilità enorme in questo momento e noi dobbiamo cambiare la bussola con cui abbiamo agito fino a oggi su questo tema. Diciamocelo francamente tutti: eravamo in quest'Aula due giorni fa; abbiamo parlato di fronte al Ministro Di Maio e il dibattito era su temi ben diversi e i toni erano ben diversi rispetto a quelli di oggi. Noi dobbiamo avere chiaro, in questo momento, che il 24 febbraio dell'anno 2022 è il nuovo 11 settembre. È un momento in cui cambia la storia. Il cambio della storia, il cambio delle relazioni internazionali, il cambio del mondo, ci obbliga tutti a cambiare l'approccio col quale muoverci in questo momento, la bussola con la quale noi dobbiamo dare forza innanzitutto al principio più importante di tutti: difendere la libertà e la democrazia, che è il più importante principio che in questo Parlamento deve essere al centro della nostra attenzione. Ieri, l'approccio di tutti noi - diciamo la verità francamente, perché se non diciamo la verità tra di noi… - era di limitare i danni il più possibile di una vicenda fastidiosa, difficile, altra rispetto a noi e lontana. Oggi noi dobbiamo tutti insieme dirci che Putin non deve vincere questa guerra. Putin non deve vincere questa guerra, perché questa guerra è una guerra al popolo ucraino, alla libertà, alla democrazia e tutti insieme dobbiamo combattere per la nostra libertà, la nostra democrazia. Putin ha basato la sua scommessa sull'idea che noi occidentali, che noi europei, siamo dei rammolliti, che non siamo più in grado di non dividerci e di opporci alle sue azioni. Bene, noi proprio qui dobbiamo invece dimostrare questa unità. Allora, quando dico una nuova bussola, io dico semplicemente, signor Presidente, nell'ultimo minuto che ho a disposizione, innanzitutto nessuna ambiguità sul fatto - come lei ha detto oggi, signor Presidente, e la ringrazio per questa importante chiarezza, che è importante per tutti noi, è importante per chi ci guarda da fuori - che le sanzioni devono essere le più dure possibili per mettere in ginocchio la Russia che ha invaso l'Ucraina.

Queste sanzioni devono trovare a livello europeo la possibilità, che noi riteniamo essenziale, attraverso una continuazione della sospensione del Patto di stabilità, di far sì che non colpiscano l'economia italiana e l'economia europea.

In secondo luogo, l'unità dell'Europa e l'unità euro-atlantica, assolutamente fondamentale in questo momento, nessuna divisione. In terzo luogo, lo voglio dire con forza, noi ci chiediamo, vi chiediamo di riflettere seriamente se non è il caso anche di dare un aiuto più concreto agli ucraini a difendersi rispetto all'aggressione russa, perché non bastano le parole, non bastano le parole. L'autosufficienza energetica, a cui lei, signor Presidente, ha fatto riferimento con i discorsi sulla diversificazione e con il lancio dell'unione energetica, rispetto alla quale anche il collega Crippa ha parlato prima, è un impegno nel quale dobbiamo mettere tutto il nostro sforzo.

E poi l'ultimo punto, però un punto importante: a me ha colpito negativamente di vedere che nelle conclusioni del Consiglio europeo ieri non si facesse menzione alcuna al tema dei rifugiati e dell'asilo. Credo che il nostro Paese debba mettere in prima fila, a livello europeo, subito un'agenda di corridoi umanitari, perché siamo in grado. Concludo, signor Presidente, dicendole che lei ha una grande autorevolezza sulla scena internazionale. Oggi da questo Parlamento, unito come non mai, lei riceve la forza intera di tutto il Parlamento italiano, di tutto il popolo italiano; la usi per i principi di libertà, democrazia e di pace.