Grazie, Presidente. Di cosa stiamo parlando qui, oggi, in questa mozione ? Di fatti avvenuti la notte di Capodanno non a Torino, Roma o Napoli, ma alla stazione di Colonia, in Germania. Fatti gravi, senza ombra di dubbio, ma se parlassimo di tutte le cose negative e gravi che succedono ogni giorno in Europa, probabilmente in Parlamento non ci resterebbe il tempo per affrontare le questioni del nostro Paese. Allora, se proprio vogliamo parlare di fatti gravi all'estero, al punto da parlarne con cinque mesi di ritardo, vorrei sottolineare come proprio in Germania, il Paese a cui si fa riferimento nelle mozioni presentate in particolare dai colleghi delle opposizioni, solo l'anno scorso ci sono state ben 1.005 aggressioni violente a danno di campi profughi. Di questi, 901 sono a sfondo nazista, con istigazione all'odio, con ingenti danni alle cose e alle persone e con un uso di violenza razziale.
Nello stesso arco di tempo sono stati effettuati ben cento incendi dolosi a danno di centri di accoglienza e campi profughi. Allora, se vogliamo parlare di violenza in un Paese amico all'interno dell'Europa e non lo vogliamo fare in modo strumentale, trovo significativo che questo tipo di violenze non trovi nessun interesse in atti parlamentari o nelle mozioni delle opposizioni. Ma voglio essere al tempo stesso molto chiara, e non ci dovrebbe neanche essere bisogno di sottolinearlo: i reati contestati la notte di Capodanno a Colonia sono atti criminali e, come tali, sono da condannare senza esitazione. Il fatto che siano stati compiuti da cittadini extracomunitari, non li rende, di certo, meno odiosi. Chi risulta colpevole va assicurato alla giustizia in fretta e senza scuse, e se alla base di queste aggressioni c’è una certa immagine della donna, se c’è un disprezzo latente della figura femminile, questo è un motivo in più per condannare questi fatti e i rispettivi autori. È positivo in questo senso che la giustizia in Germania abbia preso molto sul serio questi casi e mi auguro che gli aggressori vengano individuati e condannati, perché è giusto che in uno Stato di diritto chi commette dei reati venga condannato, indipendentemente dal fatto che sia un migrante o che sia nato in Italia, in Germania o chissà dove; chi sbaglia paga, indipendentemente dalle origini. Ma allo stesso tempo, rilevo la tendenza ad esaltarsi soprattutto su infrazioni e reati che coinvolgono stranieri, senza ricordare che la grandissima parte dei migranti in Europa, e anche nel nostro Paese, vive in modo pacifico e nel pieno rispetto delle leggi, lavorano diligentemente, creano posti di lavoro, non sono un peso, anzi sono una potenziale risorsa per il nostro Paese. Dunque, se da un lato è importante punire quelli che non sono disposti ad attenersi alle regole, allo stesso modo è importante dare una mano alla stragrande maggioranza di migranti che vogliono crearsi in Italia un futuro migliore per sé e per le loro famiglie. Ecco che servono politiche per l'integrazione che prevedano anche l'insegnamento al rispetto reciproco, alla tolleranza, alla tutela dell'identità e dell'integrità altrui, indipendentemente dal sesso, dalla religione, dal Paese o dalle tradizioni di origine.
Dopo i fatti di Colonia, è molto positivo, ad esempio, che il Governo tedesco abbia accelerato l'introduzione di misure per l'integrazione. La stessa cosa ha fatto l'Italia che già in precedenza, già dopo i fatti di Parigi e Bruxelles, ha adottato posizioni analoghe. Già nella legge di stabilità abbiamo sancito un principio: per ogni euro speso per la sicurezza, bisogna destinare altrettante risorse per la cultura, perché siamo fortemente convinti che lo strumento fondamentale per una riuscita e profonda integrazione sia proprio un forte investimento in cultura, perché investire in integrazione paga, così come paga una politica che gestisca le migrazioni in modo intelligente. Non una politica dello sparare contro le navi dei migranti, come purtroppo Governi in tempi recenti sostenevano, bensì una politica che cerchi la collaborazione con i Paesi d'origine, una politica proposta dal Governo italiano attraverso il Migration compact che ha ottenuto numerosi applausi anche in Europa. Dopo decenni di grandi proclami, finalmente abbiamo una politica che risponde alle sfide del nostro tempo in modo concreto, intelligente e umano. Non abbiamo bisogno di miopi ricette demagogiche che mettano gli uni contro gli altri, europei contro migranti, mussulmani contro cristiani, donne contro uomini. Dalle violenze di Capodanno a Colonia dobbiamo ripartire per attrezzarci con una strategia europea per l'integrazione di lungo respiro. Allora, onorevoli colleghi, anch'io vorrei citare le dichiarazioni successive ai fatti di Colonia da parte del Comitato ufficiale delle donne in Germania che in occasione delle feste della donna ha dichiarato «siamo nettamente contrarie al sessismo, ma siamo anche nettamente contrarie al razzismo e ci posizioniamo in modo netto contro qualsiasi strumentalizzazione razzista delle vicende di Capodanno».
Ecco, Presidente, sono dichiarazioni importanti, che ci danno un profondo insegnamento e, nell'annunciare il voto favorevole del Pd, mi auguro che tutti quanti noi all'interno di questo Parlamento ne possiamo fare tesoro.