Grazie, Presidente. Alle 3,36 del 24 agosto una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.0 si abbatte, ancora una volta, su una parte dell'Appennino centrale, interessando le regioni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. In particolare, la furia devastatrice con distruzione e morti si concentra nei comuni di Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto e le tante frazioni che compongono questi comuni.
Alla fine, purtroppo, si conteranno 297 morti e 390 feriti. Ancora una volta la devastazione colpisce un'area interna del nostro Paese, fatta di piccoli borghi e di centri storici bellissimi e da tante persone che nella loro vita hanno scelto di rimanere lì, in quei posti, a testimoniare come la provincia italiana sia ricca di paesaggio, di beni architettonici, ma anche di quella umana schiettezza del vivere quotidiano che costruisce giorno per giorno tanta serenità e che fa di quei posti ambienti straordinari.
Già, signora Presidente, la vita di provincia, troppe volte frettolosamente liquidata da giudizi superficiali e sommari, quasi come fosse un inutile orpello. Ma proprio in quegli ambienti tante persone tornano nei momenti liberi per ritrovare radici e tranquillità, che ognuno di quelli che hanno vissuto e frequentato quei luoghi ricerca con ostinazione di insistenza, magari riscoprendo l'orgoglio di farle conoscere ai propri figli, ai propri nipoti, agli amici più cari. Ed è questa la ragione per cui molte di quelle vittime erano giovani e bambini.
La macchina dei soccorsi è stata immediata, tempestiva, efficace, dal sistema sanitario alla Protezione civile, dalle forze dell'ordine all'Esercito, ai Vigili del fuoco: hanno dato prova di capacità e prontezza nel rispondere a tutte le esigenze che drammaticamente in quelle ore si evidenziavano. Ecco perché credo che anche noi, da qui, come già abbiamo fatto in altre occasioni, dobbiamo e vogliamo ringraziarli per ciò che hanno fatto e per ciò che continueranno a fare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Poi la grande risposta della solidarietà: da ogni angolo del nostro Paese è arrivata una presenza, un aiuto, che ha contribuito a non lasciare sole quelle popolazioni duramente provate e stremate da tanta forza devastatrice. Il Presidente del Consiglio ha parlato subito del cuore grande dell'Italia. È vero. Chi, come me, si è recato ad Arquata del Tronto solo poche ore dopo il sisma, ha potuto verificare come sia grande quel cuore, fatto da soccorritori e volontari che si sono messi a disposizione, pronti a fare tutto ciò di cui c'era bisogno, e c'era bisogno di proprio di tutto.
Così come la risposta delle istituzioni: pronta, massiccia, dalla sua presenza, signora Presidente, dalla presenza del Governo nazionale ai governi regionali. Ma voglio sottolineare ancora una volta come l'apporto dei sindaci e degli amministratori locali sia stato fondamentale. Viviamo in un tempo dove la politica e le istituzioni attraversano momenti difficili, il vento dell'antipolitica a volte soffia impetuoso, ma ci sono momenti in cui tutto questo va messo da parte per riprendere la strada del sentirsi comunità. Aver visto tanti amministratori di quei piccoli comuni scavare tra le macerie, fare i censimenti delle frazioni, unici a poterli fare perché conoscevano gli abitanti anche non residenti, è stato non solo commovente, ma rinvigorisce la convinzione che le istituzioni vanno rispettate, salvaguardate, anche quando la scure dei tagli ha ridotto consigli comunali, giunte, senza verificare come, proprio in quelle piccole comunità, questi abbiano una funzione che va molto al di là dell'amministrazione pubblica.
Il Governo ha già approvato un primo decreto, stanziando 50 milioni per l'urgenza, e sta approntando il secondo, a cui queste mozioni offrono utili indirizzi. Ha sospeso le imposte nei comuni individuati nel cratere, ha nominato un commissario per le quattro regioni, una persona seria e competente, che risponde al nome di Vasco Errani, già presidente dell'Emilia-Romagna, che, insieme al coordinatore nazionale della Protezione civile, l'ingegner Curcio, sta lavorando con grandissimo impegno, con una presenza quotidiana, impostando e verificando tutti i giorni il lavoro fatto e quello da fare. Lasciatemi dire che questo lavoro può essere fatto con efficacia solo se si hanno competenza, capacità, esperienza, ma anche passione politica e tanto rispetto per le istituzioni, e si è pronti sempre a servirle.
Ad un mese dalla forte scossa, quasi tutti gli sfollati sono fuori dalle tende, si smontano già i primi campi e tutti sono sistemati provvisoriamente in case o alberghi, e comunque al riparo dal freddo dell'inverno che da quelle parti inizia già a farsi sentire. Le attività produttive, seppure in una situazione di grande difficoltà, quasi tutte possono iniziare a riprendere la propria attività.
L'anno scolastico è regolarmente iniziato alla data stabilita e questa era un'assoluta priorità del commissario, per dare il senso di una veloce ripresa, per tornare alla normalità.
Si stanno approntando già le aree per le case in legno, che stabilizzeranno la prima fase dell'emergenza.
Poi inizierà la seconda fase, quella della ricostruzione.
Come ha detto Errani, lo slogan che guiderà sarà «com'era, dov'era». Lo slogan dà il senso di ciò che si vuole fare: quelle comunità devono e vogliono tornare lì, alla loro vita, nei loro posti.
Anche la discussione che si è aperta sui tempi della ricostruzione, a me sembra un po’ asfittica: i tempi non dovranno essere né lunghi né brevi, ma quelli giusti per fare le cose come si deve.
La priorità della ricostruzione sarà il mantenimento dell'identità territoriale.
Per questo non ci si occuperà solo della prima casa e degli edifici pubblici, ma di tutto ciò che riguarderà la ricostruzione della propria identità.
In questi giorni si è parlato di modelli di ricostruzione. A noi non interessano le polemiche con paragoni dove questa è stata fatta male, a noi interessa fare riferimento ai tanti esempi positivi, dal Friuli all'Umbria, dalle Marche all'Emilia.
Ho vissuto da amministratore regionale la ricostruzione del terremoto del 1997 nelle Marche e Umbria: sfido chiunque a dimostrare che in quella ricostruzione, come in altre, ci siano state lungaggini, scandali o infiltrazioni criminali.
Per fare questo, come dice il commissario, non abbiamo bisogno di leggi speciali, ma di adoperare bene quelle che ci sono e di risorse adeguate.
Vogliamo affrontare questa fase con il massimo dell'impegno.
Il PD sosterrà questo sforzo con serietà e vicinanza alle comunità colpite, ma anche, come finora fatto dal Governo nazionale e dai governi regionali, assumendoci fino in fondo la responsabilità della ricostruzione, perché vedete, in questi giorni è abbastanza singolare la discussione che si è aperta sul fatto che non si possono fare le Olimpiadi perché potrebbero esserci lungaggini e scandali: se tutti ragionassimo così, pure sulla ricostruzione post-terremoto dovremmo dire che, visto che in alcune ricostruzioni si sono verificate cose poco edificanti, allora rinunciamo alla ricostruzione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
No: governare significa assumersi la responsabilità e noi lo faremo, ce l'assumeremo per fare le tante cose che si devono, in modo serio e perbene. Lo dobbiamo al nostro Paese e a quelle popolazioni che confidano in noi e lo dobbiamo anche a quel cuore grande dell'Italia, fatto dalla solidarietà, dal volontariato e da tutti gli operatori e lo dobbiamo anche a quell'immagine, Presidente, rimasta impressa nei nostri occhi, dell'anonimo vigile del fuoco che, su un gradino dell'obitorio di Ascoli Piceno, scriveva in un atto di amore unico una lettera di scuse per essere arrivato tardi ad individuare e ad estrarre la sorellina di Giorgia, la quale, con il proprio corpo, aveva fatto da scudo, proteggendo e salvando la sorellina più piccola.
Per questo, per queste ragioni, per tutte queste ragioni, noi voteremo favorevolmente la mozione di maggioranza e voglio anche ringraziare tutti i gruppi parlamentari che si sono adoperati per dare un contributo, nelle loro mozioni, per rappresentare in maniera positiva e propositiva la ricostruzione del nostro purtroppo ultimo terremoto.