La ringrazio, signor Presidente. Ringrazio il Viceministro per la sua presenza e i colleghi che sono qui. Non avremmo mai pensato di trovarci a dover affrontare in quest'Aula un tema che, per la sua gravità, supera davvero l'immaginabile. È di poco fa la notizia diffusa dalle agenzie di una bambina di nove anni violentata da dieci guerriglieri jihadisti, che rischia la vita in questo momento per il parto, dopo essere stata messa in salvo dalle organizzazioni umanitarie. Il rapporto che l'ONU ci ha consegnato su quanto il Daesh sta compiendo a danno dell'infanzia ci consegna un quadro di elementi che supera l'orrore e ciò che non è umano. Si tratta di bambini decapitati, crocifissi, sepolti ancora vivi. È un rapporto drammatico che è diventato ancora più attuale dopo le notizie che sono giunte da Yarmouk.
Oggi siamo qui a doverci chiedere in quale modo l'Occidente, in quale modo il mondo dovrebbe mobilitarsi contro questo tentativo di cancellare una specie – perché di questo non può che trattarsi – per fare sì che qualcosa possa avvenire che dia un segnale che si può fermare l'orrore o che il nostro mondo, le grandi potenze, alleandosi, possono seccare le radici di quel terrorismo. Occorre una grande alleanza di tutti, delle istituzioni, ma anche della società.
Per questo è nata questa proposta di chiedere, come avvenne molti anni fa, che l'Italia apra le porte delle proprie case, che le famiglie italiane partecipino in qualche modo a un programma di temporanea accoglienza. È come una piccola goccia in un mare gigantesco, nel quale ci troviamo a nuotare e con il quale siamo costretti a fare i conti. Spaventa l'orrore di questo mare che vediamo davanti a noi nero, ma occorre davvero che si dia un segnale.
Bene ha fatto il Governo a stanziare un miliardo e 500 milioni, comunque a stanziare le risorse aggiuntive, perché si possa intervenire in qualche modo. Facciamo altri passi avanti. Ci sono diverse iniziative che si possono assumere. Ringrazio l'onorevole Ravetto per averne citata poco fa una di grande importanza che riguarda i minori stranieri non accompagnati, un altro dramma con il quale da tempo facciamo i conti.
Ma qui davvero, in questo caso, come ho detto, si supera ciò che la nostra mente poteva immaginare nei suoi peggiori incubi. E si deve anche prendere atto che, in questa volontà di fare scomparire i bambini e i più giovani, c’è dentro alla modalità di comunicazione del Daesh o dell'ISIS un preciso messaggio, è un messaggio nel messaggio: la volontà davvero di cancellare la specie che questi bambini rappresentano. Ecco perché abbiamo presentato questa mozione ed ecco perché crediamo che debba arrivare un segnale: cosa di più grande questi bambini, se verranno accolti, se verranno salvati, possono ricordare e pensare di coloro che in qualche modo li soccorrono ? È un modo per seminare pace e per seminare già oggi semi di riconciliazione per il futuro. Un modo per dire a questo mondo che noi non li stiamo abbandonando e non li lasciamo soli. Per questo, confido davvero che da parte del Governo ci sia la massima attenzione, anche domani, dopodomani e nei prossimi mesi, nei confronti dell'infanzia e che tutti noi sappiamo far sentire le voci di coloro che non possono gridare.