Discussione sulle linee generali
Data: 
Lunedì, 25 Gennaio, 2016
Nome: 
Laura Coccia

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 Grazie, Presidente. Siamo oggi a discutere delle mozioni molto importanti, importanti perché io credo che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, guardando le Olimpiadi in televisione, le abbia sognate: abbia sognato di partecipare, di tagliare il traguardo e magari di vincere una medaglia, di veder sventolare il Tricolore in alto. Oggi siamo qui per sostenere una mozione, almeno dal mio punto di vista, la mozione delle maggioranze, per sostenere la candidatura di Roma 2024. 
Negli interventi dei colleghi ho sentito delle cose che non mi tornano. Innanzitutto, credo che parlare di Olimpiadi di Roma 2024 sia abbastanza improprio, perché questa è una candidatura italiana, nazionale e quel logo del comitato promotore, che vede, oltre al Colosseo stilizzato, anche il tricolore italiano, ne è l'emblema. Vede, Presidente, la candidatura non è solamente la candidatura di Roma, ma è la candidatura di dodici città italiane. Parliamo di Cagliari, Milano, Torino, Genova, Verona, Udine, Napoli, Bari, Palermo, Firenze, Bologna. 
Chiedere ai cittadini romani e solo ai cittadini romani se sono d'accordo con le Olimpiadi, sarebbe implicitamente come privare gli altri cittadini delle altre undici città della possibilità di scegliere e di dire la loro. Ecco, vede, le Olimpiadi del 2024 saranno delle Olimpiadi nuove, delle Olimpiadi che verranno fatte con dei criteri completamente innovativi; criteri imposti dopo gli errori del passato, dopo gli errori ad esempio di Atene 2004, che è stata molto spesso citata in quest'Aula, ma ricordo che dal 2004 sono passati quasi dodici anni e l'umanità ne ha fatti di passi avanti. Oltre allo smartphone e all’iPhone, credo che abbia imparato a fare anche dell'altro. Quindi, credo che in questi dodici anni abbia imparato tante cose e credo che le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Londra in questo siano un esempio straordinario. Le Paralimpiadi di Londra sono state le Paralimpiadi più seguite della storia. Ecco, in questo senso credo che stiamo facendo dei passi avanti. Uno su tutti, ad esempio, è la tregua olimpica che è stata ratificata all'ONU nell'ottobre scorso e che impegna gli Stati a rispettare la pax olimpica per il periodo delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi. Questo perché abbiamo imparato forse da quanto successo durante le Olimpiadi di Sochi quando lo Stato ospitante ha di fatto invaso una parte di un altro Stato sovrano. Ecco, un passo avanti appunto. Continuiamo a fare dei passi avanti, continuiamo a stabilire dei criteri nuovi, innovativi. Quindi, io credo che per la candidatura del 2024 non si possano fare paragoni con il passato perché, appunto, ci sono degli aspetti nuovi, uno su tutti il fatto che le Olimpiadi non coinvolgono una sulla città, ma ne coinvolgono tante di più. Appunto, il progetto dell'Italia coinvolge anche le isole, coinvolge tutto il Paese, perché le Olimpiadi siano un sogno veramente di tutti. 
E al collega Rampelli che criticava la scelta di Tor Vergata e il decentramento rispetto al Foro Italico, ad esempio, vorrei ricordare che questa scelta non è altro che un segnale, un secondo segnale di attenzione alle periferie, perché le nostre città non sono fatte solo del centro e del centro storico e di chi vive nelle parti centrali, ma anche per chi vive in periferia. Ecco, il collega Rampelli si chiedeva come ci si arrivi a Tor Vergata. Beh, io abito a Cinecittà; basta prendere la metro A fino ad Anagnina e poi si prende un autobus e si arriva a Tor Vergata. È abbastanza semplice. Con la macchina ci si mettono circa dieci minuti e con i mezzi un pochino di più. Troppo, appunto, ed è per questo che il progetto delle Olimpiadi è un progetto per tutta la città; è un progetto che farà probabilmente dare dei servizi a quegli studenti che per arrivare all'università ci mettono ancora ore.  Inoltre, in quest'Aula non ho sentito ricordare una cosa per me ovvia: Roma nel 2025 ospiterà il Giubileo ed è una data che non si può spostare, né sottoporre a referendum. Il Giubileo del 2025 a Roma ci sarà perché è da secoli che Roma ospita i Giubilei. Ecco, il progetto olimpico non fa che inserirsi in un binario già segnato, già tracciato, già deciso per il Giubileo del 2025. Alcuni dei progetti, il 70 per cento dei progetti, di Roma olimpica non sono altro che gli stessi progetti della Roma giubilare del 2025. Quei lavori verranno fatti comunque. Penso, ad esempio, al raddoppio della Roma-Fiumicino. Sono progetti che ci sarebbero comunque. E, allora, perché non sfruttarli e non agganciarci un sogno che sarebbe un sogno per tanti bambini e tante generazioni di atleti ? Ecco, abbiamo parlato di Londra, ma l'Italia ha già ospitato Olimpiadi, più di una volta. Pensiamo a Torino 2006. È stata già ricordata in quest'Aula, ma io vorrei portare un ricordo personale di Torino 2006. Io sono stata chiamata qualche mese dopo a partecipare alla giornata paralimpica nazionale proprio a Torino e sono stata ospite di quel villaggio olimpico e ho respirato quell'aria, anche se con qualche mese di ritardo.
E dopo aver fatto la mia esibizione davanti alle scuole, un bambino di Torino mi ha fermato e mi ha detto: tu sei come Totti. Io me lo sono guardato e gli ho detto: ma no, siamo diversi, anche oggettivamente. E lui mi ha detto: no, no, tu sei in nazionale come Totti, quindi siete uguali. Ecco, io credo che l'eredità di Torino sia un'eredità culturale profonda perché quel bambino aveva imparato, probabilmente partecipando e osservando le Olimpiadi e le Paralimpiadi, che le differenze non esistevano. Torino ha lasciato un'eredità culturale, ha segnato profondamente una città. E Torino è stata nel 2015 capitale europea dello sport. Ha portato sul territorio della provincia 1.500 appuntamenti di sport tra appuntamenti locali e manifestazioni internazionali; 1.500 appuntamenti in un anno vuol dire avere una cultura sportiva che fa abbracciare tutte le discipline; vuol dire che a nove anni di distanza da quei giochi lo spirito olimpico è ancora in Piemonte. E, allora, noi vogliamo portare quello spirito su tutta la penisola. È un male ? No, io credo che sia un bene. E credo anche che sia giusto chiedersi che fine faranno le strutture che ospiteranno i Giochi olimpici. Certo, non possono essere lasciate al degrado. Le Olimpiadi di Roma del 1960 vengono ricordate, sì per Abebe Bikila, ma purtroppo vengono ricordate dai romani anche per la questione del velodromo, lasciato abbandonato. Ecco, proprio nei criteri del nuovo progetto olimpico e della nuova agenda olimpica, sarà fondamentale nel giudizio del Comitato olimpico internazionale proprio il progetto di ciò che avverrà dopo di quegli impianti. Infatti, quegli impianti dovranno essere a servizio della città. E io immagino che in un futuro, dal giorno dopo dello spegnimento della fiaccola paralimpica, quegli impianti possano essere messi a bando e possano essere messi al servizio delle associazioni sportive dilettantistiche, delle scuole e dei territori di Roma e di tutte le città coinvolte affinché possano veramente essere patrimonio condiviso, perché le Olimpiadi possano veramente essere un bene per tutta la collettività. È per questo che io voterò convintamente la mozione di maggioranza a sostegno delle Olimpiadi affinché possiamo costruire insieme e vivere un sogno olimpico.