Signor Presidente, mi consenta di ringraziare il gruppo del Partito Democratico che mi ha consentito di fare questa dichiarazione di voto sulla mozione sottoscritta e illustrata dal collega Morassut nei giorni scorsi. Vorrei dire, signor Presidente, che la candidatura della città di Roma quale sede dei Giochi olimpici e paraolimpici del 2024 ritengo che sia un'opportunità per Roma e per il Paese intero. Ha fatto bene la collega Vezzali a ricordare che non è solo Roma coinvolta in questo progetto ma ci sono altre undici città. È un motivo in più, credo, per unirsi e per dimostrare al mondo che quando vogliamo, sappiamo centrare gli obiettivi. Roma è stata il teatro principale di importanti sfide, alcune sono state ricordate, quelle probabilmente che tornano più utili per imbastire un certo ragionamento, ma per esempio Roma ha avuto le Olimpiadi nel 1960, che sono state un grande successo non solo perché Roma fu presentata al mondo in tutta la sua bellezza, non solo per quel connubio di storia classica e sfida sportiva che solo a Roma e ad Atene si può assaporare, ma anche perché si riuscì a costruire impianti che, onorevole Valente, ancora oggi costituiscono l'ossatura del sistema sportivo. Certamente ci sono state anche esperienze negative, sono state ricordate, prima fra tutte quella dei Mondiali del Novanta, però, onorevole Valente, se lei gira per Roma – lei non è di Roma, però certamente Roma la gira – e si fa raccontare dai romani per esempio come sono stati utilizzati i fondi del grande Giubileo del 2000, come Roma è stata in grado di trasformarsi, di crescere, di rinascere senza una lira di distrazione, senza un intervento di nessuna autorità contabile, senza alcun morto nei cantieri, c’è una realtà che ha trasformato e ha rilanciato Roma grazie proprio ad un evento speciale straordinario e a soldi che sono stati bene impiegati. Vorrei dire che certamente si possono anche in questo senso utilizzare esperienze non italiane che magari – come qualcuno ha ricordato, Londra ed altre – non sono sicuramente state brillanti, però inviterei anche nella memoria a non trascurare per esempio cosa hanno rappresentato le Olimpiadi per una città come Barcellona e questa è la dimostrazione molto semplice, cari colleghi, che non è che l'evento in sé crea dei problemi, ovviamente è come si intende gestire, come si è in grado di gestire questi eventi. Credo che sia di straordinaria importanza il fatto che anche qui, in Parlamento, a favore di questa proposta non ci sia soltanto la maggioranza ma ci siano forze che anche in consiglio comunale si sono espresse a favore, ovviamente poi le cose nel corso cambiano, magari ci sono i colleghi di SEL che la mozione in consiglio comunale l'hanno votata e hanno votato a favore per la candidatura e poi improvvisamente hanno cambiato opinione; ci sono i colleghi del MoVimento 5 Stelle che coerentemente hanno mantenuto la loro posizione in consiglio comunale e anche qui dentro e credo che – verrò adesso anche al tema del referendum – certamente questa opzione potrà e dovrà essere un'opzione magari nella campagna elettorale per le amministrative, avremo un primo risultato per sapere cosa il popolo romano pensa tra chi ritiene che le Olimpiadi siano una straordinaria sfida da raccogliere e chi invece ritiene che questo non si debba fare. Vengo al tema del referendum, perché abbiamo a che fare con delle cose bislacche che accadono in politica. Il referendum di cui parliamo è un referendum consultivo, il presupposto dovrebbe essere e la logica vorrebbe – collega Fassina – che un referendum consultivo si fa prima che l'amministrazione assuma una decisione, perché è consultivo, e sulla base dell'espressione popolare poi l'amministrazione decide. Ovviamente non è un obbligo, l'amministrazione della quale faceva parte anche il suo partito non ha ritenuto di fare un referendum consultivo prima della decisione, anzi, il suo partito ha votato a favore di una mozione che dava il via alla candidatura, candidatura che trova nel giorno – se non sbaglio – 17 febbraio il suo perno di consolidamento con la presentazione del primo e decisivo dossier al CIO. Mi sembra complicato e non so bene quanto sia sensato chiedere un referendum adesso che comunque arriverebbe quando ormai, grazie alla decisione del consiglio comunale approvata da tante forze non solo della maggioranza ma anche dell'opposizione, compresa la sua, si è deciso che quel percorso dovesse andare avanti. Vorrei anche dire sommessamente che siccome io penso che questa candidatura certamente sia un valore per la città di Roma, ma come abbiamo detto coinvolge undici città, trovo quanto meno singolare che si decida che un referendum a Roma, eventualmente dovesse andare in un determinato modo, possa condizionare un progetto e una candidatura che chiaramente ha un valore nazionale e che coinvolge altre undici città. Si stabilisce che Roma decide per tutti quanti, anche questo mi sembra singolare dal punto di vista del processo democratico. Ovviamente questo non toglie però – lo dico al collega Fassina e a tutti gli altri colleghi – e credo che nella mozione che abbiamo presentato questo aspetto sia particolarmente sottolineato, che non possiamo esimerci dal fare in modo che la cittadinanza romana, per la parte che la riguarda, e le altre città, per la parte che le riguarda, siano assolutamente partecipi rispetto al progetto e alle scelte che si andranno a prendere. Sottolineo che la mozione che io ho sottoscritto del collega Morassut tra gli impegni dice chiaramente: a sottoporre, d'intesa con il comune di Roma Capitale, il programma degli interventi olimpici ad un'ampia campagna di informazione, consultazione e partecipazione dei cittadini dei territori interessati per dare al programma stesso un carattere aperto e trasparente. Io penso che se questo sarà realizzato – certamente augurandoci che il nostro Paese possa avere altre opportunità di questo tipo – potrà rappresentare anche un modello nuovo attraverso il quale anche le questioni che diceva il collega Occhiuto possano essere utilizzate alla stessa maniera. Si fanno ovviamente riferimenti alle criticità, si è parlato guardando indietro a tutte le situazioni negative che ci sono state nelle candidature, soprattutto le più recenti, però forse bisogna anche ricordare – lo dico all'onorevole Valente e all'onorevole Fassina – che è intervenuta una decisione del CIO da una parte e le garanzie che sono state date dal Comitato olimpico nazionale dall'altra che probabilmente ci possono far fare delle valutazioni più serene sulla sfida che dobbiamo andare a prendere perché, com’è noto, l'Agenda olimpica del 2020 ha rivoluzionato i criteri di selezione della città olimpica ponendo al centro della valutazione l'effetto catalizzatore del grande evento rispetto ai piani di sviluppo a lungo termine del Paese che sarà individuato quale sede dei Giochi nel settembre 2017. Il documento riporta una serie di raccomandazioni finalizzate a garantire una maggiore snellezza organizzativa dei Giochi olimpici mitigando le richieste che in passato avevano costituito fattori di difficoltà operative e gestionali e fonte di eccessivi investimenti da parte delle città ospitanti. In questa ottica le strutture fondamentali per l'organizzazione di un'olimpiade vanno progettate e costruite in sinergia con glistakeholder, gettando le basi di una solida eredità della manifestazione. E ancora, le scelte strategiche che caratterizzano la candidatura di Roma, quale la costituzione di un comitato in house, la decisione di utilizzare per il 70 per cento strutture esistenti, l'individuazione... ...di un piano dei trasporti – ho concluso, grazie – dei Giochi, completamente incentrato sulle infrastrutture, e via dicendo.
Vorrei, altresì, dire all'onorevole Fassina che comprendo il tema dei finanziamenti; dobbiamo anche dirci, onorevole Fassina, che un miliardo e 700 milioni che il CIO dà per le Olimpiadi, non lo avremo, diversamente, per dedicarlo anche al miglioramento della città, quindi noi possiamo anche dire «dovremmo utilizzare quei fondi per qualcos'altro», il piccolo particolare è che, se quei fondi non ci sono, non li utilizziamo né per quello, né per altro.
Concludo semplicemente nell'annunciare che voteremo a favore, ovviamente, della nostra mozione e di tutte le mozioni sulle quali il Governo ha dato parere favorevole, e vorrei concludere, visto che stiamo parlando di sport, con una metafora sportiva e dire con grande sincerità che ritengo che si faccia più onore a Roma e al Paese, che si rispetti di più la capitale e la sua storia, se una classe dirigente dà tutto per arrivare al traguardo, piuttosto che ritirarsi prima della partenza per manifesta inferiorità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).