Grazie, Presidente. Credo anche io che la mozione presentata dai colleghi del MoVimento 5 Stelle tocchi una questione delicata e importante che attiene ad un diritto fondamentale, il diritto all'abitazione, che deve essere riconosciuto e garantito. È un diritto che noi oggi sappiamo essere messo in discussione o comunque che rischia di essere pregiudicato dalle condizioni di crisi in cui versano il nostro Paese e le nostre famiglie.
Mi riferisco, in particolare, all'emergenza degli sfratti, che sappiamo essere una questione estremamente delicata, sulla quale il Governo si sta impegnando con misure di cui dirò in seguito, e all'abitazione principale di proprietà quando questa rischia di essere aggredita dai creditori delle famiglie in difficoltà. Noi sappiamo che, purtroppo, questa condizione di difficoltà delle famiglie è sempre più diffusa in ragione della crisi economica iniziata alcuni anni fa e di cui solo oggi vediamo spiragli di conclusione.
Sappiamo – sono i dati della Banca d'Italia che ce lo dicono – che attualmente un terzo delle famiglie italiane si è indebitato, approfittando anche dei tassi molto bassi per la sottoscrizione di mutui e finanziamenti, per l'acquisto di beni e servizi e che molte di queste famiglie sono in difficoltà oggi a restituire questi finanziamenti a cui hanno avuto accesso a causa del rallentamento della dinamica dei redditi, dovuto alla recessione economica proseguita in questi anni.
Queste famiglie, quindi, si vedono spesso alle prese con il rischio dell'aggressione dei creditori al loro patrimonio, che per norma generale del codice civile, articolo 2740, possono aggredire l'intero patrimonio del debitore, perché la garanzia generica e generale del debitore nei confronti del creditore è formata dall'intero patrimonio. Sappiamo che all'interno del patrimonio spesso vi è anche l'abitazione principale di residenza e ciò mette a rischio e a repentaglio uno dei beni essenziali su cui si fonda anche la nostra comunità e la vita civile della nostra società, con rischi di depauperamento e di allargamento della marginalità sociale nell'ambito del nostro Paese.
Su questo, però, se vogliamo essere onesti, dobbiamo anche riconoscere che qualcosa, per tutelare le famiglie da questo rischio, è stato fatto. Intanto mi riferisco ad una norma inserita nel cosiddetto decreto del fare approvato in questa Aula ormai quasi due anni fa, norma che ha stabilito che, per i crediti di natura tributaria, l'agente per la riscossione non possa dare corso all'esecuzione, quindi all'espropriazione forzata, proprio nei confronti dell'immobile di proprietà del debitore, quando ovviamente abbia certe caratteristiche, non sia quindi un immobile di lusso e sia adibito ad uso abitativo e lo stesso debitore vi risieda anagraficamente.
È una norma quindi che tutela proprio dal rischio di espropriazione e di esecuzione forzata su un bene essenziale come la prima casa, quindi la casa di abitazione, che riguarda i crediti tributari, quindi i crediti erariali e che tra l'altro la giurisprudenza ha considerato divieto applicarsi anche alle esecuzioni, quindi ai procedimenti esecutivi già in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge e poi della legge di conversione. Per cui già per questa tipologia di crediti vi è una tutela effettiva rispetto al rischio paventato nella mozione presentata dal MoVimento 5 Stelle.
Vorrei citare in più e inoltre la legge n. 3 del 2012, cioè la legge che ha disciplinato la composizione delle crisi da sopraindebitamento, perché credo che quello sia invece lo strumento principale attraverso il quale si può cercare di contemperare in maniera equilibrata il diritto dei creditori a soddisfare le proprie ragioni nei confronti del debitore ma anche un interesse di natura generale a evitare che appunto questa crisi economica che ha aggredito così pesantemente le famiglie possa poi tradursi in un allargamento della marginalità sociale o addirittura nei rischi di caduta per le famiglie nel dramma dell'usura o in altri fenomeni analoghi che possono capitare quando ci si trova strangolati dai debiti. Allora questa legge, che disciplina il procedimento per la crisi da sopraindebitamento è una legge approvata nel 2012 che sostanzialmente consente ai privati, ai piccoli professionisti e agli enti e le società che non sono soggetti a fallimento perché non hanno i requisiti per essere fallibili, sotto la supervisione di un giudice e quando abbiano certe caratteristiche, la ristrutturazione del proprio debito. Questa legge dispone anche che nel momento in cui il privato attraverso il piano del consumatore o il professionista o l'azienda attraverso la proposta di accordo di ristrutturazione del debito, nello stesso momento in cui viene presentata questa proposta, il giudice può sospendere le procedure esecutive in atto e, all'omologazione dell'accordo, il giudice nel momento in cui omologa le interrompe definitivamente, cioè le esecuzioni non possono essere più proseguite né iniziate nei confronti del debitore. Ora a me pare che questa procedura, proprio per il fatto che è una procedura che viene attuata sotto la supervisione di un giudice che valuta le condizioni e che può agire in maniera così efficace anche nei confronti dei creditori anche bloccando l'esecuzione, sia lo strumento più adeguato e idoneo per garantire, rispetto al rischio di esecuzione forzata che incida su beni essenziali e quindi dal rischio di un'ulteriore impoverimento o un ulteriore allargamento del disagio sociale. Questo è lo strumento ideale, lo strumento che contempera in maniera efficace gli interessi sotto la supervisione di un giudice. È uno strumento che per vero fino ad oggi non ha funzionato per un motivo molto semplice, e cioè che nonostante la legge sia stata approvata nel 2012 mancavano i famosi decreti attuativi, perché noi purtroppo abbiamo questo sistema legislativo per cui approviamo le leggi e poi i decreti attuativi vengono emanati molto tempo dopo e quindi leggi anche di principio molto buone alla fine non vengono applicate, ma qui bisogna ricordare che finalmente il decreto attuativo più importante che era quello che disciplina la costituzione degli organismi di gestione e di composizione della crisi che sono organismi essenziali per queste procedure, perché sono organismi che accompagnano il debitore in questa procedura di piano di risanamento e ristrutturazione dei propri debiti, finalmente quel regolamento a gennaio è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e tutti i professionisti sanno – gli avvocati e i commercialisti sanno – che oggi quello strumento è operativo e in funzione ed è uno strumento sul quale tutte le categorie professionali stanno molto puntando.
Infatti, si riconosce a quello strumento una possibilità e un'efficacia anche appunto a tutela dei debitori che rischiano, attraverso l'esecuzione forzata e attraverso le procedure esecutive, di perdere beni essenziali. Si consente loro anche di comporre gli interessi e i propri debiti all'interno di una procedura che garantisca dai rischi che sono stati indicati. A me pare che quello sia lo strumento ideale, uno strumento molto più efficace, molto più ragionevole, molto più equilibrato rispetto a una moratoria generalizzata sulla procedura esecutiva, che è una sorta di pesca a strascico, di rete messa a strascico, che non contempera in maniera, a mio modo di vedere, corretta e ragionevole gli interessi che sono in gioco. Quello è lo strumento e io credo che il suddetto consentirà di rispondere alle legittime istanze che sono state formulate anche attraverso la mozione del MoVimento 5 Stelle. Certo, occorre monitorare, in maniera efficace e puntuale, l'andamento di questa disciplina, cioè occorre, ora che questa disciplina è effettivamente applicabile –, e credo che nella mozione che presenterà il gruppo del Partito Democratico questo sarà uno degli aspetti centrali – che il Governo monitori con grande attenzione, anche magari creando un organismo di controllo che aiuti a capire se c’è qualcosa da migliorare nella disciplina, se questa è una disciplina che funziona, se gli effetti auspicati e sperati sono stati raggiunti attraverso questa norma, ma credo che quello sia lo strumento e credo che il Governo debba impegnarsi a verificare, in maniera molto costante e puntuale, se quella è una disciplina che funziona.
Aggiungo che ovviamente questa questione che riguarda il bene essenziale dell'abitazione e quindi anche della prima casa, è una questione che coinvolge ovviamente anche su un altro versante il tema delle politiche pubbliche per la casa e anche su questo tema io vorrei ricordare che il Governo ha già messo in campo diversi provvedimenti che cercano di reiterare una risposta a un problema endemico, che riguarda il nostro Paese, ed è quello della politica per la casa, delle politiche pubbliche per la casa, che io credo possano avviare un processo di miglioramento delle condizioni in cui versa oggi il patrimonio pubblico esistente, ma anche un processo di ulteriore ampliamento del patrimonio pubblico da mettere a disposizione dei ceti meno abbienti.
Voglio ricordare in particolare alcuni provvedimenti. Intanto, ricordo il decreto-legge sull'emergenza abitativa, il decreto-legge n. 47 del 2014, orientato a dare una risposta puntuale a questo bisogno che è sempre più complesso e articolato. Ricordo i provvedimenti della cassa depositi e prestiti, che hanno messo a disposizione delle risorse molto significative, sia per l'acquisto di immobili residenziali, sia per gli interventi di ristrutturazione e miglioramento dell'efficienza energetica con priorità per giovani coppie e famiglie numerose. Ricordo che è stato previsto il rifinanziamento del fondo a favore dei mutuatari in difficoltà, quindi un fondo che cerca, facendone, come dire, carico alle casse dello Stato, di rispondere a uno di quei problemi segnalati nella mozione del MoVimento 5 Stelle, che riguarda in particolare la restituzione dei finanziamenti quando le famiglie sono in difficoltà. Credo poi che ci sia, dentro il decreto, che vi ricordavo prima, un programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Io credo che questi siano gli strumenti più corretti ed adeguati, cioè strumenti che, da un lato, sotto il profilo normativo, aiutano a gestire le crisi da sovraindebitamento delle famiglie italiane, cioè aiutano nella gestione, anche attraverso strumenti che consentono la ristrutturazione dei debiti delle famiglie; quelli sono strumenti che credo possano aiutare sotto il controllo e la supervisione del giudice, quindi con un organismo che può garantire il corretto bilanciamento degli interessi in gioco. Dall'altro lato, c’è finalmente un inizio di inversione di tendenza nelle politiche pubbliche relative alla casa, che mi pare sia in nuce in molti provvedimenti che sono stati già adottati dal Governo. Io credo, quindi, che su questi capisaldi, su queste direzioni e su queste direttrici di marcia, la mozione, che presenterà il nostro gruppo parlamentare, impegnerà il Governo a procedere ulteriormente per dare una risposta a un problema serio, reale e molto delicato, che è stato sollevato nella mozione del MoVimento 5 Stelle.
Data:
Martedì, 30 Giugno, 2015
Nome:
Alfredo Bazoli