Dichiarazione di voto
Data: 
Mercoledì, 2 Marzo, 2016
Nome: 
Maria Coscia

A.C. 3317-3345-A

Grazie, signor Presidente, sottosegretario Lotti e sottosegretario Amici, colleghe e colleghi, ci apprestiamo a votare, a mio avviso, un provvedimento di grande rilievo per il nostro Paese, perché affronta il tema del pluralismo e della libertà dell'informazione, checché ne pensino i colleghi grillini; tema cruciale per la nostra democrazia, tutelato dall'articolo 21 della nostra Costituzione. 
Si tratta di un testo unificato licenziato dalla VII Commissione dopo un lavoro molto intenso, approfondito e costruttivo, e sottolineo costruttivo, con numerose audizioni, che parte dall'esame di due proposte di legge, una del PD e l'altra di SI-SEL, e che ha coinvolto tutti i gruppi politici, anche se, ovviamente, ha visto un apporto molto più incisivo del PD e di SI-SEL. C’è stato, quindi, un grande lavoro e disponibilità all'ascolto del relatore, che, in pieno accordo con il Governo e con il supporto altamente professionale degli uffici del Governo, della Commissione e dell'Ufficio studi della Camera, ha predisposto il testo unificato e ha poi raccolto numerosi emendamenti sia in Commissione che in Aula. 
Devo dire, tuttavia, e mi dispiace, che l'unico gruppo che ha mantenuto una posizione pregiudizialmente contraria sia stato il MoVimento 5 Stelle, che pure, durante i lavori del gruppo ristretto, ha seguito con interesse l'evoluzione in positivo dell'esame del provvedimento; ma, ciò nonostante, in Aula il Movimento ha riproposto un atteggiamento di totale chiusura, riproponendo una linea già sconfitta da quest'Aula con la bocciatura della loro proposta di legge che voleva abrogare totalmente i finanziamenti a sostegno di un'informazione libera, indipendente e plurale. 
I deputati grillini, con i loro interventi sia di ieri che di oggi, hanno riproposto vecchi e stantii argomenti, privi di fondamento, bugie fantasiose, come quelle che abbiamo sentito poco fa, e argomenti assolutamente inesistenti, dimostrando di avere imparato rapidamente il peggio della vecchia politica, e cioè demonizzare l'avversario con slogan e parole d'ordine strumentali, intrise di demagogia e propaganda (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). 
Oggi è ancora più chiaro quale sia l'idea di libertà di informazione che ha il MoVimento 5 Stelle: la dittatura del blog blindato di Grillo e Casaleggio (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Cari colleghi grillini, oggi avete perso un'altra occasione importante per misurarvi seriamente con il cambiamento. Noi, al contrario di voi, vogliamo innovare e cambiare; non facciamo propaganda, ma lavoriamo per fare le riforme per il bene dei cittadini e del Paese. Come dicevo, con questo provvedimento abbiamo affrontato il tema dell'informazione con un confronto aperto, dialogando con tutti i gruppi parlamentari, rispettando le loro posizioni e ricercando punti di incontro e di sintesi, a partire dalla proposta iniziale del PD e di SEL. 
Grazie, dunque, al grande lavoro del relatore e alla disponibilità del Governo, siamo arrivati a definire un testo che riforma e innova il sistema dell'editoria, attualmente regolato da una normativa frammentata e parcellizzata, che, ahimè, aveva favorito nel passato opacità ed episodi scandalosi che questo Governo ha portato allo scoperto, ha denunciato, perseguito e sanzionato. Finalmente abbiamo un provvedimento che affronta con una visione unitaria questo tema così delicato e importante, vitale per la nostra democrazia, e cioè dall'offerta dell'informazione ai processi di distribuzione e di vendita, all'ordine dei giornalisti e ai prepensionamenti. 
Il testo unificato che stiamo per approvare prevede, infatti, misure ed interventi organici, con l'istituzione di un fondo unico sia per l'editoria che per l'emittenza radiofonica e televisiva. Il fondo viene allocato presso il Ministero dell'economia e delle finanze, ma sarà gestito per una parte dalla Presidenza del Consiglio per quanto riguarda il sostegno alle imprese editoriali no profit – no profit, cari colleghi del MoVimento 5 Stelle – di giornali quotidiani e periodici, l'attuazione di azioni di accompagnamento all'innovazione e al digitale concrete, non le chiacchiere che voi fate, gli incentivi per l'assunzione di giovani giornalisti. 
Il Ministero dello sviluppo economico, invece, gestirà i finanziamenti destinati all'emittenza radiofonica e televisiva locale. Insieme gestiranno, invece, i progetti che riguarderanno entrambi i settori. La proposta di legge, dunque, prevede la delega al Governo, ma definisce principi e criteri direttivi molto precisi affinché siano emanati, entro sei mesi dall'approvazione, uno o più decreti legislativi per la ridefinizione dei contributi diretti alle imprese editrici. In particolare, stabilisce innanzitutto l'esclusione – e sottolineo l'esclusione e, cari colleghi, del MoVimento 5 Stelle, per una volta tanto siate onesti e prendetene atto – dai contributi dei giornali dei partiti. Quindi, bando alle bugie che continuate a dire. Inoltre, stabilisce l'esclusione anche di tutte le imprese di quotidiani e periodici di gruppi editoriali quotati o partecipati da società quotate in Borsa. E ciò vale anche per i colleghi di Forza Italia. I destinatari – e sottolineo di nuovo questo aspetto – dei contributi sono imprese no profit come le cooperative dei giornalisti ed enti senza fini di lucro. Si tratta, quindi, non di grandi gruppi imprenditoriali votati al profitto, ma in gran parte di piccole imprese che editano giornali locali molto diffusi sul territorio, di periodici delle minoranze linguistiche, di tutte le minoranze linguistiche, di giornali in lingua italiana diffusi all'estero tra le nostre comunità di migranti, di giornali per ipovedenti e non vedenti, di giornali di associazioni di consumatori. 
Tra i requisiti fondamentali per accedere ai contributi c’è quello di adempiere regolarmente agli obblighi derivanti dall'applicazione dei contratti collettivi di lavoro. Sono previsti, poi, altri interventi che io voglio ancora sottolineare: criteri premiali per l'assunzione a tempo indeterminato di giovani giornalisti e non, di età inferiore a 35 anni, nonché azioni di formazione e aggiornamento del personale; incentivi per investimenti in innovazione digitale dinamica e multimediale, anche attraverso la previsione di modalità volte a favorire investimenti strutturali in piattaforme digitali avanzate comuni a più imprese editrici autonome e indipendenti. Quindi, si lavora appunto per accompagnare questi processi di cambiamento e di innovazione; infine, anche quello di aiutare nuove imprese con finanziamenti di progetti innovativi. 
Poi si affronta anche, come dicevo prima, il tema della rete di vendita, le edicole per intenderci. C’è stato in Commissione, come ricordava la collega Pannarale, un dibattito attento e approfondito che ha portato a definire criteri direttivi per la delega finalizzati ad accompagnare il processo di liberalizzazione in corso, che, come voglio ricordare, ci viene imposto dalla Comunità europea. Con queste norme, appunto, vogliamo mitigare gli effetti negativi che si sono fin qui riscontrati assicurando agli operatori parità di condizioni, quindi sia alle edicole che agli altri venditori anche di altri prodotti. Ma c’è di più, per quanto riguarda le edicole, in accordo con le regioni, è previsto che possano esse stesse ampliare la loro capacità di vendita anche a nuovi prodotti e servizi. 
Per quanto riguarda i giornalisti, i temi affrontati riguardano in particolare i prepensionamenti e il loro ordine nazionale. Qui vado rapidamente, signor Presidente: il progetto di legge prevede di ridurre il numero dei consiglieri nazionali per renderlo più agile ed efficace. Quindi, ridurlo a 36 membri, mentre oggi sono ben 156 e prevedendo la presenza di due terzi di giornalisti professionisti e un terzo pubblicisti. Si prevede l'adeguamento del sistema elettorale e, infine, anche la semplificazione della normativa che riguarda i procedimenti disciplinari. 
Insomma, Presidente, in conclusione, voglio dire che con questo testo unificato affrontiamo finalmente in modo organico e innovativo questo tema così rilevante per la democrazia del nostro Paese. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).