Data: 
Martedì, 31 Marzo, 2015
Nome: 
Anna Maria Carloni

Grazie Presidente. Nonostante l'ora tarda, io vorrei portare l'attenzione su un tema che è stato veramente molto discusso nelle Aule parlamentari: gli OPG, gli ospedali psichiatrico-giudiziari, o per meglio dire, i manicomi criminali, che ancora oggi, dopo trentasette anni dalla legge Basaglia, permangono nel nostro ordinamento. Oggi, ma non sarà più così domani, con il superamento per legge degli OPG. Quella di domani è per questo una giornata veramente importante. Con il superamento degli OPG possiamo ben dire che realizziamo un passo in avanti di civiltà giuridica, e sociale, nel segno della dignità umana e di tutti quei principi di uguaglianza, solidarietà, tutela della salute, sanciti dalla nostra Costituzione e dai trattati internazionali. Si tratta di un'altra tappa del pensiero lungo di un grande italiano, quale è stato Franco Basaglia, che per primo ci ha insegnato a non guardare mai più solo alla malattia, ma prima di tutto al malato, alla sua unicità, alla sua dignità. Certamente, non dobbiamo guardare a questo traguardo raggiunto, con molto ritardo, come a una meta definitiva. Restano aperti, infatti, molti problemi, ma io penso e credo che a tutti questi problemi, da domani, possiamo guardare con fiducia e con ottimismo. Quello che viene in luce, sancito con il superamento di ogni OPG, è che chi soffre di disturbi psichici ha diritto ad essere curato e che per questo non sarà più condannato a vivere in una cella con un poliziotto affianco, ma al suo fianco dovrà trovare operatori sociali e operatori sanitari. Mi rendo conto che a quest'ora bisogna concludere. Restano, dunque, molti problemi aperti per noi legislatori, innanzitutto dobbiamo garantirci che non vengano più fatti ricoveri all'interno degli OPG come purtroppo sta accadendo. Ancora ieri, a Napoli, ho verificato personalmente due ricoveri che, a distanza di due giorni dalla chiusura non dovevano essere effettuati, per reati di assoluta lievità. E poi cambiare il codice penale, cancellare per sempre la vergogna e l'idea di una pericolosità sociale che motiva l'ergastolo a vita come è stato in questi anni.