Signor Presidente, la situazione in Burundi dove è in atto uno scontro politico-istituzionale sta diventando sempre più preoccupante. Le Nazioni Unite hanno nominato un inviato speciale, mentre la Francia ha presentato all'ONU una bozza di risoluzione nel tentativo di far uscire il Paese dalla violenza. Si calcola che in questi ultimi mesi siano state uccise ancora 240 persone e oltre 200 mila siano quelle che sono fuggite.
La settimana scorsa, il presidente del Burundi aveva ordinato alle forze di sicurezza di usare qualsiasi mezzo per mantenere l'ordine, ma sono molte le denunce di cittadini che accusano proprio le forze di sicurezza degli omicidi e di incitamento all'odio, mentre la libera stampa è imbavagliata. La comunità internazionale non è ancora in grado di frenare la spirale di violenza e a trovare vie politiche condivise per uscire dalla crisi. C’è una bozza di risoluzione ONU predisposta, appunto, dalla Francia e tale evoluzione preoccupa non solo per le gravi conseguenze sulla popolazione locale, ma anche per le ripercussioni che possono interessare l'intera area dei Grandi Laghi nei prossimi mesi, quando anche il Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo saranno chiamati alle urne per le elezioni.
Il timore è quello di veder scoppiare una violenza su larga scala, in un Paese che, nel suo recente passato – si pensi alla guerra civile scoppiata nel 1993 e conclusa solo nel 2000 con l'accordo di pace siglato alla presenza di Nelson Mandela – ha contato oltre 300 mila morti.
Chiediamo, pertanto, che il Governo possa riferire in Commissione esteri aggiornandoci su tale situazione e per sapere quali iniziative siano state assunte o si intendano assumere in sede internazionale per evitare disastri umanitari e per salvaguardare i nostri connazionali e chi opera nel volontariato in quei territori.
Data:
Mercoledì, 11 Novembre, 2015
Nome:
Ernesto Preziosi