Discussione sulle linee generali
Data: 
Lunedì, 21 Settembre, 2015
Nome: 
Chiara Scuvera

A.C. 3012-A

Grazie, Presidente. Recentemente dal Festival dell'economia di Trento Stiglitz ci ha ricordato una verità che conosciamo bene e che credo stiamo cercando di affrontare, cioè come il tasso di disuguaglianza nel nostro Paese sia fortissimo, sia inaccettabile e sia un freno alla crescita. È ormai un'opinione che si sta diffondendo, quindi non è più un'opinione esclusiva della sinistra, quella che la disuguaglianza generi freni per il sistema economico e per la competitività di un Paese. La disuguaglianza, in particolare nel nostro Paese, è determinata proprio dalla scarsa diffusione delle opportunità e anche dalle barriere di ingresso al mercato. 
Impedire che le opportunità e anche l'ingresso al mercato, quindi le opportunità in economia, si concentrino in capo a pochi – e mi riferisco anche alle opportunità dell'innovazione, quelle che sono collegate all'economia della conoscenza – significa porre le basi per la redistribuzione. Giustamente, l'onorevole Taranto diceva che liberalizzare non è fare liberismo, ma il contrario. 
Quindi, è importante, nel disegno complessivo di fare dell'Italia un Paese più giusto, avere raggiunto questo obiettivo, ossia l'obiettivo di una prima legge annuale della concorrenza, inaugurando, secondo l'aspirazione europea della better regulation, interventi periodici di abbattimento di barriere e di ostacoli per competere. Questo, soprattutto con riferimento al rafforzamento della posizione di soggetti meno forti: il giovane o la giovane professionista, il cittadino che chiede un'informazione accessibile alla sua banca, l'operatore culturale indipendente. 
Questo provvedimento è tra quelli che più incidono sulle scelte quotidiane delle persone e, quindi, a maggior ragione, come sottolineava l'onorevole Martella, ne abbiamo affrontato l'esame non con l'approccio del mero adempimento rispetto alle segnalazioni delle autorità o alle raccomandazioni dell'Unione europea, ma compiendo delle scelte politiche. 
In questo senso sono stati molto preziosi il confronto e il dialogo costante tra i relatori, il Governo e i componenti delle Commissioni. 
Credo che le Commissioni abbiano svolto un lavoro emendativo importante – è stato già ricordato dettagliatamente nei precedenti interventi – sul tema delle assicurazioni, per esempio, con la soppressione di determinate condizioni, come la rinuncia alla cessione del credito, cui legare lo sconto significativo al prezzo della polizza; così come sui servizi professionali, affermando, da un lato, nelle società tra avvocati la governance dei soci professionisti e, dall'altro, mantenendo la competenza notarile per le compravendite immobiliari di valore catastale non superiore ai 100 mila euro, a vantaggio della legalità e della trasparenza del mercato. 
Importanti sono le norme relative ai diritti dei consumatori nelle comunicazioni, ma vorrei evidenziare due norme che forse possono sembrare minori e che, invece, secondo me, danno il senso di un'inversione di rotta rispetto a politiche su cui, forse, si è investito poco negli ultimi anni, cioè la norma per evitare posizioni dominanti nel mercato della distribuzione cinematografica e quella che fa rientrare i velocipedi tra i mezzi che possono effettuare servizi pubblici non di linea di noleggio con conducente. Perché cito questi interventi ? Perché, appunto, possono sembrare minori, ma rappresentano un'apertura rispetto al sostegno dell'impresa culturale e alla green economy, rispetto alla quale ci vuole, forse, un salto di qualità anche nell'azione di Governo. 
Certamente questa legge annuale non è un intervento avulso dal contesto delle riforme; è evidente che, senza una pubblica amministrazione più semplice e più efficiente, senza continuare sulla strada della riduzione della pressione fiscale per le imprese e, appunto, senza mettere in campo una riconversione della nostra economia in senso più innovativo, in senso verde e sostenibile, una legge per la concorrenza, qualsiasi legge per il mercato e la concorrenza non colpirebbe nel segno. Quindi, è essenziale proseguire con le riforme istituzionali, attuare la riforma della PA e alleggerire il carico fiscale per le imprese; l'impegno del Governo è nei fatti. 
Non c’è poi effettiva e leale concorrenza senza responsabilità sociale di impresa. Credo che l'intervento dei Ministri Martina e Orlando per contrastare il caporalato possa annoverarsi tra quelli orientati a sostenere la leale concorrenza e, nel 2016, il Parlamento e il Governo saranno chiamati a recepire la direttiva comunitaria in materia di responsabilità sociale, da cui deriverà la trasparenza delle informazioni, non solo nelle grandi imprese, per esempio rispetto alla tutela dei diritti del lavoro, ma rispetto ad intere filiere. 
In sede referente, inoltre, ho annunciato un ordine del giorno sul tema della disciplina fiscale e tributaria delle STP (società tra professionisti) per consentire soprattutto ai giovani professionisti di dare vita ad aggregazioni che possano competere con le realtà più consolidate, superare la doppia fatturazione, studiare un meccanismo di neutralità fiscale per lo Stato che consenta di conciliare la disciplina del reddito di impresa con quella del reddito da lavoro autonomo. Infatti, è essenziale che si proceda a un chiarimento e anche a un'interpretazione autentica rispetto ai diversi orientamenti – ci sono anche degli orientamenti ben precisi dell'Agenzia delle entrate – per dare più opportunità reddituali a nuovi soggetti e welfare alle donne professioniste; crediamo che in questo senso sia urgente un intervento sulla disciplina fiscale delle cosiddette partite IVA; speriamo di poterlo fare nella legge di stabilità, affinché il lavoro intellettuale possa competere davvero sul mercato. 
Presidente, questo disegno di legge, per sua stessa natura, non è né definitivo né monumentale. 
Certamente, si può fare di più, ad esempio, sulla questione della liberalizzazione dei farmaci di fascia C. Come diceva l'onorevole Taranto, va governata con particolare attenzione la fase del superamento del regime di maggior tutela nei settori del gas e dell'energia elettrica. 
Credo di poter affermare con serenità che quello svolto in Commissione sia stato un lavoro di buona politica, una prova di buona politica, per il dialogo significativo tra le diverse forze politiche, con scelte tese a tutelare l'esercizio della cittadinanza e non i domini o le rendite (Applausi dei deputati del gruppo del Partito Democratico).