Onorevole Presidente, onorevole sottosegretario, onorevoli colleghi, il 2016 è stato un anno di grande incertezza e di grande crisi internazionale. Le ultime settimane hanno ulteriormente peggiorato la situazione, con una serie di tragici eventi in una tragica successione, con sangue e violenza, battuti su tanti luoghi, in tanti Paesi, in senso globale, mettendo in discussione la stabilità generale e i rapporti tra Paesi, creando un clima di tensione e di forte preoccupazione nei cittadini europei e non, anche e soprattutto in Italia. I nuovi protagonismi internazionali di alcuni Paesi, con atteggiamenti di stampo muscolare e aggressivo, come quelli della Russia o della Turchia, oppure l'impegno in azioni unilaterali, come quelle della Cina, rendono complesso e difficile da leggere il contesto, gettando le ombre sullo scenario internazionale e la sua stabilità.
Questo stato dell'arte della politica internazionale crea un clima di incertezza, ma anche di sfiducia dei cittadini verso le classi politiche e di governo, verso le quali c’è un'attesa di risposte e di azioni volte ad affrontare la crisi. È obbligatorio da parte nostra, membri del Parlamento ed impegnati in Commissione affari esteri, rispondere opponendo un'analisi lucida e razionale, improntata ai nostri valori, alle nostre tradizioni democratiche e solidali. Dobbiamo dare il nostro contributo al fine di elaborare e condividere una strategia comune e unitaria di gestione della crisi, che tenga conto delle sfide economiche in corso, opponendo politiche comuni per far fronte ad eventi come quelli della Brexit o l'emergenza migratoria dall'Africa verso il nostro Paese oppure dalla via balcanica verso l'Europa, e per reagire ad attacchi terroristici che colpiscono tutti i Paesi, ma anche la Francia, la Germania, in scenari a noi vicini e familiari, mettendo in discussione il nostro modo di vivere e di sentirci liberi, ed i nostri valori di fiducia nel prossimo e di convivenza civile.
Ricordiamo che l'Italia ha pagato un tributo di vittime negli attentati di Nizza e di Dacca e che è ancora vivo lo shock per i fatti di sangue avvenuti in chiesa in Normandia, fatti ai quali ieri è stata opposta una reazione innovativa e civile, che ieri ci ha colpito molto, con le comunità musulmane e, in alcuni casi, gli stessi imam e le loro famiglie impegnati ad essere presenti in varie città e in varie chiese, in Italia e in Francia, durante le funzioni, in un gesto di presenza solidale che prende le distanze dal terrorismo jihadista e cieco che vuole separare e distruggere, temendo le risposte unitarie.
Atteggiamento, quello delle comunità musulmane, da incoraggiare, perché, a nostro avviso, rappresenta un progresso. In questo senso, se, da un lato, è vivo il dibattito interno al nostro Paese intorno a questo gesto delle comunità musulmane, dall'altro, ancora una volta, si può notare come la politica estera e la sua gestione abbiano un impatto immediato sulle nostre vicende interne, sulla vita di tutti i giorni e sulla convivenza. Occorre, quindi, prendere in mano la gestione della politica estera e sostenere dal Parlamento il Governo italiano in un impegno rinnovato a sostenere la rule of law a livello internazionale per continuare a costruire un ordine mondiale basato sul rispetto dei diritti umani, sulla libertà dei popoli e sulla risoluzione democratica e pacifica delle controversie. È chiaro come sullo sfondo di tutto questo ci sia necessariamente la richiesta di impegnarsi anche per l'abbattimento delle disuguaglianze e per un'opera di redistribuzione più equa delle risorse, nel senso anche di un ripensamento delle politiche di austerity che hanno caratterizzato l'Unione europea.
I prossimi anni saranno anni molto importanti per il nostro Paese: nel 2017 presiederemo il G7 e saremo presenti come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza ONU, mentre nel 2018 presiederemo l'OSCE. L'Italia, quindi, si appresta ad assumere un ruolo di guida a livello internazionale ed è giusto che il Parlamento si assuma le sue responsabilità, interloquendo con il lavoro del Governo e supportando il dibattito fra le forze politiche su temi di politica estera, in modo da coinvolgere, informare e rendere più consapevoli i cittadini delle strategie per far fronte alla crisi internazionale. In questo senso, desidero preannunciare la presentazione di una mozione da parte delle forze politiche di maggioranza per sostenere un impegno italiano sui vari problemi internazionali aperti in Europa e nel resto del mondo.
I punti salienti della mozione partono dal contesto internazionale. A tale riguardo, occorre ricordare e menzionare la situazione dei conflitti in Libia e il tentativo di ricostruire le istituzioni libiche in cui è molto impegnato anche l'Italia, gli effetti degli attentati jihadisti in Europa e in Asia e il loro impatto sui nostri problemi interni, le conseguenze dell'uscita dall'Unione europea del Regno Unito, il tentativo di golpe in Turchia e la violenta repressione che getta nello sconcerto chi assiste a questi eventi. Tutti eventi che rendono noi e il Mediterraneo uno dei centri nevralgici delle tensioni internazionali, acuite, molto recentemente, anche dal ruolo della Turchia nella politica migratoria e dalle recentissime insicurezze che una rottura potenziale fra l'Unione europea o fra la Germania e la Turchia avrebbe in termini di impatto sui flussi migratori, ben sapendo che non si può derogare al nostro ripudio della tortura e al rispetto dei diritti umani in nessun caso.
In Europa dovremo gestire il tema dell'immigrazione, del rapporto con la Turchia e dell'uscita del Regno Unito, con il suo impatto sulle istituzioni europee, con uno sguardo al ripensamento sulle politiche di austerity europee per recuperare i valori fondanti dell'Unione europea, valori in cui anch'io ho sempre creduto e tutti noi abbiamo creduto nel passato, costruendo questa Unione europea così com’è oggi: solidarietà, democrazia, certezza del diritto e pari opportunità. È chiaro che per il futuro dovremo lavorare per il rafforzamento delle politiche di difesa europea ed è importante stimolare il Governo a rendere questo un atto prioritario per la nostra politica estera. Il vertice NATO dell'8 e 9 luglio ha affrontato non solo il tema della crisi a est, verso la Russia, ma anche i temi dell'immigrazione e della sicurezza rispetto al terrorismo internazionale che caratterizzano il fianco del sud. In questo senso, occorrerà dare maggior sicurezza al Mediterraneo e la nuova missione Sea Guardian si occuperà di questo. È da notare che la dichiarazione congiunta Unione europea-NATO, storica, così come è stata definita per garantire una maggiore cooperazione tra le due organizzazioni in tema di cyber sicurezza, sicurezza marittima, esercitazioni comuni, è da prendere con grande favore.
Sul tema della migrazione l'Italia manterrà un ruolo guida sul tema del Sud e del Mediterraneo, sostenendo il Migration Compact che deve essere una risposta fondata su un partenariato strategico con i Paesi del Sahel e dell'Africa subsahariana che rappresentano le maggiori sorgenti dell'immigrazione dall'Africa. Ricordo, a tale proposito, che qui a Roma c’è stata la prima Conferenza ministeriale Italia-Africa nel maggio 2016 su questo tema. Nella lotta al terrorismo jihadista sono importanti sia l'azione militare sul campo della coalizione anti Daesh sia il lavoro con le comunità musulmane a cui ho già accennato. Occorre un coinvolgimento delle comunità che si attivino e si esprimano chiaramente per una netta condanna degli atti terroristici e di violenza, isolando i fiancheggiatori del terrorismo e combattendoli senza ambiguità. Questo è quello che si aspettano i cittadini italiani. Le azioni di addestramento dei soldati di polizia iracheni sono fondamentali, l'Italia deve continuare a dare il suo contributo proseguendo nella tradizione dicapacity building delle istituzioni. Non dimentichiamo il fronte dello Yemen dove sono in corso iniziative dell'ONU per far fronte all'iniziativa umanitaria e per contrastare la presenza di gruppi jihadisti, sostenendo l'avvio di una transizione politica in attuazione della risoluzione 2216.
L'Italia, quindi, deve rendersi responsabile e farsi promotrice di un Migration Compact per reperire risorse e fonti di finanziamento, al fine di sviluppare accordi di partenariato; deve proseguire nello sforzo di far concentrare l'interesse e l'attenzione verso il Mediterraneo, i flussi migratori e le tensioni che lo attraversano, anche orientando nuove azioni dell'Alleanza atlantica in tal senso. Infine, per chiudere questa carrellata di azioni che noi proponiamo al Governo, per quanto riguarda la Russia, l'impegno deve essere quello di sostenere le iniziative volte ad attuare gli accordi di Minsk, in modo da rendere sicura la stabilità dell'Ucraina e per ripristinare le normali relazioni economiche e commerciali fra l'Italia e la Russia.
Concludo, ringraziando per l'attenzione su questa discussione di politica estera, sulla mozione che verrà presentata anche dalle forze di maggioranza, auspicando una discussione fruttuosa su questi temi, perché io credo che i cittadini si aspettino da noi parlamentari un impegno anche maggiore su questi temi che non sono più vissuti come lontani o nelle stanze dei bottoni, ma sono vissuti come vicini a causa delle tensioni che tutti i giorni i nostri cittadini vivono in questa situazione di incertezza.
Discussione sulle linee generali
Data:
Lunedì, 1 Agosto, 2016
Nome:
Maria Chiara Carrozza