Presidente, approda in Aula un provvedimento molto sentito, voluto dalla nostra comunità, perché interessa i piccoli comuni. In Italia, su 8 mila comuni, circa 5 mila hanno meno di 5 mila abitanti e lì risiede il 20 per cento dei cittadini. In Sicilia, su 329 comuni, 205 sono piccoli comuni e vi risiede il 10 per cento della comunità.
È un disegno fortemente voluto dal mondo della cultura e dell'informazione. Ricordo un inserto del Corriere della Sera: «La piccola grande Italia». È stato voluto fortemente da Legambiente, che ha portato avanti una forte campagna, e, più volte, nelle precedenti legislature e nell'attuale legislatura, il collega Ermete Realacci si è fatto promotore di proposte che speriamo in questa legislatura abbiano un esito positivo.
Io voglio, però, partire dalle difficoltà che hanno queste comunità. Sono le difficoltà della quotidianità: in questi comuni è difficile trovare la posta funzionante, è difficile che ci sia un'edicola con le testate giornalistiche nazionali, a volte è difficile anche fare benzina, per non parlare della scuola. Si è aperto il nuovo anno scolastico e abbiamo assistito – per questo abbiamo, in alcuni casi, protestato – alla riduzione delle classi, alle multiclassi. Tanti bambini debbono recarsi in comuni limitrofi anche per frequentare le scuole dell'obbligo. Io credo, quindi, che, partendo dalla quotidianità, si debba, però, mettere l'accento sul problema vero che hanno i piccoli comuni ed è il problema demografico, anche al sud. La SVIMEZ si ci dice che quella che era la culla d'Italia, il Mezzogiorno, ora si è fermata nella natalità. Anzi, in maniera simbolica, si dice che in quel territorio scompare una città media, perché tanti giovani debbono lasciare le comunità meridionali per trovare lavoro altrove.
Sottolineate queste difficoltà, però, io convengo con ciò che è stato detto dai colleghi del Partito Democratico: i piccoli comuni sono la spina dorsale del Paese, sono i luoghi dove è presente identità, cultura, dove c’è civismo. È da lì che dobbiamo ripartire se dobbiamo ricostruire il Paese. In tal senso, io credo si debba pensare a un'ipotesi di sviluppo. Si è parlato di una agricoltura sostenibile. Io credo che, anche nei mesi scorsi, la nostra battaglia, quella che abbiamo fatto per difendere il prezzo del grano duro, che, in modo particolare, arriva proprio dalle aree interne di alcune regioni meridionali, abbia avuto il significato di ribadire l'importanza di alcune produzioni. Vi è la necessità che venga fronteggiata anche una spinta speculativa di coloro i quali, per favorire una certa industria agroalimentare, hanno voluto che arrivasse grano da oltreoceano, creando difficoltà ai produttori proprio delle are interne. Così come non c’è dubbio – è stato detto, io lo voglio ribadire – il pregio ambientale e architettonico di alcuni centri storici può favorire un certo tipo di turismo alternativo, ma per fare questo è necessario – come ha più volte sostenuto il nostro Presidente del Consiglio, anche a seguito dei problemi e dei disastri che abbiamo avuto – rafforzare le politiche del consolidamento del territorio. Mi avvio alla conclusione. Io ho voluto ribadire l'importanza dello sviluppo che possono avere questi territori, ma proprio per questo si deve porre il problema della raggiungibilità di queste comunità, anche perché chiudono stazioni ferroviarie, diminuiscono anche le autolinee private, la rete stradale è una rete vetusta, a volte dissestata, bisogna difendere in quelle comunità i presidi che ci sono di salute; non è campanilismo difendere in un'area disagiata un ospedale con il pronto soccorso. Ma se dobbiamo ipotizzare uno sviluppo, dobbiamo superare le difficoltà della quotidianità; non deve essere un'impresa trovare un ufficio postale in cui ritirare una raccomandata, non deve essere un'impresa trovare un giornale a testata nazionale in un'edicola; sono questi i problemi che, se superati... È per questo che innanzitutto bisogna dare in quelle comunità dei diritti di cittadinanza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Discussione sulle linee generali
Data:
Lunedì, 26 Settembre, 2016
Nome:
Giovanni Burtone