Data: 
Lunedì, 21 Dicembre, 2015
Nome: 
Giampiero Giulietti

A.C. 3495

Grazie Presidente. Ho esaminato con attenzione le due questioni pregiudiziali presentate dal gruppo del MoVimento 5 Stelle e da quello della Lega Nord. Conosciamo tutti bene l'articolo 77 della Costituzione, così come l'articolo 15 della legge n. 400 del 1988, che, al terzo comma, stabilisce che i decreti devono contenere misure di immediata applicazione, con un contenuto specifico e corrispondente al titolo. Il decreto-legge n. 185 del 2015, sul quale sono state presentate le questioni pregiudiziali di costituzionalità, reca appunto misure urgenti per interventi sul territorio, proroga del termine per l'esercizio delle deleghe per la revisione della struttura del bilancio dello Stato, nonché per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento del bilancio di cassa. Secondo l'articolato emerge con chiarezza la rispondenza tra titolo e disposizioni relative ed è indubbio che il decreto si occupi di temi urgenti e indifferibili. Cito, ad esempio, l'articolo 1 che si riferisce al programma di bonifiche ambientali e rigenerazione urbana del comprensorio Bagnoli Coroglio di Napoli, oppure l'articolo 2 dove si prevede un piano straordinario di interventi di smaltimento di ecoballe e rifiuti e bonifica dei siti. Il fatto che il problema sussista dal 2000, come sottolinea la Lega Nord, rende più drammatica e urgente la vicenda e ricordo che tra il 2000 e il 2009 la Lega Nord, per sei anni, è stata al Governo del Paese, forse avendo in poca considerazione tale problema. Ancora, vi è l'incremento della dotazione del Fondo nazionale per le emergenze, le attività di valorizzazione delle aree in uso alla società Expo S.p.A., il fondo per la realizzazione degli interventi per il Giubileo della Misericordia ed il relativo piano di impegno delle Forze armate e di polizia ed infine l'incremento del Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, da destinare in larga misura al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga e altri provvedimenti di carattere sociale. 

Nella mozione del gruppo MoVimento 5 Stelle si fa esplicito riferimento alla sentenza n. 171 del 2007 della Corte costituzionale. Il fatto che ha investito la Consulta del problema proviene da un'ordinanza di remissione della corte di Cassazione in riferimento al decreto legge 29 marzo 2004 n. 80 dettante Disposizioni urgenti in materia di enti locali e presentato dal Governo Berlusconi. Il decreto in questione escludeva che il peculato d'uso costituisse causa di incandidabilità alla carica di sindaco e poi alla decadenza della stessa. Il richiamo di tale sentenza è evidente che non abbia attinenza rispetto al decreto in discussione. Il decreto n. 185 del 2015 certamente è conforme ai rigorosi criteri in materia della Corte costituzionale espressi da ultimo nella sentenza n. 32 del 2014.
Si rappresenta, inoltre, che la stessa Corte costituzionale ha tenuto a ribadire, con la sentenza n. 22 del 2012, come l'intrinseca coerenza delle norme contenute in un decreto-legge sia deducibile non solo dal punto di vista oggettivo e materiale, ma anche da quello funzionale-finalistico. La Consulta afferma che situazioni straordinarie complesse e variegate richiedono interventi oggettivamente eterogenei, afferenti quindi a materie diverse ma indirizzate all'unico scopo di affrontare rimedi a situazioni straordinarie venutesi a determinare. Aggiungo, inoltre, che alcune questioni trattate nel decreto mettono in evidenza la necessità di rispondere a procedure di infrazioni europee in corso verso il nostro Paese nelle tematiche ambientali. Le questioni pregiudiziali presentate, in tutta evidenza, non hanno ragion d'essere e, se mi posso permettere, il ricorso alle questioni di pregiudizialità costituzionale viene troppo spesso usato come strumento di battaglia politica e parlamentare piuttosto che a tutela e rispetto delle norme costituzionali. Questo è certamente una mancanza di rispetto verso il Parlamento e verso tutti i cittadini. Per qualcuno, quando si è al Governo, si possono modificare con decreto-legge le cause di incandidabilità, anche se si tratta di reato di peculato, poi, quando si è all'opposizione, chi governa non può affrontare quelle emergenze nazionali alle quali, per troppi anni, non è stata data risposta. Appare chiaro, quindi, come le questioni pregiudiziali presentate siano, per il Partito Democratico, da rigettare con forza.