Discussione generale
Data: 
Lunedì, 11 Settembre, 2023
Nome: 
Arturo Scotto

A.C. 1364

Grazie, signor Presidente. Ascoltando anche la relazione dell'onorevole Schifone, mi domando questo, ed è il punto su cui, secondo me, dobbiamo capire se siamo d'accordo o no quando ci interroghiamo e interveniamo come legislatori e come Governo su temi così rilevanti, che incrociano la vita di milioni di lavoratori e lavoratrici in questo Paese. Dobbiamo metterci d'accordo se reputiamo che gli eventi che sono alla base di questo provvedimento, il caldo, sono eccezionali o sono eventi ordinari in un tempo che sta cambiando. È un tempo che sta cambiando che interroga non soltanto i settori più avvertiti dell'ambientalismo, ma interroga il mondo del lavoro e anche il Papa, che annuncia la scrittura della seconda parte dell'enciclica Laudato si' e dice: “Il grido dei poveri e il grido della terra sono la stessa cosa”, ovvero la domanda di giustizia sociale e di giustizia climatica non possono essere considerate qualcosa di separato o di non profondamente intrecciato.

Per questo il provvedimento che andiamo a discutere e a votare è un provvedimento parziale, perché, secondo noi, parte da un presupposto sbagliato o, meglio, da un'omissione, cioè che quest'anno si interviene e l'anno prossimo chissà. Ma noi ci troveremo sempre di più a fare i conti, qualora non ci sia una presa di coscienza vera delle classi dirigenti, che ci troviamo di fronte non all'eccezionalità ma all'ordinarietà e a fare i conti con eventi climatici drammatici che incidono innanzitutto su chi lavora: su chi lavora in un cantiere, su chi lavora a raccogliere la frutta o la verdura, su chi porta una pizza con una bicicletta ed è un rider. Ricorderete - il Presidente ricorderà benissimo. meglio di me - che uno dei film fondamentali e decisivi della cinematografia italiana, quello che è studiato in tutte le principali accademie, quello che viene considerato il caposaldo del neorealismo italiano, è Ladri di biciclette. Ladri di biciclette è il capolavoro di De Sica, ma è una fotografia sul lavoro: è la fotografia di che cosa era la bicicletta, di come quel mezzo fosse l'unico strumento nelle mani di un povero padre di famiglia che doveva portare il pane a casa e che, quando la perde, perde la vita, perde il lavoro, la dignità e la prospettiva per la propria famiglia.

Che cosa mi colpisce oggi, quando parliamo di lavoratori delle piattaforme? Che siamo tornati alla bicicletta. Siamo tornati alla bicicletta come strumento fondamentale e decisivo non per mettere il pranzo con la cena, perché non ci si riesce, come lei ben sa, ma per provare almeno a raccattare un po' di soldi e avere la sensazione di essere utili. Quando noi abbiamo visto le immagini di Genova di qualche settimana fa, di fronte, anche qui, a un fatto inusuale, per cui non possiamo considerarlo eccezionale ma ordinario, cioè quel nubifragio e quelle immagini incredibili di quel lavoratore sulla bicicletta che prova a sfidare la pioggia, a sfidare una strada inondata e, dunque, a rischiare la vita per portare qualche pizza a casa di ciascuno o di ciascuna di noi, allora ci rendiamo conto che, di fronte a un progresso che noi abbiamo reputato, nel corso degli anni, eccezionale e persino di fronte a una tipologia di lavoro che passa per le piattaforme, per l'algoritmo, per il massimo del potenziale della modernità, quel lavoratore porta le pizze per noi per qualche soldo e lui in questo decreto non c'è, di lui non vi è traccia. Voi date la cassa integrazione - io dico giustamente - ai lavoratori esposti al caldo in alcuni settori precisi e, infatti, l'onorevole Schifone parlava di lavoratori dell'agricoltura a tempo indeterminato. Signor Presidente, per suo tramite mi consenta di informare l'onorevole Schifone che i lavoratori a tempo indeterminato nell'agricoltura, nella stagione estiva, nei fatti si possono contare su poche dita della mano. Parliamo del lavoro stagionale e il lavoro stagionale non è coperto in questo provvedimento. Possiamo parlare, visto che l'avete fatto voi nel decreto Lavoro, dei voucher nel lavoro agricolo, voucher che avete speso per imprese fino a 25 dipendenti con la soglia di 15.000 euro. Insomma, signor Presidente e signori del Governo, di che cosa stiamo parlando? Il lavoro nell'agricoltura esposto al caldo è quello lì e non è coperto da questo provvedimento, così come non sono coperti i rider e così come non sono coperti i lavoratori fragili.

Allora, io faccio una proposta, perché noi appoggiamo tutti i provvedimenti che vanno nella direzione, comunque, di una copertura maggiore nei confronti dei lavoratori, anche se qui parliamo di un provvedimento praticamente a costo zero, onorevole Presidente. Noi, che vogliamo votare questo provvedimento, avanziamo questa proposta: facciamo insieme - ci sono gli emendamenti - un'operazione per coprire i lavoratori fragili e i rider che non sono coperti da questo provvedimento. Il decreto scade il 26 settembre. Siamo ancora nelle condizioni, in una mezza giornata, di rimandarlo al Senato e di cambiare il segno di questo decreto e dire a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori di questo Paese che lo Stato, di fronte a eventi climatici che noi non consideriamo eccezionali ma che consideriamo ordinari, può intervenire e può cambiare il decreto.

Mi fermo qui soltanto per fare due appunti non polemici, signor Presidente, ma che, in qualche modo, ci consegnano un dato oggettivo di questa realtà. Il primo è che si interviene a luglio. A luglio ciascuno e ciascuna di noi ricorda benissimo che cosa ha combinato l'INPS, quando a un certo punto ha mandato sms a oltre 160.000 percettori del reddito di cittadinanza e ha detto loro: andate dai servizi sociali dei comuni, che sono sguarniti come è noto a tutti, e chiedete come fare per accedere all'assegno di “sopravvivenza” (io lo chiamo così), che è stato introdotto, e poi iscrivetevi a una piattaforma. Poi, se ne sono aggiunti circa altri 40.000. Siccome, come è evidente, perché basta farsi un giro in questo Paese, soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia, è difficile che d'emblée domanda e offerta si incrocino su una piattaforma e mi sembra che i numeri dei corsi di formazione siano anche abbastanza limitati, allora forse si poteva intervenire, signor Presidente, signori del Governo e onorevoli della maggioranza, con una deroga che almeno consentisse, per quelle esperienze più fragili, di non rimanere senza nessuna rete protettiva. In secondo luogo, viene rivendicata una deroga sul contributo di solidarietà per i cosiddetti extraprofitti per le aziende energetiche. Giusto o forse sbagliato.

Io penso che bisognava intervenire prima, ma se è così non capisco perché, come sempre, si danno le deroghe a chi fa i soldi e gli extraprofitti e le deroghe non si danno a quelli che non hanno la possibilità di mettere il piatto a tavola. Per questo penso che ci siano ancora le condizioni per modificare questo testo. Faccio un appello davvero accorato al Governo e alla maggioranza: proviamo almeno a intervenire su quel punto, diamo almeno la copertura a tutti i lavoratori, senza distinzione; soprattutto a quei lavoratori parasubordinati o a partita IVA che non hanno nessuna copertura e che, però, sono quelli che rischiano, o a quelli che pagate con il voucher in agricoltura oppure a quelli che hanno il contratto stagionale.

Interveniamo lì, anche perché ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza democratica, si chiama sicurezza sul lavoro. Noi abbiamo pianto i 5 morti di Brandizzo, giovedì verrà il Ministro Salvini, qui, in Aula. Ma dopo Brandizzo, che è stata una tragedia paragonabile per i numeri alla ThyssenKrupp, ne sono morti altri 20. Venti! È una guerra a bassa intensità, signor Presidente. Di fronte a questo non si può immaginare di intervenire con gli strumenti ordinari. Dunque mi auguro che ci siano ancora i margini per cambiare questo decreto; qualora non ci siano, il nostro voto sarà contrario.