A.C. 2370
Grazie, Presidente. Intervengo senza rubare troppo tempo, però, senza nemmeno banalizzare ratifiche di questo tipo. Credo sia il momento di una seria riflessione sul rapporto tra Stato e confessioni religiose, così come previsto dall'articolo 8 della nostra Costituzione. Ciò perché quanto ci viene chiesto come Aula è di rettificare un'iniziativa del Governo valutando il rispetto della Costituzione e l'interesse generale del Paese. Ecco, credo che accogliere le legittime istanze delle Assemblee di Dio - che chiedono la ripartizione delle quote non espresse dell'8 per mille e anche di poter utilizzare queste risorse a fini assistenziali e culturali - significhi proprio voler cogliere fino in fondo il senso di quell'intesa tra Stato e confessioni religiose. Questo non vuol dire alcuna invadenza da parte dello Stato nell'attività, appunto, religiosa, ma significa anche richiamare quelle realtà a concorrere al benessere generale della nostra comunità, utilizzando queste risorse in maniera specifica per promuovere assistenza, cultura, oltre che la pratica e la promozione della confessione stessa. Ecco che, allora, farlo credo sia un momento di consapevolezza che deve farci anche riflettere su qual è - nel presente e nel futuro - il rapporto tra uno Stato laico e chi professa credenze religiose sul proprio territorio.
Dobbiamo riscoprire il valore di questo profondo rispetto e accoglienza, dobbiamo ribadire l'importanza del fatto che, se vogliamo pensare ad una società futura fatta di tante sensibilità, fatta di tante culture, fatta di tante confessioni religiose, noi dobbiamo avere sempre l'accortezza di trattarle tutte nello stesso modo e di metterle tutte in condizione di valorizzare il meglio di loro stesse. Alla fine, ad essere arricchita non sarà solo l'attività delle singole comunità religiose, ma sarà l'intera Nazione.
Proprio per queste ragioni, il Partito Democratico, convintamente, esprime un parere favorevole a questo provvedimento.