A.C. 2304
Grazie, Presidente. Anche il gruppo del Partito Democratico esprime il proprio voto favorevole a questa iniziativa legislativa che ha già trovato il consenso unanime presso il Senato. Come è stato detto dalle colleghe e dai colleghi, il provvedimento interviene su un tema di grande delicatezza. Tocca da vicino la dignità delle persone, il rispetto per le vittime dei reati gravissimi e la tutela dell'accertamento della verità giudiziaria. Si tratta di una disciplina relativa alle spoglie mortali delle vittime di omicidio, in particolare riguarda i casi di femminicidio, un fenomeno troppo diffuso e drammaticamente ancora così presente nella nostra società.
Questa proposta di legge nasce dunque da esigenze concrete e dolorose che la cronaca e anche l'attività giudiziaria ci hanno restituito negli ultimi anni. Come la cronaca ci ricorda spesso, l'autore di un femminicidio si è avvalso di alcune lacune normative per disporre della cremazione del corpo della vittima. Il risultato è la dispersione di prove essenziali. Questo comporta che, a distanza di anni, non è più possibile, qualora questo si sia verificato, effettuare accertamenti sul corpo e viene compromessa anche l'attività investigativa e giudiziaria. È dunque evidente che questa proposta di legge rappresenta un provvedimento di civiltà, previene ulteriore sofferenza per i familiari e in particolare per i figli delle vittime. Il provvedimento interviene sul codice penale e sul regolamento di polizia mortuaria e introduce norme chiare e puntuali da questo punto di vista. L'indagato e il condannato per omicidio non possono esercitare alcuna facoltà sulla disposizione della salma della vittima in termini di sepoltura o in termini di cremazione. La legge riconosce quindi che la gestione della salma non può essere lasciata nelle mani di chi ha tolto la vita ad un'altra persona o è accusato di averlo fatto. È un principio di civiltà che afferma la prevalenza della dignità della persona e del rispetto per i familiari superstiti sopra ogni altro interesse di altri soggetti.
Il provvedimento introduce dunque nel codice penale il nuovo 585-bis che prevede, come pena accessoria, la decadenza dall'esercizio di ogni diritto e facoltà in materia di disposizione delle spoglie nei confronti di chi è condannato, anche a seguito di patteggiamento, per reati gravissimi, come l'omicidio doloso, ma anche l'omicidio preterintenzionale, maltrattamenti in famiglia con esito mortale, l'infanticidio in condizioni di abbandono, l'istigazione al suicidio, l'abbandono di minori o incapaci con esito letale. L'intervento non si limita dunque a casi isolati, ma considera in modo sostanzialmente organico situazioni che la pratica giudiziaria ha più volte evidenziato come problematiche. Spesso chi commette crimini familiari, in particolare il femminicidio, era titolare di diritti sulla salma della vittima.
In assenza di norme specifiche dunque avremmo assistito e abbiamo assistito anche ad alterazioni delle modalità di conservazione della sepoltura della salma, con le conseguenze negative di cui abbiamo detto in precedenza. Questa proposta si inserisce in un contesto che già è segnato dall'introduzione di strumenti analoghi. Il codice civile prevede l'indegnità a succedere o la sospensione dalla successione che è stata recentemente introdotta in favore degli orfani di crimini domestici. Qui si interviene sul diritto personalissimo, l'electio sepulchri riconosciuto dalla giurisprudenza, come parte dei diritti della personalità, tutelato dalla nostra Costituzione già agli articoli 2 e 3. Non era dunque sufficiente fare riferimento alla disciplina patrimoniale, ma era necessario un intervento specifico. La legge introduce, inoltre, importanti cautele procedurali, come il divieto di cremazione fino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna o la pronuncia della sentenza di proscioglimento.
Queste previsioni eliminano zone grigie, evitano trattamenti irragionevoli o discriminatori. Il lavoro, che era già stato svolto in Senato presso la Commissione giustizia, ha consentito di migliorare il testo, anche con il contributo delle opposizioni. Dunque, anche in ragione del proficuo lavoro che là, in quella sede, era stato svolto, il risultato finale si è presentato migliore rispetto all'iniziativa originaria.
Pertanto, come è giusto che avvenga per casi di rilevanza civile e sociale, nei quali è possibile trovare una convergenza ampia, mettendo al centro l'interesse delle vittime e la tutela della giustizia, confermiamo, come già fatto al Senato, il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico.