Discussione sulle linee generali
Data: 
Lunedì, 21 Marzo, 2016
Nome: 
Federico Gelli

 Doc. XXII, n. 62-A

Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, intervengo brevemente sul documento in oggetto in quanto riguarda la Commissione della quale sono stato chiamato a svolgere il ruolo di presidente, sia pur da poche settimane. Tuttavia, ritenevo importante intervenire, non solo per ringraziare i colleghi per la loro fiducia che mi hanno attribuito, ma anche per ringraziare il presidente uscente, Gennaro Migliore, che ha assunto un nuovo incarico nel Governo, e per esplicitare, in maniera chiara e senza dubbi, l'importante contesto e l'importante lavoro che è stato fatto in questi mesi, un intenso lavoro di questa importante Commissione, e la qualità dell'impegno profuso dai suoi componenti. 
La scelta di proporre come primo firmatario del documento di modifica alla deliberazione istitutiva nasce proprio da questa conoscenza, da questa diretta conoscenza del lavoro fatto e nella volontà di assicurare che il prezioso contributo fornito all'azione del Parlamento possa continuare al di là del termine originario che era stato previsto.  Il documento, quindi, è molto diverso rispetto ai classici documenti, dove si introduce la frase canonica: «La durata della Commissione è prorogata fino al 
(...)» ed è per questo che vorrei spiegare le ragioni e i motivi per i quali non ci siamo limitati alla mera proroga del termine. Infatti, questa iniziativa vuole coniugare da una parte il convincimento e la necessità di prolungare il termine dei lavori della Commissione, anche per permettere di finire compiutamente i segmenti delle indagini che sono stati avviati. È per questo – io credo – che ci sia la necessità di articolare in modo puntuale il lavoro che è stato fatto fino ad oggi e l'esperienza di questi primi mesi dell'attività di questa Commissione. 
I colleghi della Commissione, sia di maggioranza sia di opposizione, sono testimoni di questa fase importante di composizione del documento, che poi è stata inviato ovviamente alla Commissione referente e oggi ne discutiamo appunto in Aula. Si tratta di una valutazione complessa: l'obiettivo è stato quello di pervenire alla massima convergenza possibile su di un testo che, al di là della strada condivisa dall'azione di governo parlamentare, superasse le mere logiche di schieramento. È proprio su questo che io credo sia necessario riflettere, perché il lavoro che è stato fatto è il frutto veramente di una condivisa e globale partecipazione di tutte le rappresentanze dei gruppi nella Commissione. 
Ringrazio anche per questo motivo i deputati di opposizione che hanno ritenuto di firmare la proposta di modifica della deliberazione istitutiva della Commissione, ma ringrazio anche coloro che non lo hanno fatto, perché comunque hanno permesso di fornire un contributo costruttivo alla predisposizione del testo all'esame dell'Assemblea. A tal riguardo, voglio solo puntualizzare un aspetto che io ritengo importante: da alcune forze dell'opposizione era emersa la necessità di ampliare e di sancire in maniera chiara le funzioni della Commissione rispetto all'anno di lavoro svolto. La Lega Nord aveva addirittura assunto un'iniziativa parlamentare all'inizio, pochi mesi dopo l'istituzione di questa Commissione, una commissione, cioè, parallela che focalizzasse in maniera particolare i meccanismi di controllo dell'uso delle risorse pubbliche nella gestione dei centri di accoglienza dei migranti. 
In realtà, questa funzione era in qualche modo già insita nel lavoro che la Commissione parlamentare di cui stiamo parlando oggi aveva fatto, per cui sostanzialmente è stato inglobato anche questo ragionamento e questo approfondimento, non solo perché riteniamo che sia doveroso e necessario ma perché può essere effettivamente uno dei filoni di azione e di intervento. Per questo motivo il documento che oggi andiamo a discutere integra in qualche modo la delibera istitutiva e ne comprende anche alcuni degli argomenti e dei temi che sono stati evidenziati nel corso dell'anno di lavoro, a partire proprio da quello proposto dalla Lega Nord sull'approfondimento dell'uso delle risorse economiche, nazionali e internazionali, impegnate nel sistema di accoglienza. 
Insomma, la modifica della delibera precisa che l'inchiesta procederà ad accertare le modalità di impiego, l'efficace utilizzo, nel quadro di una verifica ad ampio spettro, della complessità della gestione dei centri, dell'efficienza degli stessi, del procedimento di affidamento, delle convenzioni stipulate con gli enti gestori. Insomma, tutti elementi fondamentali che devono ovviamente essere di valido aiuto nell'esprimere un giudizio complessivo e una valutazione complessiva sulle politiche in questo settore. Pur mantenendo, ovviamente, ogni forza politica, ogni gruppo politico la propria posizione, io credo che questo sia lo spirito con il quale dobbiamo continuare a lavorare nella Commissione e sono convinto che questo metodo e questa volontà permarranno anche per il prossimo futuro, per il lavoro prossimo futuro. 
Mi soffermo brevemente anche rispetto ad un ultimo aspetto importante, quello della metodologia dell'indagine, perché credo che su di esso si impegni, in qualche modo, il documento oggetto del nostro esame. 
Per assolvere al nostro mandato, al mandato inquirente, la Commissione infatti ha bisogno di prendere sempre di più rapida conoscenza delle evoluzioni e soprattutto delle dimensioni del fenomeno che si sono andate modificando nel corso dei mesi, a maggior ragione in questi ultimi mesi rispetto anche alle vicende di cronaca odierna. Non stiamo parlando di un fenomeno, di una fotografia del passato, non stiamo parlando di un episodio del passato: stiamo parlando di una vicenda che ha una continua evoluzione nelle sue fenomenologie e nelle sue manifestazioni. Queste sono le dimensioni che il fenomeno è andato ad assumere con particolare riferimento anche all'attività di dotarsi di strumenti conoscitivi che precedentemente non erano disponibili e che, in qualche modo, sono un elemento cardine del nostro lavoro attraverso quindi l'acquisizione di maggiori dati ed evidenze statistiche. Credo che proprio il tema dell'evidenza del compendio statistico sia un elemento centrale del nostro lavoro e l'importanza è che questo compendio sia il più completo possibile, il più aggiornato possibile perché possa veramente diventare anche uno strumento di diffusione non solo per il lavoro dei componenti della Commissione ma per l'intero dibattito pubblico e ovviamente possa essere in qualche modo comunicato nel più ampio modo possibile. Nella Commissione si stanno discutendo anche le modalità per offrire questa opportunità all'intero contesto del nostro Paese. Credo che questa volontà, questa capacità di intervento della nostra Commissione – ed è uno dei motivi per il quale oggi la Commissione chiede la proroga della propria esistenza – sia anche legata ad un lavoro estremamente impegnativo e complesso e – veniva detto dal relatore – giustifica l'ampliamento con una serie di articoli che vanno a specificare meglio i filoni di indagine, i nuovi gruppi di lavoro che poi verranno accorpati. Insomma si tratta di un percorso che, a mio avviso, ha bisogno di più tempi ma ha bisogno di strutturare in maniera per così dire importante una serie di relazioni intermedie ed è per questo che siamo qui a evidenziare l'importanza della cadenza periodica che è stata anche suggerita dalla Commissione affari istituzionali per fornire aggiornati strumenti conoscitivi all'istituzione parlamentare sulle tematiche di pressante attualità ed in costante evoluzione. Insomma intendiamo organizzare i lavori della Commissione per porre tempestivamente a disposizione del legislatore essenziali e qualificati elementi di conoscenza il più possibile aggiornati per ogni sua valutazione anche in ordine a possibili interventi di riforma normativa. Termino per riferire che, entro poche settimane (la data che è stata stabilita è stata concordata in I Commissione) entro poche settimane, il 30 aprile 2016, avremo la possibilità di fare questa prima fotografia del lavoro svolto fino ad oggi e mi riferisco in maniera particolare ad alcune elementi di conoscenza che l'Aula, a mio avviso, dovrà in qualche modo acquisire che sono gli esiti dell'inchiesta e che in qualche modo sono l'elemento avanzato che è stato prodotto fino ad oggi sul tema dell'identificazione e sull'applicazione del noto approccio hotspot nella fase di prima accoglienza e fotosegnalazione dei migranti. Mi avvio a concludere, Presidente. Credo che sia un nostro dovere come Paese basare in qualche modo sui nostri principi di accoglienza e di doveroso soccorso il nostro impegno istituzionale con lo spirito che in qualche modo non solo ha animato la democrazia del nostro Paese ma credo che sia anche lo spirito migliore per la costruzione di un'Unione europea che si è sempre più orientata alla tutela dei diritti inviolabili dell'uomo anche nei confronti di chi non è cittadino europeo.