Dichiarazione di voto finale
Data: 
Giovedì, 17 Febbraio, 2022
Nome: 
Fausto Raciti

Presidente, in considerazione del fatto che ci aspettano altri punti all'ordine del giorno da esaminare, proverò ad essere leggermente più sintetico dei miei colleghi.

Vorrei iniziare, dando atto e merito all'onorevole Prestigiacomo di avere posto un tema nella discussione di quest'Aula, mettendolo a disposizione di una convergenza, tra le forze di maggioranza e di opposizione, che, senza il suo impegno, non sarebbe emersa agli onori della discussione parlamentare. Non discutiamo qui di una mozione che riguarda, in generale, la questione della transizione ecologica che impegna complessivamente il programma del Governo, il lavoro del Parlamento, in maniera profonda, soprattutto alla luce della novità che, nella politica europea e italiana, ha rappresentato e rappresenta il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Noi ci occupiamo oggi di un'altra cosa, ossia di come il nostro Paese accompagna, dentro questa transizione, il settore dell'industria pesante, un settore ad alta densità occupazionale, non concentrato solo nel Mezzogiorno, in Sicilia, e che per le sue afferenze pone un problema non semplicemente di carattere nazionale, ma addirittura di portata europea. Peraltro, in questi giorni all'evidenza di tutti, soprattutto, ahinoi, delle tasche dei cittadini italiani ed europei.

La raffinazione nel Mezzogiorno è l'ultima traccia di un tentativo, ahimè, non riuscito completamente, anzi non riuscito affatto, di industrializzazione del Mezzogiorno e di una sua trasformazione negli assetti produttivi, negli assetti sociali profondi. Il tentativo è fallito, dopodiché resta un settore ad importante impatto occupazionale, con un'importante disponibilità di investimenti e con l'esigenza di trovare interlocutori fermi e una rotta rispetto alla quale orientare la propria la propria prospettiva. La transizione non è un passaggio radicale tra la morte di un settore e la nascita di un altro. La transizione è un'operazione di riconversione lenta ed impegnativa, i cui risultati non si vedono dall'oggi al domani, che va accompagnata da decisioni coerenti, da risorse disponibili e dalla capacità di offrire certezze che servono alla programmazione. Diciamoci la verità, il settore dell'industria pesante, della raffinazione in particolare, nel corso di questi ultimi anni si è trovato dentro la massima di Seneca: “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”. È un settore che si trova incastrato tra un nuovo che non nasce e un vecchio che sta molto rapidamente morendo. L'impatto occupazionale che rischia di avere il mancato accompagnamento dentro la transizione si misura nell'ordine delle centinaia di migliaia di posti di lavoro. Noi abbiamo l'esigenza, considerato il numero dei Ministeri che si dovrebbero occupare di questa vicenda - Ministero per il Sud, dell'Economia, dello Sviluppo economico, dell'Ambiente, del Lavoro e della Transizione ecologica - di un coordinamento forte al centro di questa politica. Noi abbiamo bisogno che il Governo Draghi faccia di questo uno dei propri principali temi di agenda; ne va non solo per il Mezzogiorno del Paese, ma anche della posizione internazionale del nostro Paese. Queste sono le ragioni per cui, in maniera molto sintetica ma decisa, noi sosteniamo questa mozione ed esprimeremo il nostro voto favorevole.