Dichiarazione di voto
Data: 
Martedì, 14 Aprile, 2026
Nome: 
Andrea Casu

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Grazie, Presidente. Nell'ultimo intervento che mi ha preceduto, forse l'esponente della Lega si è dimenticato anche di aggiungere che il partito che ha più a lungo governato l'Italia negli ultimi 10 anni è la Lega Nord , partito di cui il Segretario è Ministro dei Trasporti in questo Paese. Diamo una notizia: noi siamo un po' dispiaciuti del fatto di non avere nemmeno oggi l'occasione di confrontarci con il Ministro.

Veniamo da una settimana molto complicata - non solo da una giornata particolare - cominciata giovedì scorso. Io voglio partire dalle parole che abbiamo ascoltato dalla Presidente del Consiglio Meloni giovedì scorso. Allora, giovedì scorso la Presidente Meloni ci ha presentato la sua agenda per il rilancio dell'azione di Governo, ci ha parlato delle cose che ha fatto, che vuole fare; ha rivendicato anche cose che non ha fatto; ci ha parlato addirittura di casa, uno dei più grandi fallimenti di questo Governo, però c'è una parola che non ha avuto il coraggio di pronunciare. Noi non abbiamo mai sentito pronunciare la parola “trasporto” o “trasporti” dalla Presidente Giorgia Meloni in quest'Aula (.

Non l'abbiamo sentita, perché esiste un limite perfino alla propaganda di questo Governo. Io capisco che non tutti i Ministri se ne possano rendere conto. Io capisco che se per il Ministro Nordio i voli di Stato sono lo strumento preferito per muoversi nel Paese, se per il Ministro Lollobrigida c'è la possibilità di fermare i treni quando ci sono problemi per muoversi con le auto blu, se ci sono altre attenzioni da parte di alcuni Ministri, ci possano essere alternative, ma chi è parlamentare della Repubblica - io mi rivolgo ai parlamentari di opposizione, come a quelli di maggioranza - non può non rendersi conto delle difficoltà legate alla crisi dei trasporti che vivono ogni giorno i cittadini e i lavoratori.

Se affrontiamo oggi questo tema, in una giornata nera per i trasporti, voi guardate solamente quello che si vede sui giornali. L'ha ricordato il collega del MoVimento 5 Stelle: abbiamo visto fino a 200 minuti di ritardo, cancellazioni, ma soprattutto la totale disorganizzazione, il caos informativo che segue ogni guasto. Alle ore 6 c'è un guasto sulla Roma-Napoli… non si riesce a garantire informazioni alternative ai cittadini che si devono muovere.

Ecco, di questa giornata purtroppo ne parliamo perché riguarda l'alta velocità, ma quante giornate vengono rovinate per la crisi del trasporto pubblico locale  di cui questo Governo non si occupa? Il risultato di questo fallimento plastico del Governo è in un numero che ci ha dato l'Eurostat.

Voi considerate che in Italia il 68 per cento degli italiani non utilizza mai il trasporto pubblico locale: 7 italiani su 10; siamo secondi in questa classifica solamente a Cipro. Ora, Cipro dal 1974 è diviso da una linea verde tra due parti, è l'ultimo muro d'Europa, ma anche l'Italia è sempre più divisa fra cittadini di serie A e cittadini di serie B dalle scelte di questo Governo.

Il fatto che in un momento in cui, grazie allo sforzo unitario delle opposizioni - io voglio veramente ringraziare il MoVimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Misto-+Europa, per aver deciso di costruire insieme, anche con uno sforzo impegnativo, politico, un testo unitario di proposte -, oggi noi affrontiamo questo tema e lo portiamo finalmente all'attenzione del Parlamento, a quell'attenzione che il Governo non gli dedica, ecco, non è pensabile, non è accettabile che nella proposta che ci avanza la maggioranza, nella proposta del Governo si neghi un taglio evidente che è sotto gli occhi del Paese. Voi non potete pensare che la situazione del trasporto pubblico locale si possa risolvere tagliando le risorse nazionali e scaricando su regioni, imprese, cittadini, lavoratori, enti locali, il peso della vostra scelta di non governare questo tema.

Ve lo diciamo perché non solo noi registriamo un taglio rispetto a quello che è stato l'aumento dei costi dell'inflazione, l'incapacità di inserire nei provvedimenti che state prevedendo per il caro carburanti anche un'attenzione nei confronti del trasporto pubblico locale, i ritardi nell'erogazione dei fondi alle regioni, ma voi avete addirittura tagliato quest'anno il Fondo nazionale rispetto a quelli che erano i fondi assoluti previsti lo scorso anno. Questo è gravissimo.

Quando nella vostra mozione ci spiegate che, nonostante il ripetuto stanziamento di risorse e l'entità delle risorse stanziate, il sistema continua a presentare disomogeneità territoriali nell'offerta del servizio e quando vi nascondete dietro alla necessità di una riforma per negare un problema reale, voi non ve la state prendendo solamente con i sindaci delle grandi città, con i sindaci delle nostre città, ma ve la state prendendo con i vostri presidenti della regione. State scaricando la palla della vostra irresponsabilità nei confronti del presidente Fedriga, del presidente Fontana, del presidente Rocca, del presidente Bucci. Voi sapete cosa sta succedendo al Fondo nazionale in quelle regioni che avevate cominciato a premiare con una rimodulazione del Fondo nazionale che, però, era sulla parte superiore rispetto all'anno precedente? Non un taglio, una lotta fra poveri, fra regioni, per andare a tagliare servizi e rendere ancora peggiore la situazione sul territorio. Ecco, voi, purtroppo, con questo antipasto di autonomia differenziata, state usando anche il trasporto pubblico locale come una clava nei confronti delle regioni, dei territori, dei cittadini e noi questo non ve lo possiamo assolutamente permettere politicamente. Per questo, noi avevamo chiesto non solo di erogare quella quota prevista dell'80 per cento, che avete colpevolmente in ritardo previsto, e di adeguare e velocizzare i tempi di erogazione delle quote future, ma di incrementare le risorse del Fondo nazionale, di sostenere le imprese nell'aumento dei costi energetici, di garantire la piena copertura del rinnovo contrattuale. Voi avete firmato un accordo il 20 marzo dell'anno scorso: avete garantito dal 2027 a regime 510 milioni di euro. Ma voi sapete che se non garantite quelle risorse, le lavoratrici e i lavoratori… e poi “avoja” a parlare di quanto è un problema riuscire a trovare una soluzione per gli autisti, se nemmeno quel magro aumento di salario, che era stato previsto, garantito e firmato, gli viene assicurato.

Abbiamo chiesto un piano nazionale per sostenere le difficoltà delle imprese di trasporto, affrontare il tema di una riforma complessiva del settore del trasporto pubblico locale non di linea e rafforzare l'accessibilità del trasporto pubblico locale per le persone con disabilità. E fatemi dire, veramente questi sono temi che non dovrebbero essere affrontati con la lente della compatibilità finanziaria, ma con la lente del rispetto dei diritti per le persone, per garantire a tutti gli stessi diritti e rafforzare le misure di sicurezza per il personale del trasporto pubblico locale. Rafforzare le misure di sicurezza, però, significa anche ascoltare quello che, insieme, CGIL, CISL, UIL, FAISA CISAL e UGL ci hanno chiesto, cioè di tenere conto di quello che, in questi anni, hanno costruito insieme - sindacati e imprese - per garantire un'effettiva maggiore sicurezza non solo

dopo l'aggressione, ma anche in tutti quegli strumenti che servono a prevenire le aggressioni sul territorio.

Poi c'è un parere contrario inspiegabile. Io vorrei veramente che qualcuno, magari i parlamentari veneti riuscissero a chiedere al Governo una risposta. Ma perché si è contrari a garantire il carattere usurante del lavoro degli internavigatori e dei conducenti dei tram rispetto agli altri autoferrotranvieri? Che cos'ha di meno una persona che lavora su un vaporetto rispetto a uno che lavora su un bus? Perché bisogna essere contrari, inspiegabilmente, a una scelta di civiltà? Perché, se noi vogliamo incentivare il lavoro nel trasporto pubblico locale, dobbiamo anche colpire quelle che sono le attuali diseguaglianze, anche in ambito previdenziale.

C'è poi il grande tema della pianificazione dei dati. Possiamo usare i dati veramente per immaginare una mobilità come servizio più efficace sul territorio. Ci sono state proposte interessanti, le abbiamo sentite da Federmobilità. Chiediamo al Governo, però, di portare avanti una riflessione. Addirittura vi abbiamo chiesto di rafforzare il ruolo dell'Osservatorio nazionale del trasporto pubblico locale, quindi era nel vostro interesse accogliere questo punto.

C'è la nostra importante proposta per la gratuità del trasporto pubblico locale per gli studenti e per il diritto al ritorno a casa dei fuori sede, costruita insieme al coordinamento nazionale dei circoli per la mobilità. E, infine, la questione molto importante di dare continuità alle leggi che insieme abbiamo portato avanti per liberare dalle auto abbandonate le strade delle nostre città.

Ecco, vi abbiamo proposto queste cose. Dire “no” a noi non significa solo negare le proposte dell'opposizione parlamentare, ma anche negare il grido di dolore che, insieme, Agens, Anav, Asstra, tutte le imprese del settore, insieme, tutti i sindacati, insieme, tutto il personale e, insieme, tutti i passeggeri, rivolgono al Governo. Un grido che non ascoltate, ma che fortunatamente saremo in grado di affrontare presto, perché sta arrivando il tempo di un cambiamento che non è più rinviabile, e noi siamo già al lavoro per garantire ai trasporti una vera alternativa.