Data: 
Martedì, 12 Maggio, 2015
Nome: 
Gero Grassi

Signora Presidente, signori sottosegretari, colleghi parlamentari, il 9 maggio ricordiamo le vittime del terrorismo; il 9 maggio sono stati uccisi Peppino Impastato, dalla mafia in Sicilia, e Aldo Moro, dalle Brigate Rosse. Ma il 9 maggio non sia soltanto un giorno di commemorazione. Moro, nel 1946, in Puglia, quando combatteva con Di Vittorio per un'Italia migliore, parlava di Stato etico, diritto e morale, unità e pluralità di reato; parlava di scuola come il mezzo perché il figlio del contadino non rifacesse il contadino. Moro in quelle piazze insegnava ai cafoni del sud il valore della democrazia e la speranza della politica e del futuro. 
Io credo, però, che non ci sarà migliore commemorazione di Aldo Moro fino a quando lo Stato non sarà in grado di dire ai cittadini italiani chi e perché ha ucciso Aldo Moro. Credo che compito dello Stato sia dire agli italiani la verità perché Aldo Moro noi non siamo in grado di resuscitarlo, ma potremmo rendergli giustizia, seppur dopo 37 anni. «Questo Paese non si salverà. La stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera se non sorgerà un nuovo senso del dovere». Sono parole attualissime di Aldo Moro