Data: 
Giovedì, 23 Aprile, 2015
Nome: 
Flavia Piccoli Nardelli

Gentile signora Presidente, colleghi tutti, le celebrazioni che si stanno tenendo per commemorare il centenario della Prima Guerra Mondiale in tutta Europa ricordano le tragedie che coinvolsero i popoli belligeranti. In questo si deve comprendere la tragica vicenda del popolo armeno, che ebbe il suo inizio a Costantinopoli il 24 aprile 1915, quando furono deportati e uccisi oltre un milione e mezzo di armeni dei territori dell'ex impero ottomano, sotto gli occhi impotenti delle grandi nazioni europee. Religione e cultura sono sempre stati segni distintivi degli armeni, che per la loro diversità dalla popolazione circostante furono oggetto di pogrom ricorrenti per quasi tutto il diciannovesimo secolo. 
L'Italia tra tutte le nazioni europee ha avuto da sempre un rapporto privilegiato con il popolo armeno fin dal I secolo avanti Cristo. Accolse generosamente i profughi dello sterminio del 1915 e ospita ancora oggi un'importante comunità armena, che costituisce un caso esemplare di integrazione pacifica. Gli italiani di origine armena con il proprio lavoro e il proprio impegno hanno concorso al progresso e allo sviluppo del nostro Paese. 
Auspichiamo che la Turchia, che aspira a diventare un Paese membro dell'Unione europea, come noi ci auguriamo e come giustamente ha sottolineato il Ministro Gentiloni, saprà trovare, nell'ammissione delle responsabilità storiche, un elemento di sostegno a questa ambizione, come richiedono gli atti del Parlamento europeo e come testimoniano le iniziative recenti di intellettuali e di esponenti della società civile turca. La serena valutazione della verità storica contribuisce a rendere più forti il senso della giustizia e il valore della pace, la tutela dei diritti e il rispetto delle minoranze (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).